Un attacco a muso duro contro la "marea di soldi che viene sprecata in Rsa, in centri di riabilitazione e in lungodegenze pagate per lo più dalla Sanità " (Barbieri)
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La FISH incalza il governo

Gli Stati generali della disabilità

Il presidente Barbieri chiede di porre fine agli sprechi del sistema per assicurare una reale tutela ed inclusione alle persone disabili. Sotto la bandiera dei diritti umani

Piena inclusione scolastica, definizione dei livelli essenziali di assistenza, inserimento lavorativo. La FISH – la Federazione italiana per il superamento dell’handicap – ha illustrato ai ministri della Salute Livia Turco e della Solidarietà sociale Paolo Ferrero le priorità sulla condizione delle persone con disabilità: mancanza di risorse, sistema certificatorio antiquato, immobilità dei servizi.


Le priorità secondo la FISH


Ma la priorità numero uno che il presidente della Fish, Pietro Barbieri, ha individuato al termine degli Stati generali della Disabilità, celebrati a Roma il 5 ottobre scorso è questa: rompere il muro che tiene inutilmente improduttive e "segregate" migliaia di persone disabili in tutto il paese, con una spesa "enorme" a carico della collettività. La FISH ha promosso questa occasione di confronto e dibattito per fare emergere le strategie e gli obiettivi di cambiamento della politica italiana in tema di processi inclusivi e pari opportunità.


Il presidente Barbieri contro gli sprechi di risorse pubbliche


"I ministri Turco e Ferrero, così come il sottosegretario all’Istruzione Letizia De Torre, stanno interpretando il loro ruolo nella direzione giusta: si stanno aprendo numerosi tavoli di confronto che porteranno a nuove opportunità per le persone con disabilità", dice Barbieri. Il punto di fondo è che però non basta, perché "occorre una reale capacità da parte dell’intero governo e dell’intera maggioranza di comprendere che non stiamo parlando di assistenzialismo ma di inclusione, e che senza assistenza alle persone non può esserci la loro inclusione". Quello di Barbieri è un attacco a muso duro contro la "marea di soldi che viene sprecata in Rsa, in centri di riabilitazione e in lungodegenze pagate per lo più dalla Sanità" e che costringono le persone "fuori dai circuiti ordinari della vita, segregate in strutture chiuse e inutilmente improduttive": il passaggio necessario da compiere è dunque quello della rottura di quel meccanismo "che porta a drenare in questo modo la maggior parte delle risorse destinate alla disabilità".


Gli impegni di Turco e Ferrero



La risposta dei due ministri non si è fatta attendere.
“A breve l’ok a due collegati alla Finanziaria: il decreto legislativo sul Fondo per la non autosufficienza e il disegno di legge sull’ammodernamento del sistema sanitario”, ha assicurato la Turco che ha ricordato che dal 27 settembre è in vigore il provvedimento che evita a chi ha già ottenuto l’accertamento di una invalidità permanente di ripetere periodicamente le visite di verifica. A buon punto anche l’iter per l’aggiornamento del nomenclatore tariffario. Da parte sua il ministro Ferrero ha rilanciato: “Il primo obiettivo sono i livelli essenziali per la non autosufficienza. Ed entro dicembre lavoriamo alla ratifica della convenzione Onu”.


La bandiera dei diritti umani

Le riflessioni proposte dalla Fish durante la giornata hanno toccato i principali ambiti della vita delle persone disabili, ad iniziare dalla salute e dal lavoro: un movimento di opinione che proprio la settimana scorsa, a Bruxelles, ha partecipato alla consegna alla Commissione Europea delle firme della campagna "1million4disability": un milione e 32mila quelle raccolte, 13mila delle quali provenienti dal nostro paese. "Siamo uniti sotto l’unica bandiera dei diritti umani", ha spiegato Gianpiero Griffo del Cnd (Consiglio Nazionale sulla disabilità), perché "noi persone con disabilità non siamo da trattare come malati da assistere in forma caritatevole, ma come cittadini che hanno diritto all’inclusione".


Assistenza domiciliare e livelli di assistenza



Le necessità presentate durante la giornata hanno riguardato anzitutto l’inclusione scolastica degli alunni con disabilità: "Molte buone prassi e grandi principi nelle norme, istituti largamente disattesi nei fatti", ha spiegato il vicepresidente FISH, Salvatore Nocera. Tra le altre urgenze sottolineate: la necessità dell’assistenza domiciliare e dell’aiuto personale, con la definizione dei livelli essenziali in qualità e quantità necessari alla persona (la carenza di risorse nella Finanziaria viene considerata negativa) e con il problema dell’accertamento dell’invalidità, con commissioni che "agiscono come un tribunale nei confronti di un accusato" e che "troppe volte si rivelano incompetenti".


Un sistema di servizi ingessato


Occorre inoltre rivedere il sistema certificatorio, legare il sistema di valutazione alla costruzione del progetto individuale e colpire al tempo stesso chi commette abusi, ad esempio "trasferendo la residenza a casa di un parente malato per godere dei permessi lavorativi, delle agevolazioni fiscali o del contrassegno". Oltre all’aggiornamento del nomenclatore tariffario, infine, la Fish ha chiesto al governo di rispondere al dramma di un "sistema di servizi ingessato, cristallizzato e immobile" che "scarica sulla famiglia" tutta la sua incapacità di azione, ricordando inoltre la necessità di "demedicalizzare i servizi territoriali" puntando su "sistemi gestionali nuovi".



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