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La pratica quotidiana dell’Amministrazione condivisa a Livorno

Un racconto di un'esperienza ventennale a riprova delle grandi opportunità trasformative che l'Amministrazione condivisa offre per ripensare le relazioni sociali e politiche
Amministrazione condivisa

Da tempo ormai la sezione “Ricerche” di Labsus pubblica studi e ricerche sui temi della rivista nella forma di “Labsus Paper”, veri e propri saggi di approfondimento su argomenti specifici o disamine accurate su aspetti dell’Amministrazione condivisa o, ancora, indagini pionieristiche suggerite dalle tante esperienze che emergono dalla realtà. La pratica quotidiana dell’Amministrazione condivisa, sempre più diffusa sul nostro territorio, ha ispirato anche il lungo saggio di Massimo Mannoni che oggi pubblichiamo con piacere sulla nostra rivista e che testimonia il cambiamento in atto nella nostra società riguardo al rapporto tra cittadini e istituzioni. Uno sviluppo di prospettiva che è possibile constatare sia sul piano operativo riguardo alla cura dei Beni comuni sia soprattutto su quello attitudinale che vede tradizionalmente contrapposti amministrati e amministratori, oggi invece alleati nel perseguire insieme l’interesse generale.
Nel suo contributo, Mannoni racconta la propria esperienza ventennale nel Comune di Livorno, prima, con ruoli di responsabilità in vari uffici della Segreteria Generale, poi, come responsabile amministrativo di circoscrizione, infine, come Garante della partecipazione e comunicazione per gli atti di governo del territorio. Egli ci racconta da funzionario e in presa diretta come è stata vissuta questa trasformazione nel suo Comune, esperienza che lo ha portato ad assumere l’incarico di responsabile dell’ufficio preposto alla gestione del “Regolamento”. Una testimonianza importante che valeva la pena raccontare e far conoscere perché non dimostra solo il cambio di passo nel rapporto tra istituzioni e cittadinanza, ma prova – e ciò emerge chiaramente dalla narrazione dell’autore – il mutamento di prospettiva e le grandi opportunità trasformative che l’Amministrazione condivisa offre di ripensare le relazioni sociali e politiche entro le comunità base in una prospettiva però nazionale.
Con il contributo di Mannoni, la rivista aggiunge alla sezione “Ricerche” un nuovo strumento, quello dei “Saggi Labsus”, che costituiscono brevi lavori monografici in grado di restituirci in maniera più completa e dettagliata un’impressione sul fenomeno dell’Amministrazione condivisa e riguardo ai suoi effetti sul territorio sia nell’ambito urbanistico sia in quello sociale e politico. Lasciamo ora all’autore il compito di introdurci alla sua esperienza professionale e di vita, raccontata nel suo “I Beni Comuni: dal Regolamento per l’amministrazione condivisa all’Ufficio beni comuni”.

“30 Novembre 2019. Un giorno come tanti altri. Il 30 novembre è la Festa della Toscana, anniversario dell’abolizione della pena di morte e il 30 novembre ricorre il terzo giorno della conferenza di Teheran in cui Churchill, Roosevelt e Stalin decisero di aprire il terzo fronte in Europa, come poi avvenne il 6 giugno del 1944 con lo Sbarco in Normandia. Sicuramente il 30 di novembre sono accadute tante altre cose rilevanti e significative, io lo ricorderò come mio ultimo giorno di lavoro nel Comune di Livorno, così che altri avrebbero diretto l’ufficio per l’Amministrazione condivisa dei beni comuni. Pur attendendo da tempo questo evento, provavo comunque un certo rammarico nel veder svanire l’esperienza acquisita in materia di beni comuni, per ciò che questi rappresentano e per il valore che assumono e generano, quando cittadini attivi se ne prendono cura. Pensai, forse peccando di presunzione, che provare a trascrivere quanto avevo appreso con esperienze dirette, avrebbe potuto offrire elementi di riflessione, occasioni di approfondimento e un contributo a coloro che volessero, soprattutto come amministratori o funzionari, avviare un percorso di redazione e poi di attuazione del “Regolamento per l’amministrazione condivisa dei beni comuni”. Certamente la passione che avevo messo in tale incarico negli ultimi anni mi ha stimolato a assumere questo impegno perché, come diceva Howard Phlips Lowecraft, ‘[n]essuno può scrivere senza una spinta emotiva […]’ (Augias 2005, 104).
Come sappiamo, con i primi mesi del 2020 si è sparso in tutto il pianeta il virus, portando come conseguenza il Covid-19, e tutto ha iniziato a cambiare. Nulla sarà più come prima, il mondo non sarà più lo stesso e non sappiamo se sarà migliore o peggiore di prima ma certamente sarà e saremo tutti noi diversi. Daremo più valore a cose che prima ci apparivano irrilevanti o scontate perché ritenute immutabili, come lo stare insieme, salutarsi dandosi la mano o abbracciandosi, andare al cinema o al ristorante o anche semplicemente andare al lavoro o in autobus, sul treno o in aereo. Anche valori astratti o cose concrete, cui dedicavamo poco o nulla del nostro tempo e della nostra attenzione hanno assunto una dimensione diversa e avranno in futuro, spero, maggiore considerazione. Forse i mesi in cui siamo stati costretti a stare a casa ci hanno messo nella condizione di riflettere e di abbandonare i ritmi frenetici cui ci eravamo abituati, che non ci consentivano di fermarci ad apprezzare quei beni di uso e d’interesse comune, che avremmo invece dovuto maggiormente amare e valorizzare. Ma così, come abbiamo fatto cambiando il nostro modo di lavorare, di studiare, di socializzare riusciremo anche a stare di nuovo fianco a fianco, insieme, con la stessa passione di prima che ci univa per prenderci cura dei nostri beni comuni.
Non sarà facile ma ci proveremo ugualmente e ci dovremo riuscire”.

Massimo Mannoni

Foto di copertina: evento organizzato nell’ambito del patto di collaborazione per la cura e la valorizzazione del complesso “Terme del Corallo” (credits:Associazione RESET)