Gli sprechi potrebbero corrispondere ad almeno un terzo della spesa non obbligatoria dei Comuni.
Labsus Papers

Lo spreco

Le cause dello spreco sono strutturali

"La discussione che si sta sviluppando sull’efficienza dell’amministrazione pubblica sta assumendo contorni di una superficialità imbarazzante. Da destra a sinistra il dibattito si rivela confuso, convulso, semplicistico, demagogico".

Pubblichiamo un saggio inedito di Mauro Bonaretti, Direttore Generale del Comune di Reggio Emilia, nel quale egli analizza con estrema lucidità i veri motivi dello spreco di risorse negli enti locali, proponendo al tempo stesso soluzioni a ciascuno dei problemi che individua.

Questo articolo prende in considerazione gli sprechi che interessano i Comuni in situazioni di normale funzionamento (fisiologicamente sub ottimale), nella prospettiva micro, degli incentivi e interventi per favorire il miglioramento locale. Non si occupa dunque delle situazioni di contesto patologico, né del problema della spesa pubblica in una prospettiva di contabilità nazionale.

La tesi che si vuole proporre è che nel caso dei Comuni possono normalmente essere individuati almeno quattro tipi di sprechi e che per ognuno di questi è possibile adottare alcuni semplici rimedi capaci di favorire un ingente recupero di risorse. Non potendo contare su prove empiriche statisticamente rappresentative non si cerca di quantificare l’ammontare di questi sprechi, ma ci sono ragionevoli indicazioni per sostenere che questi possano riguardare almeno un terzo della spesa non obbligatoria dei Comuni".

Citazione suggerita:
BONARETTI M., Lo spreco, in Labsus Papers (29), Paper n. 14.



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