Un successo i benefici per la riqualificazione energetica in edilizia

Dal terziario diffuso residenziale si può ottenere circa il 50 percento dei risparmi attesi

Non è un caso che il primo punto segnalato da Bersani nel piano – presentato lo scorso primo agosto – riguardi la necessità di mantenere per alcuni anni misure già adottate quali la riqualificazione energetica nell’edilizia, la riduzione del carico fiscale per il Gpl e gli incentivi per creare un parco auto ecologico e diminuire l’inquinamento, gli incentivi al sistema agroenergetico, le detrazioni fiscali per motori industriali efficienti, gli sgravi per elettrodomestici ad alta efficienza, la promozione della cogenerazione ad alto rendimento. Misure che, in tutto o in parte, necessitano dell’adesione dei cittadini o delle imprese per essere efficaci. E proprio agli incentivi per interventi di riqualificazione energetica degli edifici, previsti nella Finanziaria 27, è stata dedicata una conferenza stampa di Adiconsum a pochi giorni di distanza dalla presentazione del piano alla UE.

Costi energetici ridotti del 3 percento per le famiglie

Alla presenza di rappresentanti del ministero dello sviluppo economico e dell’Enea – come segnala l’agenzia www.helpconsumatori.it – l’Adiconsum ha sostenuto che gli incentivi previsti in Finanziaria (detrazione dall’Irpef del 55 percento sugli interventi per migliorare l’efficienza energetica degli edifici e del 2 percento per l’acquisto di frigoriferi ad alta efficienza) hanno avuto successo perché rispondono all’esigenza dei cittadini di ridurre la bolletta energetica, pari – secondo le stime dell’associazione – a 15-2 euro a famiglia l’anno. Investimenti sul risparmio energetico (sostituzione della caldaia, pannelli solari per l’acqua calda, doppi vetri, sostituzione di impianti di climatizzazione invernale e riqualificazione energetica degli edifici) permetterebbero una riduzione della spesa di circa il 3 percento.

Oltre 33mila visitatori e 12mila domande all’Enea

L’Enea, che ha allestito un sito informativo ad hoc (http://efficienzaenergetica.acs.enea.it), ha registrato finora 3 mila visitatori e ricevuto circa 12 mila domande. I cittadini più ‘sensibili’ si sono dimostrati quelli di Lombardia (24%) e Veneto (15%), seguiti da Emilia Romagna, Piemonte, Toscana e Sardegna. Il maggior numero di interventi si concentra sulla sostituzione di finestre, infissi e pareti (35%), la sostituzione delle caldaie (33%), i pannelli solari (29%). La riqualificazione globale degli edifici ha interessato solo il 3% delle domande, ma con un trend in crescita. Secondo Giampaolo Valentini, del Dipartimento Ambiente, Cambiamenti globali e Sviluppo Sostenibile dell’Enea, il risparmio annuo medio per singolo intervento è stimabile in 5,1 Megawattora, con un costo di circa 11 mila euro cui vanno aggiunte le spese professionali per la certificazione energetica di circa 5 euro, e una detrazione fiscale pari a circa 65. E 1,1 tonnellate di CO2 evitata. L’interesse del provvedimento è evidente anche dalle 35-4 chiamate al giorno che si registrano al numero verde di informazione Enea-Adiconsum (898528).

Provvedimenti da rinnovare e semplificare

Alla luce di questi importanti risultati, l’Adiconsum ha chiesto, attraverso una lettera al ministro Bersani, che la normativa sia riproposta nella prossima Finanziaria, ma anche che sia integrata e migliorata. Tanto per cominciare, segnala il segretario generale Adiconsum Paolo Landi, è necessario rilanciare l’informazione per raggiungere le tante famiglie che ancora non sono a conoscenza dell’iniziativa. Ma, secondo l’associazione, il provvedimento va corretto: per gli interventi più semplici, infatti, (ad esempio la sostituzione delle finestre), i costi della certificazione rischiano di annullare i benefici economici. Un altro punto di attenzione riguarda le nuove tecnologie ma anche l’accortezza verso prodotti non conformi come i pannelli solari importati dal sud est asiatico, non certificati e quindi esclusi dai benefici fiscali. Ulteriori richieste esplicitate da Adiconsum sono reperibili sul sito dell’associazione www.adiconsum.it.

Quanto pesa l’attivazione dei cittadini sul risparmio energetico?

Il dato forse più significativo è quello riportato alla conferenza Adiconsum da Sara Romano, direttore generale per l’energia e le risorse minerarie del ministero dello sviluppo economico, secondo la quale “dal terziario diffuso residenziale si può ottenere circa il 5 percento dei risparmi attesi” nel settore energetico. Perché questo avvenga deve diventare “un modo di vita quello di risparmiare energia. Quindi accompagnare la leva fiscale a una corretta informazione e a una cultura energetica”. L’impegno attivo dei cittadini, sostenuto dagli incentivi statali, può dunque avere un peso notevole sul raggiungimento del target europeo in termini di risparmio energetico. E perché questo avvenga occorre uno sforzo congiunto in termini di comunicazione e condivisione di obiettivi che tendono al miglioramento delle condizioni ambientali complessive, oltre che alla modernizzazione delle infrastrutture del paese.



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