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La Cittadella della condivisione, casa dei diritti e della dignità

Una rete di Patti per realizzare servizi con e per le donne lavoratrici agricole: l’impatto del progetto europeo BRIGHT
cittadella della condivisione

In Calabria, nell’area di Corigliano-Rossano oggi esiste uno spazio che vuole essere un riferimento innanzitutto per le donne, in particolare per le lavoratrici agricole, che hanno voluto chiamare Cittadella della condivisione. Alla sua nascita hanno lavorato più di dieci associazioni insieme alle donne Leader del progetto BRIGHT. L’hanno immaginata come un luogo di confronto, sperimentazione, elaborazione delle politiche locali sensibili al genere e alla cultura che veda come protagoniste innanzitutto le donne accanto alle imprese, al Terzo settore, alle istituzioni, ai cittadini.

Il progetto BRIGHT

La Cittadella è uno dei risultati del progetto europeo BRIGHT – Building RIGHTs-based and Innovative Governance for EU mobile women, che intende promuovere il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro delle donne impiegate in agricoltura, attivando istituzioni, comunità, operatrici e operatori economici con gli strumenti dell’Amministrazione condivisa per garantire in particolare alle lavoratrici comunitarie l’esercizio dei propri diritti di cittadinanza europea. Le attività di progetto sono state realizzate da ActionAid Italia, soggetto capofila, in partenariato con ALDA European Association for Local Democracy, Labsus – Laboratorio per la sussidiarietà, il CREA Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria, per la Romania Fundatia Centrul Partenariat Pentru Egalitate e per la Bulgaria Foundation Gender Project for Bulgaria. Il progetto ha avuto una durata biennale.

L’Amministrazione condivisa come modello relazionale

Lo ribadiamo spesso, l’ente locale, quale livello di governo più vicino al cittadino, è l’ideale luogo di applicazione del principio di sussidiarietà orizzontale e del modello di Amministrazione condivisa, un modello relazionale che, rispetto a problemi cui l’amministrazione non riesce a rispondere da sola, consente di moltiplicare le risorse alleandosi con i cittadini. La costruzione di questa relazione è stata la sfida che ogni soggetto coinvolto nel Patto di collaborazione sottoscritto nel comune di Corigliano-Rossano ha dovuto affrontare. L’analisi di contesto, l’emersione dei bisogni e delle risorse richiede il riconoscimento reciproco dei limiti, delle criticità così come delle capacità, delle competenze di ciascuno degli attori.
La metodologia utilizzata per la co-progettazione del Patto è stata quella del community lab, con lo scopo di creare opportunità e condizioni affinché i contesti locali dell’area territoriale coinvolta potessero innovare i rapporti, le alleanze, le relazioni fra istituzioni e cittadini e accrescere il contributo della comunità al cambiamento sia nelle politiche pubbliche che nelle organizzazioni collettive coinvolte. Gli incontri di co-progettazione hanno visto coinvolte innanzitutto le donne braccianti insieme alle istituzioni locali, alle organizzazioni di terzo settore, agli imprenditori agricoli, alle associazioni che, insieme, hanno contribuito a definire la struttura, gli obiettivi, le azioni di cura oggetto del Patto di collaborazione.

Le criticità affrontate

La qualità della relazione e la conseguente definizione di impegni condivisi hanno dovuto affrontare tre livelli di criticità:

  • la consapevolezza di agire in territori ad alta deprivazione di servizi pubblici, senza che questo volesse significare l’espressione di un giudizio di valore sull’impegno degli amministratori;
  • la mancanza, in particolare, di servizi sensibili al genere e alla cultura e il conseguente impedimento dell’effettivo esercizio dei diritti da parte delle donne lavoratrici;
  • il contrasto, anche nelle relazioni di comunità, alle disuguaglianze di genere e la tutela dei diritti delle donne in termini di conciliazione vita-lavoro, accesso al diritto alla salute, partecipazione alla vita democratica delle comunità di riferimento.

Attraverso il community lab è nata una rete di attori che ha iniziato a scambiare esperienze, a conoscersi, a osservare la realtà circostante attraverso gli occhi e lo sguardo delle donne braccianti. A immaginare e definire politiche di welfare comunitario non per loro ma con loro, consapevoli che il tema dei servizi sensibili al genere e alla cultura riguarda la qualità della vita per l’intera comunità.

Servizi ibridi e sistema articolato di Patti

Il progetto BRIGHT, lavorando sul valore della relazione come tratto distintivo per la costruzione di politiche di welfare comunitario, rappresenta il tentativo, unico nel suo genere nel panorama italiano ed europeo, di definizione di servizi ibridi sensibili alle questioni di genere e alla cultura attraverso un sistema articolato di Patti di collaborazione. Servizi ibridi perché siano più rispondenti alle esigenze e bisogni delle persone attraverso il coinvolgimento degli abitanti e delle organizzazioni collettive e siano generativi per l’intera comunità da un punto di vista sociale ed economico. Non sostituzione dei compiti istituzionali da parte dei cittadini attivi, dunque, ma valorizzazione delle competenze diffuse e consolidamento delle reti sociali di riferimento. Sistema articolato di Patti perché gli obiettivi ambiziosi del progetto possono essere perseguiti solo mettendo in relazione tra loro territori diversi e soggetti collettivi che lavorano in una rete extra regionale articolata a livello locale attraverso Patti di collaborazione collegati attraverso la regia della Cittadella della Condivisione.
All’interno della cornice di progetto, infatti, sono stati sottoscritti altri tre Patti di collaborazione nei Comuni di Ginosa, Grottaglie e con la provincia di Matera. La Cittadella, dunque è concepita come il fulcro di un sistema di relazioni su un territorio ampio che comprende l’arco ionico del mezzogiorno d’Italia da accompagnare e sostenere per rendere sempre più efficaci e coordinate le azioni avviate a livello locale. Un servizio ibrido di informazione e formazione tra donne, per la generazione di percorsi condivisi con la comunità per l’accesso ai diritti delle donne impiegate in agricoltura.

Le prospettive

Se da un lato i Patti di collaborazione hanno permesso la costruzione di una rete che iniziato a lavorare insieme, in un territorio in cui le collaborazioni tra istituzioni e comunità rappresentano una innovazione poco sperimentata, dall’altro è necessario sostenere i percorsi di co-progettazione per quegli impegni che ciascuno ha assunto. Quali le prospettive? Quale spazio apre l’Amministrazione condivisa in una cornice progettuale come quella di BRIGHT? Non ancora tutti i servizi progettati nel patto di collaborazione della Cittadella sono attivi, ma si parte da un principio condiviso da tutti i sottoscrittori: bisogna investire sulle nostre comunità come giacimenti di risorse latenti, incontrare le persone come alleati, portatrici di valori, principi, competenze piuttosto che come problemi. È la società della cura, sia quella delle persone che quella dei beni comuni, materiali o immateriali che siano, intorno alla quale costruire un nuovo modello di vita nelle nostre città.
Intanto il 14 febbraio scorso è nata Karina. Viola e Violetta, due delle donne leader formate nel progetto BRIGHT, sono state accanto ai suoi giovani genitori, Victor e Alina, e orgogliosamente ci dicono «Karina e la prima bambina nata nella Cittadella».

Foto di copertina: Alcune delle leader del progetto Bright e altri ospiti nella Cittadella della condivisione (credits: Grazia Moschetti)

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