La sussidiarietà orizzontale a supporto delle prestazioni sociali della regione
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Toscana, più risorse e più partecipazione

Approvato il Piano integrato sociale regionale

Costituzione dei ‘livelli base di cittadinanza sociale’ nel rapporto spesa-prestazioni, integrazione sociale e sanitaria, individuazione dei settori prioritari d’intervento.
Questi i punti principali del Piano integrato sociale 2007-2010 approvato dal consiglio regionale della Toscana che, per trovare piena attuazione, ha bisogno del coinvolgimento attivo di tutti.

Le risorse non mancano, anzi: dai 55 milioni di euro stanziati nel 25, passando per i 74 milioni del 26, si arriva agli oltre 8 milioni per il 27. Secondo l’assessore alle politiche sociali Gianni Salvatori “i livelli base di cittadinanza sociale e la stipula di patti territoriali tra tutti gli attori presenti sul territorio, sono tra loro strettamente collegati. Dalla loro integrazione dipende la possibilità di omogeneizzare a livello regionale la spesa sociale ed il livello dei servizi”.
L’idea dei livelli base di cittadinanza sociale si riferisce all’attivazione di una serie di strumenti quali i punti unici di accesso (sportelli ai quali le famiglie potranno rivolgersi per avere tutte le risposte per l’accesso ai servizi), il segretariato sociale per l’informazione e l’orientamento, il servizio sociale professionale o il pronto soccorso sociale.
“La realizzazione di tutto ciò – sottolinea però Salvatori – è possibile soltanto se tutti soggetti presenti sul territorio (istituzioni, privato sociale, mondo del volontariato, terzo settore, sindacati, categorie economiche) sono in grado di impegnarsi, nell’ambito delle proprie competenze, a collaborare, a garantire la massima partecipazione”. La struttura complessiva del nuovo piano sociale, spiega l’assessore, è in grado di funzionare solo se si realizza questa “traduzione in pratica del principio di sussidiarietà orizzontale, proprio per raggiungere, nella programmazione, la più ampia rappresentazione degli interessi dei cittadini e di condivisione delle modalità di risposta al bisogno”.


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