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La piccola Zoe risveglia le energie sopite in tutta la comunità

A Bedizzole, un sassolino di nome Zoe ha creato onde di cura nel mare della cittadinanza
Zoe

M. Ciao!
Z. Ciao.
M. Come ti chiami?
Z. Zoe Fragiacomo.
M. Quanti anni hai?
Z. Ho appena compiuto otto anni.
M. Cosa fai nella vita?
Z. Studio, faccio la seconda elementare.
M. Cosa ti piace fare?
Z. Mi piace giocare, disegnare e pulire.
M. Da dove è nata la tua idea di prenderti cura di Bedizzole?
Z. Da quando sono uscita e ho trovato dello sporco sulla strada e allora ho detto «Mamma chiama il Sindaco che voglio pulire la strada».
M. Perché pulire le strade?
Z. Perché non mi piace vederle sporche e preferisco le cose pulite.
M. E cosa hai pensato quando hai visto così tanti cittadini prenderti d’esempio e volerti imitare?
Z. Sono stata molto felice e orgogliosa perché è bello quando la gente ti vede e ti dice «Brava, brava» ma è più bello quando le persone vengono ad aiutarti e darti una mano.
M. Che cosa vorresti dire ai tuoi concittadini?
Z. Non vanno sporcate le strade perché devono restare pulite se no muoiono gli animali e si rovina l’ambiente!

Quando dicono che non si è mai troppo piccoli per far la differenza, Zoe Fragiacomo ce lo insegna concretizzando nel suo vivere quotidiano il valore della cura. Sette anni, proveniente da un piccolo Comune dell’entroterra gardesano bresciano, frequentante la classe seconda primaria: una bambina allegra, arguta e sensibilissima al tema della tutela dell’ambiente e del valore dell’ecologia.

Disegno di Zoe (Fonte: Legami Leali)

Un piccolo seme che porta gran frutto

Dopo settimane trascorse a condividere con la famiglia la frustrazione e il fastidio di passeggiare notando piccoli rifiuti sparsi ai bordi delle strade, Zoe ha insistito che la mamma contattasse il primo cittadino di Bedizzole affinché potesse anche lei, nei suoi sette anni, contribuire a rendere più bello il suo paese. Dal primo contatto con il Sindaco, dimostratosi subito disponibile per avviare una collaborazione, Zoe, sua sorella maggiore Francesca e i suoi genitori hanno dato vita a un progetto di cura del territorio che sta contagiando di bellezza tutto il paese.
Il percorso di co-progettazione è partito con l’ascolto dei desiderata e delle volontà della piccola, la quale ha più volte sostenuto che l’Amministrazione dovesse permettere alle persone di prendersi cura del loro territorio; si è poi passati, con la famiglia, a riflettere sui rischi e sulle potenziali criticità incontrabili in un percorso di cura diffusa attuabile da tutti i cittadini e sul kit da cittadino attivo che il Comune doveva fornire ai pattisti. Dalla proposta di Zoe ha preso forma un Patto di collaborazione cornice: cornice perché enuncia i valori su cui si impernia la progettualità civica, i principi che governano l’azione amministrativa condivisa e che sancisce le finalità e gli obiettivi condivisi perseguiti da chiunque volesse o vorrà prendersi cura del paese; da esso discende il primo Patto di collaborazione operativo, sottoscritto proprio dalla piccola Zoe, dalla sorella e dai genitori.
Dal Patto si è passati all’atto: una volta sottoscritto e fornita l’assicurazione, la famiglia non ha esitato e ha avviato le prime azioni di cura, consistenti nella raccolta di piccoli-medi rifiuti nella strada accanto alla propria casa e nelle strade limitrofe. Con una singola azione proveniente dalla meno prevedibile cittadina attiva del paese, una bimba di solo sette anni, è partita una prima ondata di cittadini attivi che ha visto sottoscrivere pochi giorni dopo un nuovo Patto di collaborazione ad opera di Martina, nove anni, la sua famiglia e due vicine di casa con cui si prenderanno cura della loro frazione.

Piccolo cittadino attivo (Fonte: Legami Leali)

Un’ondata di attivazione civica: dalla cornice alla diffusione comunitaria

Come un sasso in uno stagno, a questa prima ondata è seguita una levata di scudi a difesa dell’ambiente e del territorio ognuno dei quali sostenuto da un cittadino attivo che compone l’esercito delle sentinelle curanti formato da oltre settanta persone desiderose di mettere a disposizione della comunità il loro tempo e le loro energie per prendersi cura del bene comune per eccellenza, l’ambiente. Armati di pinze, sacchi e guanti questi custodi della bellezza locali si prenderanno cura di dodici diverse zone del paese, mettendo in atto un’opera di sensibilizzazione e di educazione alla cittadinanza attiva e al rispetto dell’ambiente con un’azione tanto efficace quanto comunicativa. La volontà dei cittadini di attuare scelte concrete capaci di trasformare il pubblico in comune attraverso le azioni di cura ha trovato spazio, grazie alla disponibilità dell’Amministrazione Comunale, per realizzare una progettualità dove la relazione inter-generazionale diventa fonte di arricchimento reciproco: i piccoli cittadini attivi testimoni di una visione sentita e sensata della comunità (ad oggi hanno sottoscritto Patti operativi quattordici minori tra i 7 e i 16 anni) hanno modo di confrontarsi con gli adulti, mentre gli adulti possono prendersi cura non solo di un bene comune materiale quale è in questo caso l’ambiente, ma dell’educazione di questi piccoli, in qualche modo colleghi e compagni di un’esperienza costruttiva e significativa.

Un territorio che si cura è una comunità che si prende cura

Tutto questo è stato reso possibile anche grazie al Progetto Legami Leali, progetto di welfare comunitario co-finanziato da Fondazione Cariplo: grazie all’operatività del progetto è stato possibile condividere con le amministrazioni il concetto di Amministrazione condivisa e lo strumento dei Patti di collaborazione, adottati in oltre dieci comuni dell’ambito in cui opera il progetto. Bedizzole, primus inter pares, giunge con questi dodici a ben diciotto Patti di collaborazione sottoscritti in poco più di un anno.
L’intenzione educativa sottesa a questa ondata di cittadinanza attiva nel territorio del Comune di Bedizzole tende a una sensibilizzazione di tutta la comunità locale: la volontà dei cittadini attivi non si ferma alla sola cura delle zone adottate, ma vuole incentivare la partecipazione di sempre più persone che sentano loro (in senso comune) il territorio, scardinando il principio di delega. Obiettivo ulteriore è anche quello di combattere le condotte volte all’impoverimento e al degrado ambientale, ricordando con estrema semplicità che dietro ogni bottiglia gettata dal finestrino potrebbe trovarsi un bambino o una bambina che, invece di riversare la propria frustrazione sui social network, preferiscono chinarsi a raccoglierla.

Foto di copertina: Zoe firma il Patto di collaborazione (credits:Legami Leali)