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Una firma per la città che vogliamo: l’iniziativa di Officine civiche

A Ciampino, l'associazione “Officine civiche” promuove la raccolta firme per l’adozione di un Regolamento per l’Amministrazione condivisa. L’obiettivo? Avere una città solidale e cittadini corresponsabili
Officine civiche

Se si parla di movimenti di cittadini per il bene comune, si pensa al dinamismo di mani e dita che intessono, costruiscono, modellano. Per realizzare progetti significativi per un territorio occorre lo sguardo di un artigiano, che, insieme ad altri, riesca a desiderare il risultato finale molto prima che esso si compia, con pazienza. Tanto più oggi, in un momento storico di crisi globale che costringe le comunità a ripensare le priorità, il proprio modo di stare insieme, a riflettere sul bisogno di fare rete e accorciare le distanze.

Le officine della cultura popolare

A Ciampino, comune alle porte di Roma, opera l’associazione Officine civiche, bottega di idee, in cui si ricostruisce il tessuto sociale attraverso la promozione culturale, la formazione e l’informazione. «La nostra associazione», racconta Francesca De Rosa, presidente di “Officine Civiche”, «nasce alla fine del 2014. Nel corso del tempo ci siamo occupati di tematiche dedicate al territorio, in particolare questioni ambientali e urbanistiche Dal 2016 abbiamo creato un doposcuola popolare». Al centro del progetto, come si legge sulla pagina, c’è la volontà di sostenere «ogni attività culturale, politica, ricreativa e sociale tendente al coinvolgimento e alla partecipazione attiva dei cittadini alla vita collettiva, culturale e amministrativa del territorio in attuazione dei valori di democrazia, uguaglianza, partecipazione, trasparenza, solidarietà e sussidiarietà». Lo scorso 26 ottobre 2019 è stata inaugurata la nuova sede dell’Associazione, lo “Sportello Sociale & Solidale di Officine Civiche” che, come raccontano i soci, è «una casa aperta, un luogo di mutualismo, socialità, cultura, arte, sostenibilità, educazione e solidarietà attiva. Un luogo di incontro dove torneremo a organizzare il nostro sportello fiscale, attività di mediazione, corsi di lingue, accompagnamento al lavoro, oltre che naturalmente la nostra scuola popolare “DòPolìs”».

I laboratori di cittadinanza per tutti

Uno dei tanti impegni presi per il territorio dai volontari di “Officine civiche” è, infatti, DoPòlis, il “Doposcuola Popolare”, promosso dall’Associazione, al servizio dell’inclusione sociale, per il sostegno alla scolarizzazione di bambini e ragazzi dai 6 ai 13 anni. Un’attenzione particolare è dedicata alle fasce socialmente escluse: la scuola popolare, con laboratori di integrazione e cittadinanza attiva, è pensata come strumento culturale e di riscatto sociale per i cittadini. «Crediamo sia importante diffondere sul territorio pratiche di sostegno scolastico gratuito e inclusivo (…). Il diritto allo studio deve essere garantito a tutte e tutti, anche attraverso metodologie educative alternative, il gioco, la programmazione di laboratori di cittadinanza attiva, educazione alla multiculturalità», scrivono sul loro sito. Durante il lockdown, dovuto all’emergenza Covid-19, il progetto “DoPòlis” si è reinventato, continuando a stare accanto ai più piccoli attraverso la sensibilizzazione alla condivisione delle reti Wi-fi condominiali, con l’”educazione popolare a distanza”, mediante il sostegno allo studio via remoto. L’obiettivo di tutto è ovviamente quello che “nessuno venga lasciato indietro”. Nei mesi della quarantena, inoltre, dalla collaborazione con l’altra associazione romana “Nonna Roma”, è nata Casa Ciampino: una comunità solidale fatta da cittadini che si sono attivati per andare a fare spese e commissioni alle persone del territorio in situazioni di difficoltà.

Il tempo lento e costante della “rigenerazione”

“Officine civiche” ha a cuore tutte le dimensioni della vita sociale sul territorio: molteplici sono state anche le iniziative legate allo sport “inclusivo”, ma anche alla divulgazione storica, artistica, socio-antropologica e alla formazione musicale e teatrale.
È inevitabile che questo autunno di ripartenze, o meglio di “rigenerazioni”, sia un tempo più lento, meno frenetico del solito, forse perché meno abitudinario. Ma “Officine civiche” continua a puntare sui progetti a lungo termine che riescano a far comprendere ai cittadini di Ciampino l’importanza di prendersi cura del proprio territorio, e dei suoi abitanti, muovendosi in prima persona per una “gestione alternativa” dei beni. Per questo, l’associazione ha proposto una delibera d’iniziativa popolare, tramite una raccolta firme, per l’adozione di un Regolamento sulle forme di collaborazione tra cittadini e amministrazione locale per la cura dei Beni Comuni a Ciampino. «Questo Regolamento, in uso già in tantissime città italiane», ricordano sul sito, «rappresenta lo strumento per attuare il principio di sussidiarietà previsto dalla nostra Costituzione (…)».

E l’ora di avere un Regolamento

«È ora di un Regolamento per l’uso civico dei Beni Comuni!», si legge sul sito delle Officine civiche e “Una firma per la città che vogliamo” è lo slogan dell’iniziativa che considera i Patti di collaborazione sempre più ponti di congiunzione con un futuro già in costruzione, fatto di città solidali e cittadini finalmente corresponsabili.