Il 13,5 percento dei volontari attivi in Italia è costituito da over 65
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Invecchiamento attivo. La carica dei volontari anziani

Sono sempre di più gli over 65 impegnati in attività di volontariato

Gli anziani sono spesso considerati un “problema”. Non solo dai famigliari che devono occuparsene ma anche dalle istituzioni che sono chiamate a fornire loro assistenza. Ma a ben guardare il ruolo degli over 65, in Italia, è fatto anche di partecipazione, impegno e cittadinanza attiva. Una risorsa preziosa che alcune amministrazioni hanno saputo valorizzare.

Sono 12mila gli anziani coinvolti in attività di volontariato nel nostro paese. Svolgono in primo luogo attività di “mutuo soccorso generazionale”: forniscono, cioè, cura e assistenza ai loro coetanei. Ma non solo. Dalla vigilanza davanti alle scuole alla cooperazione internazionale, i volontari anziani, che spesso hanno un titolo di studio e competenze elevate, sono impegnati nei campi più disparati.
Le associazioni più importanti che promuovono l’”invecchiamento attivo” sono l’Auser, che conta 4mila volontari attivi, e l’Anteas, che negli ultimi cinque anni ha registrato un incremento di 8mila unità arrivando a quota 11mila. Entrambe le associazioni chiedono riconoscimento per il ruolo svolto dai volontari ma affermano di non volersi sostituire all’intervento pubblico. “Siamo assolutamente contrari. Il nostro contributo – afferma Michele Mangano, presidente di Auser – è anche una sorta di denuncia rispetto a ciò che non viene fatto”. Esempi di collaborazione proficua con amministrazioni ed enti pubblici, però, non mancano.
Il Museo della scienza e della tecnologia di Milano, per esempio, si avvale delle competenze maturate in anni di lavoro in fabbrica o sui binari da 4 ex metalmeccanici e ferrovieri, oggi volontari Auser. Si occupano della manutenzione dei macchinari storici, seguono le attività dei laboratori sperimentali del museo, contribuiscono alla conservazione del materiale in deposito.
La centrale termoelettrica “Regina Margherita”, un impianto di fine Ottocento esposto al pubblico, è stata rimessa in funzione grazie a loro.
I volontari Anteas di Cesena, invece, hanno promosso l’apertura di ambulatori sociali che forniscono assistenza ad anziani, immigrati e famiglie in difficoltà. Per ora di questi ambulatori ce ne sono quattro ma un quinto è già in arrivo. Funziona così: il comune mette a disposizione i locali, l’Asl le apparecchiature mediche, e i volontari, molti dei quali infermieri in pensione, le loro competenze e il loro tempo.


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