Le cittadine attive, promotrici di iniziative e proposte, non hanno trovato spazio nelle consultazioni per il nuovo governo
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Consultazioni: dove sono le donne?

Una lettera della senatrice Menapace

Una componente fondamentale della società, che rappresenta il 52% dell’elettorato, è rimasto fuori dalle consultazioni per la formazione del governo.
La senatrice Lidia Menapace chiede che le associazioni delle donne vengano ascoltate dal presidente incaricato Marini.

Mentre proseguono le consultazioni ‘a palazzo’, la società civile si mette in moto. Le tante forze vive che la compongono e la animano vogliono trovare ascolto. E forse il vero fatto nuovo di questa crisi è nella decisione del presidente incaricato Marini di sentire le delegazioni delle forze sociali: un segnale della necessità per la politica di operare a stretto contatto con i cittadini per ricostruire il tessuto della fiducia nelle istituzioni.

Tutto bene? Non proprio. Come sottolinea la senatrice Lidia Menapace in una lettera fatta circolare in questi giorni, le uniche a non aver trovato ascolto sono le associazioni delle donne. “Eppure – sottolinea Menapace – tra proposte di legge contenenti norme elettorali antidiscriminatorie verso le donne e le vicende della legge 194 e altre cose, ci sono nell’agenda politica domande che non possono essere evase e non trovare posto in una discussione sulla legge elettorale”.

Da qui la richiesta formale al presidente Marini di ricevere l’Udi – che in questi mesi si è battuta per una proposta di legge elettorale non discriminatoria – e altre associazioni. “Le donne – evidenzia la senatrice – sono il 52% dell’elettorato”. E sono attive nella società su tutti i fronti. Ad esempio l’Udi di Napoli ha una proposta sulla questione dei rifiuti.

“Il nostro Paese – conclude Menapace – non è un paese vinto, non è morto, è ricco di tante iniziative di cittadini attivi, di cittadine attente, di iniziative forti e determinate e a questi dobbiamo rivolgerci”.

Il testo integrale della lettera si può leggere qui.



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