Circa 80 comitati contro gli ecomostri
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Contro la ‘villettopoli’ toscana

Chi parte e chi frena

Dopo il caso Monticchiello lo storico Asor Rosa chiama a raccolta le associazioni contro l'urbanizzazione selvaggia in Toscana. Ma Della Seta di Legambiente ribatte: «No alla vandea dell'ambientalismo»

Erano un’ottantina i comitati che hanno risposto alla chiamata di Alberto Asor Rosa che, dopo la battaglia contro l’insediamento urbanistico a Monticchiello, in Val D’Orcia, ha deciso di creare un coordinamento dei comitati di cittadini che in Toscana si oppongono agli "scempi o ecomostri".

Un coordinamento per il quale Asor Rosa, nell’incontro di domenica 25 marzo a Firenze, ha presentato un programma in 1 punti e che, dopo la registrazione dei comitati, dovrà lavorare dal "basso", diventando un "laboratorio sperimentale", capace di organizzare battaglie culturali, ma anche di “mappare” tutte le zone a rischio o dove già l’ambiente è stato deturpato.

Asor Rosa ha confermato che se i Comitati lo chiederanno, è pronto a mettersi alla guida, «almeno per tutto il 27», di questo coordinamento che avrà anche il compito di realizzare un processo di "legittimazione istituzionale", ossia dovrà dialogare con le istituzioni (Governo, Regione e enti locali), senza essere antagonista delle associazioni ambientaliste storiche, quali Italia Nostra o Legambiente.

Non si è fatta attendere la risposta delle associazioni ambientaliste storiche all’incontro dei comitati organizzato da Alberto Asor Rosa a Firenze.

Il no di Legambiente
Se Italia Nostra e Wwf si dicono pronti a lavorare a fianco del coordinamento, «perché il lavoro da fare è molto e le risposte della politica ancora poche e assolutamente insufficienti», Legambiente Toscana sembra già tirarsi indietro e, pur considerando «ipoteticamente meritoria l’iniziativa di Asor Rosa», rileva «la deriva settaria e qualunquista che ha preso la discussione».

«Abbiamo assistito ad una confusa sommatoria di “no”, verso ogni tipo di impiantistica», si legge nella nota firmata dalla direzione regionale di Legambiente.

La nascita del coordinamento regionale toscano dei Comitati per la difesa del territorio non piace in particolare a Roberto Della Seta, presidente nazionale di Legambiente, per il quale l’operazione «fa pensare più ad una “vandea” del comitatismo che non ad una rete che esprime una posizione cooerente».

E, comunque, spiega ribadendo «stima e ammirazione» per Alberto Asor Rosa, «questa vandea a Legambiente non interessa e non può interessare per il fatto che noi siamo un’associazione ambientalista».

Della Seta, parlando a margine di un convegno su “Il governo del territorio in Italia. Idee per una riforma”, spiega di avere perplessità su questo calderone», nel quale si trovano «di tutto, dai comitati che si battono effettivamente per la difesa del paesaggio contro cementificazioni e lottizzazioni, ai comitati contro l’energia eolica, i rigassificatori e chi, come nel caso di Colle Val D’Elsa, si batte contro la moschea».

Un calderone che, per il presidente di Legambiente, è «inevitabile se il critierio utilizzato è quello di mettere insieme tutti i comitati».

Rispetto per tutti i comitati, ma con distinguo anche all’interno dell’ambientalismo perché, «chi si batte contro l’energia eolica – conclude – non contro eventuali problemi di singoli impianti ma in generale, per noi è la negazione dell’ambientalismo visto che in tutto il mondo gli ambientalisti sono a favore dell’energia eolica: pare che in Italia non ci siamo fatti mancare neppure questa originalità.

Noi non possiamo stare in un coordinamento il cui criterio non è la qualità ambientalista delle battaglie ma costituirsi in comitato contro qualcosa.
Non capisco, francamente, vista anche la storia di Asor Rosa, come ci possa stare lui».



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