Consolidare i servizi sociali locali rappresenta una delle richieste più importanti dei cittadini
Enti locali

Artigiani del welfare

Nel documento, distribuito in occasione della venticinquesima Assemblea nazionale dell’Anci a Trieste, vengono presentati i risultati di una indagine campionaria sulle aspettative, i giudizi e le preoccupazioni dei cittadini relativamente al sistema di Welfare.

Si parte proprio dal punto di vista dei Comuni, degli enti locali, dei cittadini, delle famiglie, delle associazioni che in questi anni si sono impegnati, in assenza di un quadro nazionale di riferimento, a portare avanti i principi della riforma del Welfare, facendo emergere che il consolidamento dei servizi sociali locali rappresenta una delle richieste più importanti che i cittadini fanno alle istituzioni. Nell’ultimo decennio la struttura della popolazione italiana è notevolmente mutata: cresce il numero delle famiglie, soprattutto di quelle più piccole; cresce il numero degli anziani e diminuisce quello dei giovani; cresce sempre di più la popolazione straniera e cresce il rischio di impoverimento.

In tale contesto, la spesa sociale, comparata al quadro europeo, mostra un forte ritardo degli investimenti proprio nel settore dell’assistenza, “schiacciato” tra la Sanità e la Previdenza.

L’attuale sistema assistenziale italiano appare chiaramente un sistema residuale, fortemente squilibrato dove il sistema di welfare risulta in gravi difficoltà, la spesa sociale è ancora fortemente centralizzata, senza riservare risorse per lo sviluppo dei servizi territoriali.
Il futuro per il sistema del welfare si intreccia inevitabilmente con la riforma federalista, che oltre a comportare dei rischi, rappresenta anche delle opportunità, laddove si intende avviare un sistema di monitoraggio nazionale e di definizione di alcuni livelli essenziali di assistenza.



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