City angels: cittadini attivi per la sicurezza, senza dimenticare la solidarietà
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Sicurezza: sìai cittadini attivi, no alle ronde

Il dibattito sui media confonde i piani, i " City angels " rispondono

In questi giorni il tema della sicurezza è drammaticamente tornato al centro dell’attenzione. Come spesso succede, però, l’amplificazione mediatica non aiuta la vera comprensione.
Per esempio, una cosa sono le ronde, altra i cittadini attivi…

Più volte citati a proposito e sproposito, i cittadini attivi dell’associazione City angels, fonadata a Milano nel 1994, hanno diffuso una nota del fondatore, Mario Furlan.

Tanto per cominciare, Furlan ritiene esagerato l’allarme di questi giorni; semmai quella che cambia è la percezione dell’insicurezza da parte dei cittadini (alimentata da timori infondati ma gonfiati dai media e dalla politica, aggiungiamo noi).

Inoltre Furlan traccia bene il confine tra le ronde (che definisce “sostanzialmente inutili”) e la cittadinanza attiva: “Se per ronde si intendono persone che segnalano situazioni sospette alle forze dell’ordine, si tratta di cittadini benemeriti che fanno ciò che chiunque dovrebbe fare, e non si può nemmeno parlare di ronde nel senso etimologico della parola. Se invece per ronde si intendono persone che intendono pattugliare zone delle città sostituendosi alle forze dell’ordine, sono non solo inutili, ma anche pericolose. Perché si tratta di persone impreparate che rischiano di trovarsi in situazioni pericolose e di dover essere soccorse, anziché soccorrere”

In pratica la prima modalità d’azione è riconducibile al dettato dell’articolo 118 ultimo comma della Costituzione, visto che i cittadini si prendono cura di un bene comune insieme alle forze dell’ordine e agli enti locali. Le ronde, invece, organizzate al di fuori di qualsiasi collaborazione con le amministrazioni, non hanno legittimità e sono potenzialmente pericolose.

I City angels sono stati il primo gruppo italiano di cittadini attivi nel campo della sicurezza ma anche della solidarietà. L’opera di contrasto alla criminalità da strada è gestita soprattutto attraverso la deterrenza visiva (la loro divisa è un basco blu e una giubba rossa), ma effettuano anche arresti in flagranza di reato, come la legge consente a qualunque cittadino. “In 14 anni di attività – spiega Furlan – abbiamo sedato 6 risse, sventato 3 furti, 25 borseggi e 12 scippi; ma abbiamo anche servito 3milioni di pasti ai senzatetto e distribuito 9mila vestiti”.

L’abbinamento tra solidarietà e sicurezza è, secondo Furlan, il punto di forza dell’associazione che, peraltro, è fortemente multietnica, con la presenza di “angeli” di diciassette nazionalità (romeni, albanesi, ucraini, marocchini, sudamericani, africani) che svolgono funzioni di mediazione culturale. Un luogo, quindi, di realizzazione vera della cittadinanza anche per immigrati che formalmente non la vedono riconosciuta.

Ulteriori informazioni sono reperibili sul sito dell’associazione.



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