La sussidiarietà orizzontale è una forma alternativa di concorso alle spese pubbliche
Recensioni

Antonini, Sussidiarietà fiscale

Milano, 2005, pp. 200.

L’autore illustra la declinazione fiscale del principio di sussidiarietà sia evidenziandone le potenzialità collegate al principio democratico sia presentando alcuni meccanismi che ne possono dare concreta applicazione.

Prendendo le mosse dall’analisi delle antiche virtù democratiche del principio no taxation without representation e ripercorrendo la storia della lunga parabola discendente che il principio ha fatto registrare, l’autore dimostra come lo stesso abbia perso gran parte dell’originaria valenza democratica. Se ne analizzano così le cause, e tra queste emerge l’impatto della globalizzazione, e si ragiona in merito all’attuale portata del principio di autoimposizione alla luce dell’evoluzione istituzionale nonché degli interventi giurisdizionali e legislativi che hanno connotato il diritto tributario italiano.

In tale situazione si rivaluta il principio di sussidiarietà fiscale, grazie al quale appare possibile recuperare alcuni elementi propri dell’originaria valenza democratica dell’antico principio no taxation without representation, forgiando formule nuove e meccanismi nuovi. Si propone così una nuova lettura dell’articolo 53 della Costituzione posto in diretta connessione con l’ultimo comma dell’articolo 118, si scopre una forma alternativa di concorso alle spese pubbliche, la quale permette di donare nuovo valore al principio della sovranità popolare.

Sviluppato così il principio di sussidiarietà risalendo alle sue antiche origini e seguendone il riconoscimento a livello legislativo, l’Autore prosegue poi studiando alcuni istituti volti a dare concretezza al principio stesso, principio che viene analizzato nella sua accezione orizzontale nonché verticale.

I diversi meccanismi operativi proposti permettono di ottenere importanti risvolti positivi, sia in termini di efficienza e concorrenza tra gli erogatori dei servizi sociali, sia, per quanto concerne direttamente la posizione del singolo cittadino contribuente, in termini di libertà. Istituti quali quelli della De Tax oppure un “otto per mille” per in Non Profit, solo per ricordarne alcuni, infatti, in ultima analisi, si sostanziano in una nuova generazione di diritti costituzionali di carattere sociale e la sussidiarietà fiscale assurge così ad effettiva “rivoluzione” volta a permettere che il cittadino ritorni “padrone dell’imposta”.



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