Il volontariato, un fenomeno in continua crescita soprattutto nel Mezzogiorno e nel Nord-Est.
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Il nuovo Rapporto sul volontariato

III presentazione del Rapporto Biennale sul volontariato

Il 5 dicembre - Giornata Internazionale del volontariato- si è svolta, presso la SIOI, la III presentazione del Rapporto Biennale sul volontariato.

I due dati che caratterizzano fortemente le dinamiche del volontariato, secondo il Ministro della Solidarieta’ sociale Paolo Ferrero, presente alla conferenza di presentazione del rapporto, sono "in primo luogo una crescente disgregazione sociale, che in alcune aree del paese si connota come una vera e propria lacerazione del tessuto sociale e che si accompagna ai fenomeni della poverta’, della precarieta’ del lavoro, di una piu’ acuta individualizzazione della sofferenza sociale". Il secondo dato e’, invece, "una generale riduzione delle risorse a vario titolo ridistribuite dal welfare verso il corpo sociale. Ci troviamo quindi – ha proseguito Ferrero – di fronte ad una contraddizione tra la crescente domanda sociale e l’inadeguata risposta da parte del welfare.


Alcuni dati del rapporto

I dati fanno riferimento all’analisi Istat presentata nell’ottobre del 25 e riferita ai dati del 23. Secondo la rilevazione Istat nel 23 erano circa 12mila i dipendenti (+77%) e 826mila (+71,4) i volontari. Il fenomeno si conferma in crescita: rispetto al 1995, le associazioni sono aumentate del 152%, passando da 8.343 a 21.21 unita’, un incremento dovuto sia alla costituzione di nuove unita’ (8.53), che all’iscrizione nei registri di organizzazioni preesistenti (4.148): nel 23, per ogni organizzazione che ha cessato la sua attivita’ se ne sono iscritte piu’ di 1. La crescita maggiore c’e’ stata nel Mezzogiorno e nel Nord-est, mentre sono Lombardia, Toscana, Emilia Romagna ed il Veneto le regioni con il maggior numero di associazioni. Il 28,5% delle organizzazioni e’ localizzato nel Nordovest, il 31,5%, nel Nordest il 19,3% nel Centro e il 2,7 nel Sud e nelle Isole.


Sempre tra il 1995 e il 23 i dipendenti sono aumentati in misura significativa soprattutto nel Mezzogiorno (+281,4%), nel Nordest (+22,6%) e nel Nordovest (+128,7%), mentre diminuiscono del 16,4% nel Centro.


La sanita’ e l’assistenza sociale, rispettivamente con il 28% e il 27,8% si confermano i settori nei quali opera il maggior numero di organizzazioni di volontariato. Tuttavia nel periodo di tempo considerato la quotapercentuale di organizzazioni diminuisce di 14,4 punti percentuali nella sanita’ e di 2,7 punti percentuali nell’assistenza sociale.


In aumento invece, i settori della ricreazione e cultura, protezione civile e ambientale, nei quali le quote percentuali passanorispettivamente dall’1,7% al 14,6%, dal 6,4% al 9,6% e dal 2,2% al 4,4%. E’ invece costante il peso relativo delle organizzazioni attive in via prevalente nell’istruzione, nella tutela e protezione dei diritti e nelle attivita’ sportive mentre si attesta al 7,6% quello riferito agli altri settori (comprendente i settori della filantropia e promozione del volontariato, della cooperazione e solidarieta’ internazionale, dello sviluppo economico e coesione sociale e della religione). Per quanto riguarda i servizi piu’ diffusi sono quelli relativi all’ascolto, sostegno e assistenza morale e alla donazione di sangue offerti rispettivamente dal 19,9% e dal 17,4% delle organizzazioni. Seguono i servizi ricreativi e di intrattenimento (14,5%) l’accompagnamento e l’inserimento sociale (13%), la realizzazione di corsi tematici (12,9%), l’organizzazione dispettacoli di intrattenimento (12,6%), le campagne di informazione e sensibilizzazione (11,8%), l’assistenza domiciliare (11,8%), il trasporto anziani e disabili (11,4%), le esercitazioni di Protezione Civile (11,3%) e le prestazioni di soccorso e trasporto malati (1,7%).


Rispetto alle rivelazioni precedenti, sottolinea il rapporto, cresce il numero di organizzazioni che offrono servizi all’utenza. Nel23 le organizzazioni con utenti diretti sono 15.652 contro le 5.65 del ’97, le 7.862 del ’99 e le 13.451 del 21, e rappresentano il 74,5% delle organizzazioni iscritte. In aumento e’ anche il numero degli utenti che passano da 2,5 mln del ’97 a 6,8 mln nel ,23.


Rimane sostanzialmente stabile, invece, il numero medio di utenti per organizzazione: da 445 nel ’97 a 438 nel 23. Per quanto riguarda la dimensione economica del settore, rileva il rapporto, il totale delle entrate delle organizzazioni di volontariato passa da 675 mln di euro del ’97 a 1.63 mln di euro del 23.


Analogamente, l’importo medio delle entrate per organizzazione aumenta da 58 mila euro nel ’97 a 77 mila euro nel 23. Di conseguenza, si legge ancora nel rapporto, la distribuzione delle organizzazioni in base alla classe d’importo delle entrate si sposta, rispetto al 1997 verso importi piu’ elevati. Nel 23 il 75,7% delle organizzazioni dichiara entrate inferiori a 25 mila euro, contro il 7,1% del ’97, il 21,5% tra 25 e 1 mila euro (19,2% nel ’97), il 7,4tra 1 e 25 mila euro (6,4% nel ’97), il 5,4 entrate eguali o superiori a 25 mila euro (4,4 % nel ’97).


Se da questi dati emerge il quadro di un settore in crescita non mancano comunque alcuni ”campanelli d’allarme”. E’ infatti cresciuta la propensione alla gestione delegata di servizi sostenuta da una professionalizzazione delle competenze interne e da una dipendenza dal finanziamento pubblico sempre piu’ ingerente. Si tratta di una componente ancora minoritaria (oltre il 2% del fenomenonoto nel 21), presente soprattutto nell’area sanitaria dove ha assunto compiti di servizio ad elevata standardizzazione, ed appare ormai matura a passare all’impresa sociale.


Il rapporto
E’stato curato dall’Ossevatorio Nazionale per il Volontariato – Ministero della Solidarietà Sociale Divisione III Volontariato – Direzione generale per il Volontariato, l’Associazionismo e le Formazioni Sociali.A cura del gruppo di lavoro dell’Osservatorio Nazionale del Volontariato composto da: Emanuele Alecci, Giancarlo Cursi, Renato Frisanco, Stefania Mancini, Gianfranco Gambelli, Marco Granelli, Giorgio Groppo, Sabina Polidori, Simona Rotondi, Andrea Pieghi.


Questi i capitoli in cui è articolato:
1.Il nuovo volto del volontariato italiano
2.I settori del volontariato:profili, specificità emergenti e riflessioni
3.Giovani: solidarietà, condivisione e partecipazione
4.Volontariato europeo e internazionale
5.L’incerta relazione
6.Riforma della legge quadro sul volontariato:storia di una riflessione


Il testo completo è disponibile nel sito: http://www.welfare.gov.it/


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