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Cinisello Balsamo: in cucina per l’integrazione culturale

Alle porte di Milano, un gruppo di giovani ragazzi ha un sogno ben preciso: rendere il loro quartiere un posto più vivace e accogliente che sappia abbracciare le tante culture che lo vivono
cucina

Il quartiere Crocetta del Comune di Cinisello Balsamo è un quartiere multietnico dove la parola integrazione rappresenta un monito per tutti i cittadini. Tra questi, un gruppo di ragazzi dell’Oratorio della parrocchia di S. Pietro Martire ha deciso di provare a fare integrazione attraverso un grande progetto, che ha previsto anche la stipula di un Patto di collaborazione per un laboratorio di cucina multiculturale per bambini e ragazzi.

Nuovi Orizzonti Insieme: Progetto NOI

Cinisello Balsamo è il comune metropolitano del Nord milanese con la maggiore percentuale di stranieri ed in particolare il quartiere Crocetta è il più multietnico del Comune. In questo stesso quartiere, presso l’Oratorio della Parrocchia S. Pietro Martire, c’è un gruppo di ragazzi entusiasti e pieni di idee che vuole provare ad amare il prossimo come insegnamento non solo cristiano, ma umano. Nasce così, ormai alcuni anni fa, il Progetto NOI – Nuovi Orizzonti Insieme, un progetto che ha l’obiettivo di uscire fuori dagli spazi dell’oratorio, andare nelle piazze del quartiere, incontrare quante più persone, soprattutto ragazzi e ragazze, per raccontare il loro progetto educativo. L’obiettivo principale del Progetto NOI è quello di animare le piazze del quartiere e creare relazioni con i cittadini e tra i cittadini. Sono state organizzate feste per spingere le persone a riabitare le piazze (quando ancora si poteva fare!). C’era sempre un tema culturale: balli, giochi e attività in questo modo erano occasione per insegnare a tutti qualcosa di più sulle culture e le tradizioni delle diverse comunità etniche che abitano il quartiere. Con il tempo, la costante presenza fisica nel quartiere ha portato i ragazzi, e tutti i cittadini che a loro si sono uniti, a prendersi spontaneamente cura della piazza e di tutti i luoghi comuni che iniziavano ad essere vissuti ed animati. Inizialmente non c’è stato bisogno di ricorrere a nessun Patto di collaborazione, ma bastava lo spirito di comunità e cittadinanza attiva che questi giovani sono riusciti a portare dentro Crocetta. Tuttavia, in seguito, un Patto di collaborazione è stato sottoscritto perché tra le varie attività organizzate all’interno del Progetto NOI (come corsi di pallavolo e calcio) questo strumento si è reso necessario per organizzare un corso di cucina per bambini e ragazzi, finalizzato a far conoscere le differenti culture del quartiere.

Un Patto per l’integrazione culturale

Mangiare non è solo un bisogno primario, ma è anche un piacere che crea comunità: questa è stata l’intuizione dei ragazzi del Progetto NOI, che hanno eletto la cucina come luogo ideale per fare integrazione. L’obiettivo del corso – usando le parole di Francesco Graziano, uno dei padri del Progetto – è quello di educare i bambini all’integrazione facendogli scoprire e assaggiare cibi provenienti da culture diverse, e insegnando loro ad unirli in modo armonico, così che in futuro sappiano apprezzare le diversità che incontreranno. Inoltre, per renderlo davvero un luogo ‘integrato’ e quindi anche laico, i ragazzi hanno deciso di utilizzare alcuni spazi pubblici del quartiere chiedendo sostegno all’Amministrazione comunale. Il Patto è stato lo strumento scelto per questa collaborazione: l’amministrazione ha da subito approvato l’idea del corso di cucina (e più in generale ha dato il suo appoggio all’intero Progetto NOI) mettendo a disposizione gli spazi del CAG Icaro, il Centro di Aggregazione Giovanile del Comune di Cinisello Balsamo. Nel febbraio 2018, è stato così sottoscritto il primo Patto di collaborazione con durata fino a giugno dello stesso anno, con il quale l’Amministrazione si impegnava a mettere a disposizione gli spazi del CAG il sabato mattina per due volte al mese, mentre i ragazzi si sarebbero occupati della completa realizzazione del corso e della fornitura di materie prime. Naturalmente, per raggiungere l’obiettivo preposto, il corso doveva essere accessibile a tutti, e per questo si è scelto di renderlo gratuito, con offerta volontaria senza nessuna quota minima richiesta. Il corso inoltre è stato interamente gestito da volontari: non solo ragazzi dell’oratorio, ma tutti coloro che entrando in contatto con il Progetto NOI ne hanno condiviso gli intenti e ne hanno preso parte. Per sostenere le spese iniziali e quelle di gestione del corso, i ragazzi hanno candidato il progetto al concorso TuttiXtutti ottenendo un contributo di 5.000 euro grazie al quale hanno potuto coprire le spese per tutto il primo anno. Dopo i primi cinque mesi di collaborazione, il Patto è stato rinnovato tre volte: si è preferito stipulare Patti di breve durata (mediamente semestrali) rinnovandoli di volta in volta, piuttosto che Patti più lunghi nel tempo. Questa organizzazione è avvenuta principalmente per scelta dei ragazzi che, dovendo contare solamente sull’aiuto dei volontari per la gestione del corso, hanno preferito impegnarsi per brevi periodi, ma riuscendo però a garantire in questo modo la disponibilità di chi impegnava il proprio tempo in modo gratuito.
Già nel secondo Patto sottoscritto si nota una differenza che mette in evidenza il successo riscosso, modificando la frequenza del corso da incontri quindicinali (nel primo patto) a incontri settimanali. Ogni sabato, quindi, i volontari incontravano ragazzi e bambini per preparare nuove ricette, e una volta al mese venivano organizzati incontri con ospiti speciali: uomini e donne del quartiere di diverse nazionalità invitati a raccontare le loro culture e, naturalmente, a far assaggiare i loro piatti tipici. L’iniziativa ha riscosso così tanto successo che i ragazzi del corso sono stati spesso invitati anche nelle scuole e nel centro anziani del quartiere, uscendo ancora una volta dai loro spazi familiari e andando ad incontrare i cittadini in tutti (o quasi tutti) i luoghi del quartiere.

