Recensioni

Cassese: L’aquila e le mosche. Principio di sussidiarietà e diritti amministrativi nell’area europea

In Foro It. 1995, V, pagg. 373 - 378

Ricostruita la genesi del principio di sussidiarietà nell’ordinamento canonico e poi in quello statale, l’Autore ne esamina la valenza nel Trattato dell’Unione Europea ed in generale nel diritto europeo.

La sussidiarietà si inserisce nei rapporti tra Stati ed Unione Europea, permette di ribadire la competenza di principio dei primi e nel contempo riconosce la possibilità che la seconda estenda il proprio raggio d’azione a tutte le materie degli Stati. In altri termini, più funzioni vengono attribuite all’Unione, ma il relativo esercizio è condizionato all’insufficienza dell’azione statale.

L’Autore analizza quindi la capacità d’azione di questo principio quale strumento legislativo e giudiziario, ricostruendone il campo applicativo ed evidenziandone i limiti impliciti.

Ma la dimensione legislativa non esaurisce la valenza del principio in esame; quest’ultimo rileva infatti anche come criterio volto a regolare l’esercizio delle competenze; la sussidiarietà riguarda anche il "come" viene esercitato un potere. Segue quindi un’attenta disamina che coinvolge l’amministrazione e i diritti amministrativi, sia comunitario sia nazionali, e ne svela un processo di unificazione ed armonizzazione; in tale ricostruzione riemerge il principio di sussidiarietà quale incentivo alla cooperazione ed alla coamministrazione e limite all’amministrazione comunitaria diretta.

Preso quindi atto del valore della sussidiarietà a livello sia legislativo sia amministrativo, l’Autore si interroga sul risvolto pratico e quindi sull’effettiva prova dell’impossibilità di un’azione statale più efficace. A livello costituzionale tale verifica si rileva essere molto complessa e di per sé tendenzialmente favorevole all’intervento comunitario essendo questo legittimato anche solo dall’impossibilità d’azione di uno Stato; in atri termini la sussidiarietà sembra giocare a favore della Comunità. Diversamente avviene a livello amministrativo poiché, passando alla fase applicativa, non si necessita più di un’azione comunitaria estesa a tutti gli Stati: è possibile un intervento dell’Unione circoscritto solo ad alcune aree nazionali e così la sussidiarietà può fungere da freno all’attuazione amministrativa comunitaria.



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