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La comunità: come sognarla, progettarla, costruirla

Cammini formativi per auto-educarsi alla convivenza fraterna in comunità solidali, sono queste le motivazioni e gli scopi di un’iniziativa promossa dal MoVI Campania. Il fine ultimo: rilanciare una formazione diffusa al "volontariato politico”
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«C’è bisogno di una comunità che ci sostenga, che ci aiuti e nella quale ci aiutiamo a vicenda a guardare avanti. Com’è importante sognare insieme! Da soli si rischia di avere dei miraggi, per cui vedi quello che non c’è; i sogni si costruiscono insieme». Sulla scia di queste parole di papa Francesco si è sviluppata questa proposta nata dal bisogno, condiviso con diverse esperienze associative attive in Campania e non solo, di rilanciare la sfida a credere nell’utopia di una società accogliente, giusta, umana, fondata sul NOI e sui legami solidali.
Così è nata l’idea un po’ provocatoria di allestire, in forma di webinar, appuntamenti formativi finalizzati a mettere in comune sogni, utopie e pratiche di cura dei beni comuni e di sperimentazione di nuove relazioni interpersonali.

Per accrescere il capitale sociale della comunità

Un invito caldo a quanti, in questo tempo di incertezze, hanno ancora voglia di “sporcarsi le mani”, con il desiderio di accrescere il capitale sociale della comunità, attraverso: più conoscenze, per contrastare l’omologazione al pensiero unico; più legami, per fronteggiare la disgregazione sociale; più comunità, per non globalizzare l’indifferenza.
I cinque appuntamenti, pur se virtuali e a distanza, hanno visto la partecipazione di circa 150 persone interessate a confrontarsi, facendo tesoro delle proprie fragilità, su come costruire comunità aperte, coese, vivibili per: riscoprire l’attitudine all’esercizio del discernimento critico; ridare senso e significato al lavoro umano ed alla pacifica convivenza civile; rianimare i territori che abitiamo.
I temi affrontati, di ampio respiro, sono stati animati da relatori e testimoni caratterizzati da grande spessore culturale, esperienze significative, stile di comunicazione semplice e fraterno. I partecipanti si sono sentiti accolti, compresi, affascinati nel ritrovarsi in sintonia con altri mondi e riuscire a costruire linguaggi comuni.

Contro quell’istinto primordiale

Il primo webinarDisgregazione sociale prima e dopo la pandemia: il coronavirus ha risvegliato l’istinto primordiale di vedere ‘l’altro’ come minaccia” ha introdotto il tema delle disuguaglianze sociali che la pandemia ha amplificato e reso visibili a tutti. Occasione per acquisire consapevolezza su come il consumismo, il nostro modello di sviluppo, spinga verso stili di vita insostenibili, verso relazioni immateriali, senza corporeità, che generano solitudini e quindi bisogno di cura dell’interiorità delle persone. Il Covid-19 ha posto la morte all’ordine del giorno e ha sollecitato tutti a riflettere sul senso del nostro stare al mondo. Ha evidenziato i limiti del nostro sistema di welfare, caratterizzato da servizi asettici e separati e valorizzato le esperienze di Welcome, di presa in carico e accoglienza di tutte le fragilità. In questo scenario è emerso il desiderio di un volontariato che sappia creare legami di comunità e attuare una politica dell’accoglienza e non semplicemente del benfare.

Promuovere un’economia “bio-centrica”

Il secondo webinarGlobal economy e ladri di futuro: se la nostra vita e quella del pianeta sono interdipendenti, come promuovere un’economia ‘bio-centrica?’”, ha affrontato il tema dell’interdipendenza delle nostre economie, ma anche la necessità di contrastare il pensiero unico e dominante sintetizzato nello slogan “questo sistema non si può cambiare!”. Urge ripartire da un’economia che offra e dia opportunità di lavoro a tutti e anche alle generazioni future. Un modello di economia circolare che privilegi fonti rinnovabili o risorse riciclabili o biodegradabili, che punti sul prolungamento del ciclo di vita del prodotto, sul considerare il prodotto non come una proprietà di qualcuno, ma come servizio che si può condividere. Il punto di partenza è non la proprietà ma l’uso dei beni. Occorre un’economia pensata dentro a un progetto politico, sociale, culturale e popolare orientato al bene comune.