Festa in piazza (Fonte: pagina Facebook Oratorio San Pietro Martire)

Risultati qualitativi

L’ultimo Patto rinnovato aveva validità fino al 30 giugno 2020 e, scaduto il termine, la cucina del CAG avrebbe dovuto essere ristrutturata: per questo, sia i ragazzi che l’Amministrazione comunale si stavano già impegnando nella ricerca di un nuovo spazio in cui poter continuare a svolgere il corso di cucina. In realtà, il progetto ha subito una battuta d’arresto già da marzo a causa dell’emergenza sanitaria: fino a quel momento non solo il corso di cucina, ma l’intero Progetto NOI con i corsi di pallavolo e calcio, le feste in piazza e molto altro sono riusciti nel loro intento di creare un nuovo fermento nel quartiere che portasse spirito di partecipazione e integrazione. Francesca Graziano, una delle ragazze che da subito si è inserita nel Progetto NOI, ci ha tenuto a specificare che questo successo non sarebbe stato possibile se non si fossero unite le forze del quartiere. Prima di iniziare questa avventura, infatti, i ragazzi hanno raccontato la loro idea alla comunità parrocchiale, che da subito li ha sostenuti lavorando con loro e per loro nella gestione di alcuni corsi; determinante è stato poi il passaggio ulteriore con le associazioni del quartiere, che ha portato a creare un’importante rete sociale con cui animare le piazze. L’emergenza sanitaria ha, in seguito, bloccato il progetto dell’Amministrazione comunale di organizzare eventi finalizzati proprio al potenziamento di questa forte rete sociale: in particolar modo, si stava programmando un evento per presentare alla cittadinanza i Patti di collaborazione già in corso, rilanciandoli ed esortando a nuove collaborazioni. I buoni propositi tuttavia non mancavano: si stanno solo aspettando tempi migliori per riavviare i progetti a partire da dove sono stati interrotti.

Spunti per l’amministrazione e sguardo futuro dei ragazzi

Sarebbe opportuno, ad ogni modo, per l’Amministrazione non perdere il contatto con le associazioni del territorio e continuare a lavorare per il rafforzamento della rete civica e sociale del quartiere che, come abbiamo potuto leggere in moltissime storie e testimonianze, si è dimostrata essere un valido supporto non solo per i cittadini ma anche per le amministrazioni, soprattutto in periodi di emergenza come quello che stiamo attraversando. Se, chiaramente, molte attività previste dai Patti di collaborazione non possono più essere svolte in presenza a causa delle varie restrizioni imposte dall’emergenza sanitaria, si potrebbe comunque prevedere qualche attività da remoto, se possibile, o cercare di organizzare incontri nel limite del possibile per mantenere sempre viva quella rete ed investire sempre di più sul prezioso capitale umano. Una eventuale riproposta di Patto che coinvolga la rete già esistente potrebbe essere inserita in un progetto più ampio per durata, ma anche in merito all’interesse generale della comunità di cui prendersi cura. Infatti, una maggiore stabilità delle risorse che in questi ultimi anni sono emerse nel quartiere potrebbe, se meglio strutturata, essere in grado di incidere maggiormente nella comunità, e magari iniziare a rispondere ad esigenze e necessità nuove che sono emerse con l’emergenza sanitaria. Le energie civiche così, insieme con le istituzioni pubbliche locali, potrebbero meglio collaborare ad un progetto di società che si cura a partire da beni comuni.
Per quanto riguarda il futuro del Progetto NOI, i ragazzi ci hanno detto che qualcosa già bolle in pentola, ma sarà una sorpresa! Invece, alla domanda: «Credete che il quartiere sia cambiato grazie al vostro progetto?» Francesco ci risponde che cambiare è una parola grande, non sappiamo se sia davvero cambiato, sappiamo però di aver dato un esempio diverso. E l’esempio non è cosa da poco, spesso è solamente il modo più efficace per dare avvio ad un cambiamento.