Una rivoluzione che parte dai cittadini, soggetti attivi che si prendono cura dei beni comuni
Famiglia Scuola Storie e notizie

Genitori attivi per aiutare la scuola

In una scuola milanese, i genitori ridipingono le aule dei figli

La scuola del parco Trotter, nel pieno centro di Milano, vive una realtà contraddittoria: il livello dell ' istruzione è ottima, la scuola ospita ragazzi di circa 24 nazionalità diverse e rappresenta un esempio positivo di integrazione nella zona, ma la struttura è costantemente vittima della mancanza di fondi che mette a repentaglio il futuro degli studenti.

Laddove latita la presenza dello Stato, spunta, però, l’attivismo volontario dei genitori degli studenti, che imbracciati pennelli, rulli e buona volontà hanno ridipinto le pareti dell’istituto milanese: il rappresentante dei genitori, Dino Barra, afferma: ” Imbianchiamo le aule dei nostri ragazzi da anni, visto che il comune non lo fa; anche se il nostro, in realtà , è un piccolo intervento, perchè sarebbero ben altri gli interventi necessari. Ci sono aule e padiglioni dell’edificio che sarebbero da restaurare completamente ” . Con un’attrezzatura costata non più di 7 euro, frutto di un autotassazione volontaria, che non grava sui magri bilanci scolastici, questi cittadini si propongono un obiettivo semplice: mantenere la scuola in una condizione decente, perché chi dovrebbe, il Comune, non provvede.

Il comitato genitori del centro comprensivo del parco Trotter a Milano, si era già , in passato, rimboccato le maniche e improvvisato manutentore, per rifornire la scuola dei figli di carta igienica, cancelleria, materiale didattico: Barra è consapevole del momento critico in cui versa la scuola italiana, funestata da tagli profondi, e ribadisce che il contributo dei cittadini può manifestarsi anche in piccoli ma simbolici gesti per aiutare la fruizione di servizi fondamentali.

” Stanchi di lamentarci per una manutenzione statale carente – sostiene Simona Ranon, membro del comitato – ci siamo messi all’opera in prima persona e l’abbiamo fatto pubblicamente: chiunque può venire ad aiutarci o dare un contributo per comprare i materiali ” . L’iniziativa è stata appoggiata dal corpo docenti e dal preside, che nonostante le difficoltà organizzative, cercano di fornire un appoggio, non solo economico, all’attivismo cittadino.

La cura dei beni comuni

Il caso di ” action painting ” della scuola milanese è significativo: prima viene il cittadino, poi la società e infine lo stato: una rivoluzione che parte dai cittadini, non più rassegnati o passivi, ma soggetti decisivi per arginare le difficoltà , donando il proprio tempo e il proprio saper fare, prendendosi cura dei beni comuni.

Come sottolinea il presidente di Labsus Gregorio Arena: ” Dove la Costituzione afferma che i soggetti pubblici devono favorire le autonome iniziative dei cittadini, soggetti della sussidiarietà , per lo svolgimento di attività di interesse generale noi diciamo infatti che, concretamente, quelle attività di interesse generale consistono nella produzione, cura e sviluppo dei beni comuni. Siamo custodi dei beni comuni, non proprietari ” . (1)

Si avverte la necessità di una responsabilizzazione innovativa dei cittadini: Labsus, sin dalla sua fondazione, ha perseguito l’obiettivo di raccogliere e diffondere idee, esperienze, progetti, iniziative per determinare un cambiamento radicale delle forme di cittadinanza.

L’identità dell’associazione si costruisce sulla capacità di fare rete, di unire l’operato di soggetti distinti della società : università , istituti di ricerca, amministrazioni, soggetti economici, associazioni del terzo settore.

Emblematico, in tal senso, è stato l’avvio del progetto: ” Scuola di manutenzione civica ” che coinvolge gli studenti del Liceo Farnesina di Roma affinchè possano, in prima persona, prendersi cura dei propri spazi: saranno i ragazzi a decidere come valorizzare, gestire e dotare di un’identità condivisa la loro struttura. La scuola diventa una palestra di cittadinanza attiva: gli studenti, attraverso la cooperazione e l’impegno, si occuperanno della piccola manutenzione dell’edificio scolastico, del decoro e della fruibilità degli spazi esterni, della conservazione delle strutture, coinvolgendo anche il corpo docente, i genitori e le amministrazioni pubbliche.

Concludendo, possiamo affermare che i beni comuni, se custoditi in maniera costante da ogni essere umano, risultano indispensabili per un miglioramento della qualità della vita.

(1) Per approfondire la tematica, vedasi:
– Arena G., Cittadini attivi, Laterza, 26.
– Bratti, Vaccari (a cura), Gestire i beni comuni, Edizioni Ambiente, 26.
– Donolo C., Sostenere lo sviluppo, Mondadori, 27.



ALLEGATI (1):

Lascia un commento