La solidarietà è…

Il terzo webinarLa solidarietà “richiesta”…la solidarietà possibile…la solidarietà auspicabile: come riaccendere la passione per l’impegno civico?” ha rilanciato il bisogno di esperienze di volontariato incarnate nella storia e nei territori, per sviluppare processi di imitazione, e passione per l’impegno civico. La pandemia è un tempo di verità per il mondo della solidarietà (a questo proposito si veda anche il risultato dalla ricerca pubblicata nel Rapporto Labsus 2020): sarà capace di generare speranza o concorrenza spietata? Fare solidarietà o rivendicare diritti? Dove avverranno i coaguli della convivenza civile prevarrà il bisogno di “più sicurezza” o il bisogno di “più accoglienza”? La vera sfida del volontariato non è dare risposte, ma costruire avvenire: il volontariato viene valutato su ciò che fa nascere e non su ciò che fa. Il volontariato che aiuta soltanto ha breve respiro. Bisogna rimettere in discussione i meccanismi di costruzione delle politiche territoriali, promuovere oasi di fraternità, di relazione, di scambio. La solidarietà auspicabile è quella che si prende cura del futuro delle generazioni che genera formazione e passione per la vita.

Eppure c’è voglia di comunità

Il quarto webinarVoglia di comunità: con chi siamo chiamati a progettare un modo nuovo di stare al mondo?” è partito dall’assunto che oggi la comunità non è il sogno di tutte le persone, anzi molti pensano di vivere come se la comunità non esistesse! Bisogna partire dalla consapevolezza che al desiderio di comunità corrisponde altrettanta energia. La comunità è da fare continuamente e c’è bisogno di gestire e alimentare il confronto tra i suoi membri perché la comunità possa vivere. Le comunità in cui siamo immersi sono molto fragili, vivono solo solidarietà perimetrate. Occorre un cammino di consapevolezza. Fare comunità richiede, dunque, mantenere aperto il confronto, ma anche promuovere capacità di negoziazione. In questo percorso l’educazione è fondamentale, è un atto politico perché dentro porta con sé una idea di mondo. La pandemia è un tempo di cura, ma anche di rigenerazione. La partecipazione dei cittadini va strutturata, organizzata, alimentata e i corpi intermedi, compreso il volontariato, non vanno “risucchiati” nei processi di gestione del welfare. Ritorna il tema della dimensione politica, della capacità di discernimento critico, il bisogno di avere delle visioni orientate a costruire un futuro, per tutti.

Sognare comunità inclusive

Il quinto e ultimo webinarSognare comunità inclusive: perché accogliere? Chi? Come? Con chi?” ha affrontato il tema della fratellanza a partire dal messaggio, provocatorio e profetico, di papa Francesco con la sua ultima Enciclica Fratelli tutti, dove riprende le analisi contenute nella Laudato si’, e affronta le sfide e le contraddizioni dei nostri tempi per invitare a mettere in moto processi fondati su un nuovo sogno di fraternità e di amicizia sociale. Oggi ci vuole un “amore politico”, che si metta di traverso, faccia opposizione a due mega-egoismi imperanti: populismo e liberalismo. Bisogna “sognare insieme”, perché “da soli si rischia di avere dei miraggi”. «In questo tempo che ci è dato di vivere, riconoscendo la dignità di ogni persona umana, possiamo far rinascere, tra tutti, un’aspirazione mondiale alla fraternità».
Sull’onda di queste ed altre riflessioni condivise, il MoVI Campania ha avviato un percorso di programmazione partecipata per rilanciare una formazione diffusa al volontariato politico e la realizzazione di una Route estiva per consolidare le relazioni interassociative riattivate grazie ai webinar.

L’iniziativa qui raccontata è stata realizzata in collaborazione con Ass. Tavazza, Eupolis, Arcidiocesi Salerno Uff per i problemi sociali e il lavoro, Paideia, L’Ipotenusa, Oasi, Fraternità Nazareth, Libera e LIberi di crescere Salerno, CTG, Elceppo Anteas, ALTS, LIPU, Marea, Per niente facili, Momenti, Paolo Masullo Onlus, L’Abbraccio, Condomini Solidali, CVS (Centro Volontari Sofferenza), Donation Italia, Rete per i giovani Salerno, Città Visibile proloco Salerno, Impegno e Solidarietà, Ragazzi Nuovi, Koinè, Il Laboratorio, Kaledo, Rete Radiè Resh, ANAVO, Banca Etica, Fondazione Comunità Salernitana, Il Portico.

L’iniziativa è stata realizzata nell’ambito del progetto ‘Cittadini e volontari in rete per i beni comuni’ finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali – Avviso n.1/2017 fondi ex art. 72 del Codice del Terzo Settore.

Foto di copertina: Gennaro Leonardi da Pixabay