Apprezzamento per il numero chiuso, critiche per la timidezza del progetto complessivo.
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Il nuovo prontuario del servizio civile

Sostituisce quello del 2006 e verrà applicato a partire dal 2010

Non meno di quattro e, soprattutto, non più di cinquanta volontari per progetto. E' la principale, e la più condivisa, novità introdotta dal nuovo prontuario del servizio civile. Non mancano però le critiche, soprattutto quelle che vedono nel prontuario un'operazione poco coraggiosa e rivendicano, invece, una riforma più sostanziale che possa ridare slancio al servizio civile nazionale.

La novità più significativa del nuovo prontuario, pubblicato sul sito dell’Ufficio nazionale del servizio civile, è l’introduzione del numero chiuso di volontari impiegabili in ogni singolo progetto presentato. Non potranno essere più di cinquanta e questo perché “il vero destinatario del servizio civile – spiega Leonzio Borea, capo dell’Ufficio nazionale – è il volontario e non il fruitore del progetto. Ed è evidente che grandi numeri di volontari non sono compatibili con la disponibilità dell’ente a ospitarli, a farli lavorare in strutture adeguate ma, soprattutto, a formarli”.

Questa misura – riconosce Licio Palazzini, presidente di Arci servizio civile e della Consulta nazionale servizio civile – potrebbe porre fine ai cosiddetti “progetti-ombrello” (accade infatti che alcuni grandi enti presentino progetti che prevedono centinaia di posti per poi indirizzare i volontari verso organizzazioni più piccole e, in qualche caso, di dubbia qualità). Lo stesso Palazzini non nasconde, però, le sue perplessità sulla natura complessiva del prontuario: “avremmo preferito un altro approccio, all’interno di una riforma organica”.

“Un’operazione un po’ gattopardesca” è invece il giudizio espresso nei confronti del nuovo prontuario dagli enti lombardi (circa seicento) promotori dell’appello “Per la rinascita del servizio civile”. Anche questi enti chiedono a gran voce una riforma organica che, tra l’altro, restituisca il servizio civile al territorio e lasci alle regioni la valutazione di progetti.

Il prontuario, inoltre, introduce la possibilità di creare partenariati con enti non profit. “Auspichiamo – dice in proposito Borrea – collaborazioni con le università, soprattutto sul piano della formazione. Ma non c’è limitazione delle categorie".



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