Pari opportunità nelle amministrazioni pubbliche: luci e ombre di un cambiamento culturale
Enti locali

Pari opportunità e pubblica amministrazione

Verso una maggiore parità

È stato pubblicato il Rapporto sullo stato di applicazione della direttiva del 23 maggio 2007 “Misure per attuare parità e pari opportunità tra uomini e donne nelle amministrazioni pubbliche”. Curato dal Dipartimento per la funzione pubblica e il Dipartimento per le Pari opportunità, il rapporto raccoglie i dati di sintesi relativi all’anno 2009. Superata la fase di sperimentazione, l’applicazione della direttiva è infatti entrata nel vivo ed è stata monitorata per tre anni consecutivi.
La rilevazione coinvolge tutte le amministrazioni centrali ed è rivolta per conoscenza anche a quelle locali, per un totale di 169 amministrazioni. Nell’ultima edizione si è registrato un incremento del 18% nella partecipazione alla rilevazione da parte delle amministrazioni, rispetto all’anno precedente.

La parità nei contratti

La prima parte della rilevazione riguarda la tipologia di contratto con il quale risulta essere impiegato il personale maschile e femminile nell’universo considerato. Dal rapporto risulta che il personale totale delle amministrazioni che hanno risposto è pari a 41.463 unità, il 41,3% del quale sono donne e il 58,7% uomini.
Il 96% del personale è assunto a tempo indeterminato. Per quanto riguarda i contratti di lavoro flessibile, le donne sono le principali fruitrici del part time. Solo il 4% del personale censito ha un contratto a tempo determinato, con dei picchi nelle università (17,9%)e negli enti di ricerca (36,7).

Variazioni nella dirigenza

La struttura del personale rimane invariata negli anni: la dirigenza rappresenta l’1,6% del personale, le posizioni organizzative meno del 3%, la terza area il 24% e la quota maggiore, il 72% è rappresentata dal rimanente personale.
Per quanto riguarda la presenza femminile nelle dirigenza, nei due terzi dei dati analizzati rimane stabile o aumenta. Su questo punto in particolare, le amministrazioni si dividono in tre gruppi: uno in cui si nota un aumento della dirigenza femminile; un altro dove il numero di dirigenti donne è stabile, e infine un terzo nel quale, le donne dirigenti diminuiscono da un anno all’altro.

Aree di intervento

Permangono le difficoltà nell’elaborazione dei piani triennali di azioni positive. Anche quest’anno solo la metà degli enti lo hanno redatto e non si registrano segnali positivi sul versante dell’assegnazione di finanziamento delle azioni positive.
Nelle commissioni di concorso, nella maggior parte dei casi, è rispettata la quota del 33% della presenza di donne, come rilevato già negli anni passati.
Uno dei nodi critici del dibattito sulle pari opportunità è quello dei differenziali retributivi che nella maggior parte dei casi sono a sfavore delle donne. Dai dati analizzati, risulta che il differenziale è maggiore per gli incarichi di direzione generale rispetto alle altre tipologie. Inoltre, si rileva la tendenza ad avere più frequentemente differenziali a sfavore delle donne nelle retribuzioni massime piuttosto che nelle medie o nelle minime.

Verso un nuovo modello di amministrazione

Il tema delle pari opportunità nella pubblica amministrazione costituisce uno dei banchi di prova del rinnovamento di tutto il settore. L’acquisizione di efficienza, efficacia e economicità quali criteri ispiratori dell’azione amministrativa passa anche attraverso la valorizzazione delle risorse umane e delle capacità dei singoli, nel rispetto delle differenze di approccio e di metodo di lavoro. In questa direzione molti sono i passi da compiere, certi che il rispetto della parità e delle pari opportunità non è solo un dovere per la pubblica amministrazione, ma anche il riconoscimento di una risorsa.



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