"Il Terzo Settore è una decisiva marcia in più, non deve diventare un alibi o una protesi dell'inefficienza degli altri due"
Volontariato

Terzo Settore e globalizzazione

“Offrire tutto con lo Stato sarà impossibile, negare qualcosa sarà immorale…In sintesi: progressi eccezionali più costi stratosferici in un contesto avverso. […] Il volontariato è l’unica speranza per produrre, con costi limitati ma con effetti di ritorno quasi illimitati, la massa crescente di servizi sociali di cui abbiamo (e avremo) sempre più bisogno, per quantità e qualità. Servizi che lo Stato burocratico da solo non sarebbe capace di produrre o, comunque, di pagare" (G. Tremonti)

 

In un articolo intitolato "Terzo settore, Fondazioni bancarie, globalizzazione: la Costituzione presbite" (a proposito di un libro di Giulio Tremonti), Franco Bassanini prende in esame la parte del libro di Tremonti riguardante il terzo settore, mettendo in evidenza come il principio di sussidiarietà sia ormai entrato nel nostro ordinamento. Viene poi trattato il significativo cambiamento avvenuto nella cultura istituzionale italiana, in seguito al quale la riforma dell’amministrazione ha inteso avvicinare l’amministrazione ai cittadini, alle imprese e ai sistemi produttivi territoriali.

In questo quadro, sostiene Bassanini nel rispondere alle tesi di Giulio Tremonti, il terzo settore può integrare i beni e i servizi prodotti dallo Stato, assicurando un miglior rapporto tra costi e benefici, ma non può essere il rimedio universale ai problemi di una società complessa senza un settore privato dinamico e competitivo e uno Stato moderno e efficiente.

L’articolo di Bassanini (qui allegato in pdf) è disponibile anche su Astrid Rassegna all’indirizzo http://www.astrid-online.it/rassegna/29-5-28/index.htm



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