Accoglienza, vivibilità e amicizia, insieme creano civiltà
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Bologna Città Civile 2010

Premiati i cittadini socialmente attivi

Giunge alla seconda edizione il premio “Bologna città civile” voluto dal quotidiano “il resto del Carlino”, assieme al Gruppo Hera e al Centro Antartide.

Il premio, che quest’anno consiste nell’opera “civiltà” creata da un artigiano bolognese, mira al riconoscimento di semplici cittadini, che si sono distinti nell’anno 21 nel campo di virtù civiche, e che hanno contribuito a rendere più umana la comunità bolognese, prendendo dunque in considerazione coloro i quali, lontano dalla ribalta delle cronache, fanno la differenza nella vita di tutti i giorni.

Per dirla con le parole del direttore del Centro Antartide Gianpiero Mucciaccio, “il premio ha una doppia valenza, quella del ringraziamento e dell’incentivo, un grazie a chi giornalmente, antepone il bene della comunità all’interesse personale”. Il premio vuole essere uno stimolo per tutti i cittadini a guardarsi attorno, apprezzare e, perché no, mettere in pratica quelle iniziative che possono rendere Bologna una città più vivibile.

Numerosi son stati i riconoscimenti assegnati, tra i quali tre premi, due menzioni speciali, otto menzioni e un riconoscimento per tutti come testimonial di civiltà.Tanto per elencarne alcuni, il Primo Premio è andato a Sara Bianconi e la suo gruppo di musicisti, che con l’iniziative “voci dalla città” ha dato voce alle periferie, fermandosi a suonare nelle piazze, "con l’obbiettivo – dice – di far aprire le finestre e spingere la gente a fermarsi un attimo, lasciando a casa la solitudine quotidiana". È andato invece a Stefano Reyes il Secondo premio, giovane architetto che con un gruppo di amici ha ideato in via Centotrecento a Bologna la sostituzione di due parcheggi con una piccola piazzetta, per mettere quindi la socialità al posto dello smog. Ultimo dei più importanti riconoscenti e quindi il Terzo Premio, è andato alla signora Alfea Malavasi, che attraversa la città in autobus tutti i pomeriggi, e da vent’anni, per andare ad aprire un oratorio. Con questo premio, Il Carlino ci insegna che non si deve parlare solo di inciviltà, ma anche di tutte quelle storie che rendono le nostre città piu grandi e vivibili.



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