Donolo, maggiori investimenti per passare da un welfare riparatore a un sistema capacitante nel quadro della sussidiarietà
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Il welfare tra federalismo e sussidiarietà

Convegno a Padova

Quali percorsi per costruire un welfare coerente con i processi di riforma e di riorganizzazione del sistema delle autonomie locali?
Legautonomie ha affrontato il tema organizzando, con la collaborazione del Comune e dell’Università di Padova, il convegno nazionale sulle politiche sociali degli enti locali, nei giorni 6 e 7 marzo scorsi.

Il 6 e 7 marzo l’Università di Padova ha accolto il Convegno Nazionale sulle politiche sociali degli enti locali, appuntamento organizzato dall’associazione Legautonomie e quest’anno dedicato al tema “Il nuovo welfare locale tra federalismo e sussidiarietà”.

Ad aprire l’evento le dichiarazioni forti di Oriano Giovanelli, presidente nazionale di Legautonomie: “Il welfare locale, come articolazione sul territorio delle politiche sociali, è fermo al 2”. “Nonostante la riforma del Titolo V della Costituzione” prosegue Giovanelli, “i governi di questi anni hanno in modo diverso penalizzato la concreta attuazione sul territorio delle politiche sociali e del loro complessivo raccordo”. Giovanelli indica poi quattro priorità per superare l’empasse attuale e riallacciare la crescita locale a politiche di welfare sociale: l’attuazione del federalismo fiscale, il varo di un codice per le autonomie locali più efficace, il rilancio del volontariato e la piena concretizzazione del principio di adeguatezza, concentrando l’impegno sui piani di zona e sulle forme di collaborazione e associazionismo tra più comuni.

Il sindaco di Padova, Flavio Zanonato, ha concordato sulle priorità indicate, evidenziando la specificità delle diverse realtà territoriali. Richiamando la propria esperienza istituzionale, Zanonato ha introdotto il tema delle politiche per l’immigrazione, sottolineando come “nel Comune di Padova, aldilà dei problemi di sicurezza, gli immigrati sono ormai il 1% della popolazione e costituiscono una risorsa economica e sociale”.

L’intervento di Franco Dalla Mura, docente di Diritto amministrativo a Verona, ha poi posto in evidenza la necessità di chiarire ed eventualmente costruire gli strumenti giuridici adeguati per dare corpo all’azione del “favorire” l’autonoma iniziativa dei cittadini da parte degli enti pubblici, come indicato in Costituzione. Al centro dell’analisi di diversi modelli di welfare Dalla Mura pone l’individuazione di modalità procedurali di relazione tra pubblico e privato che permettano il passaggio dalla mera enunciazione di principi alla concretezza amministrativa.

Di altro taglio la relazione affidata a Carlo Donolo, docente di Sociologia economica alla Sapienza di Roma e membro del comitato scientifico di Labsus, imperniata sul fenomeno sussidiario come processo sociale. Attenzione è data ai due interlocutori privilegiati della sussidiarietà orizzontale: da un lato gli enti locali, non sempre in possesso di competenze adeguate per affrontare in maniera matura il fenomeno, dall’altro la società civile, forte localmente e puntualmente ma troppo fratturata per fare massa critica e incidere sull’agenda politica. Donolo auspica maggiori investimenti, sia economici (richiamando il ruolo delle fondazioni) sia culturali (creazione di reti e agorà), al fine di attuare il passaggio da un welfare di tipo riparatore ad uno capacitante, che renda cioè più autonomi e consapevoli i diversi soggetti.

All’incontro sono intervenuti poi Benedetto Gui, docente di economia politica dell’Università di Padova, Renzo Scortegagna, docente di Sociologia presso la medesima università, e Francesco Raphael Frieri, assessore al bilancio del Comune di Modena, i quali hanno presentato dati e studi relativi alle dimensioni del volontariato e alle prospettive di welfare nel medio periodo.



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