"I grandi ci hanno tradito, dobbiamo plasmare attivamente il nostro futuro"
Ambiente

Ambasciatori per il clima

I bambini di tutto il mondo insegnano: "basta parlare, cominciamo a seminare"

Sono piccoli ma tenaci, dall'animo genuino ma non ingenuo, e capovolgono la figura dell'ambasciatore formato, adulto e diplomatico con il loro sorriso e la loro voglia di cambiare. Sono bambini di 185 nazioni del mondo, che dal 2007 hanno dato vita all'iniziativa Plant for the planet: come risposta ai tanti accordi caduti a vuoto dei potenti del mondo sulla lotta al cambiamento climatico, loro si sono muniti di stivaletti di gomma e si sono messi a piantare alberi nei loro Paesi.

Tutto è nato da una relazione scolastica di un bambino tedesco di nove anni, Felix Finkbeiner che, venuto a sapere dell’attività dell’ambientalista e premio Nobel per la Pace Wangari Maathai, ha lanciato la sua proposta: che in ogni Paese del mondo i bambini piantassero un milione di alberi. L’ idea ha avuto subito seguito, perchè è stata presentata in altre scuole e si è unita al già esistente Plant for the planet, movimento di bambini creato dall’ONU qualche anno prima.

Grazie a Felix molti altri bambini sono venuti a sapere, con parole semplici ma convincenti, della situazione critica in cui riversa il pianeta intero a causa dell’inquinamento ambientale e dei rischi per l’umanità , ma anche dell’importanza delle piante per l’assorbimento dell’anidride carbonica. Ogni albero, infatti, sottrae all’atmosfera, in tutto il periodo della sua crescita, ben tre tonnellate di anidride carbonica. Se il verde, allora, aiuta l’uomo e depura l’aria, perchè non favorirne la diffusione?

Nei due anni successivi Felix ha portato la sua iniziativa per il mondo e nel 28, 7 bambini delegati lo hanno eletto nel Junior Board dell’UNEP (Programma ambientale delle Nazioni Unite). Il movimento ha continuato a crescere e a vedere prendervi parte sempre più bambini che si sentono traditi dai grandi capi di Stato, le cui politiche sono mosse dalla ricerca del profitto molto più che dall’interesse per la cura della Terra e dei suoi abitanti.

Il programma che Plant for the planet propone si divide in più punti: il primo è la riduzione a zero delle emissioni di anidride carbonica entro il 25, grazie alla sostituzione delle tecnologie esistenti con le energie rinnovabili.

Il secondo è l’attuazione del principio di giustizia climatica. Se un cittadino americano emette circa 2 tonnellate di anidride carbonica all’anno, uno europeo circa 9 e uno africano solo ,25, non è equo che gli effetti dell’inquinamento si ripercuotano indifferentemente su tutti i Paesi; ecco perchè Plant for the planet propone che le nazioni più ricche, che emettono maggiori quantità di anidride carbonica, acquistino i diritti di coloro che emettono di meno: il denaro guadagnato da questi ultimi verrà investito per l’agricoltura, la sanità , l’istruzione e in tecnologie energetiche alternative.

Il terzo ed ultimo punto è la riforestazione, e in questo caso i bambini stessi sono passati all’azione dando il buon esempio e seminando nuove piante. Il 4 maggio 21, infatti, è stato piantato in Germania, a Petersberg, il milionesimo albero, con la presenza dei ministri dell’ambiente di Danimarca, Germania, Canada, Turchia e Messico. L’obiettivo è quello di raggiungere un trilione di alberi in dieci anni.

Dal 28, inoltre, in tutto il mondo numerose accademie sono state organizzate da bambini e per i bambini. Qui, quelli che già si impegnano come ambasciatori per il clima, trasmettono agli altri le loro conoscenze e le loro esperienze. Non vogliono accettare in modo inerme i problemi climatici, ma vogliono plasmare attivamente il loro futuro, qualificandosi come piccoli cittadini attivi che lavorano per il pianeta.

Per il 22 questi bambini vogliono formare 2 accademie e dare vita ad una rete globale, tramite la quale tutti possono votare democraticamente via internet i propri ambasciatori, che fino ad oggi raggiungono il milione. Con una tenacia e una lungimiranza che non ha nulla da invidiare a quella dei grandi uomini dei nostri giorni, la campagna di Plant for the planet è assolutamente entusiasmante: “stop talking, start planting!



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