Il mantenimento dell ' ordine pubblico deve essere collegato al rafforzamento dei rapporti sociali, cosìche l ' intervento dei citttadini possa investire la difesa del bene comune sicurezza
Enti locali

Sicurezza, territorio, cittadini

A fronte della recente approvazione della Legge 94/2009 in materia di sicurezza pubblica, sembra non consolidarsi uno degli assi portanti del cosiddetto “pacchetto sicurezza”, un insieme di iniziative volute dal Governo Berlusconi e sostanzialmente lanciato nel corso del primo Consiglio dei ministri tenutosi in via straordinaria a Napoli. Infatti, le domande di autorizzazione da parte delle associazioni di cittadini per prestare attività di volontariato, gratuita e senza fini di lucro, con finalità di solidarietà sociale nell'ambito della sicurezza urbana (le cosiddette “ronde”), così come disciplinate dal DM del Ministro dell’Interno, non decollano.

Prime osservazioni

Le misure adottate dal Governo insistono su diversi aspetti, quali l’immigrazione clandestina, il rafforzamento dei poteri dei Sindaci e l’impiego di Esercito, Marina, Aeronautica Militare e Carabinieri in compiti di vigilanza di siti istituzionali e obiettivi sensibili e nel presidio del territorio. Polemiche accese hanno tuttavia accompagnato l’iniziativa politica e legislativa del Ministro Maroni, in particolare su due aspetti: da un lato, si è discusso e si discute della reale efficacia dell’utilizzo delle Forze Armate in compiti di presidi del territorio che spettano normalmente alle forze dell’ordine, peraltro con numeri sostanzialmente esigui e con risultati difficilmente valutabili. Dall’altra, la presenza di “ronde” di cittadini, con funzioni di “…osservatori volontari” per la “…segnalazione alle polizie locali, ovvero alle Forze di polizia dello Stato, di eventi che possono arrecare danno alla sicurezza urbana ovvero situazioni di disagio sociale.” (Articolo 1, comma 1, DM 8 agosto 29).

Come già evidenziato su Labsus, il mantenimento dell’ordine pubblico non può non essere collegato al rafforzamento dei rapporti sociali, mentre l’intervento dei cittadini, così come delineato dalla normativa in vigore, non investe la difesa di un bene ma il mantenimento del controllo sul territorio, sostanzialmente svincolato da processi di miglioramento effettivo.

Per una Community europea

Sembra andare in direzione opposta Communicating Security Using Ict, una inziativa della polizia italiana per la creazione della prima rete europea a disposizione degli Uffici Relazioni Esterne delle polizie degli Stati membri dell’Unione europea, con lo scopo di condividere le iniziative di comunicazione sul tema della sicurezza attivata a favore dei cittadini.

Bruxelles ha, infatti, affidato all’Ufficio Relazioni Esterne della Polizia di Stato la gestione di una rete informatica in base alla quale tutti coloro che operano nelle relazioni esterne o, più in generale, nel campo delle pubbliche relazioni delle forze di polizia potranno comunicare in tempo reale tra loro, mentre i cittadini potranno visualizzare informazioni sui temi attinenti la sicurezza.

L’obiettivo è condividere esperienze, metodologie e punti di vista su come la sicurezza possa essere comunicata al fine di far sentire i cittadini più sicuri. Attraverso l’iscrizione alla community di www.epractice.eu si possono, quindi, consultare e condividere suggerimenti, progetti e le buone pratiche sulle modalità di comunicazione della sicurezza e delle iniziative intraprese attraverso l’utilizzo di strumenti informatici come siti web, intranet, community, giornali telematici, mailing list, campagne pubblicitarie sulla sicurezza.



Lascia un commento