La tecnologia come strumento di orientamento in situazioni emergenziali

Protezione Civica, la ricostruzione partecipata e trasparente dell'Emilia

La parola rete richiama alla mente molte suggestioni, fa pensare alle maglie della rete da pesca, a quella tessitura bianca che si gonfia quando la palla supera la linea di porta, alla ragnatela nell’angolo del soffitto, a una molteplicità  di contatti. C’è un filo rosso che collega le diverse impressioni; la struttura reticolare è struttura d’intrecci, dove il peso è scaricato sui nodi, ognuno della medesima importanza. Sono i diversi anelli saldati tra loro a render sicura la catena, una piccola crepa su uno di questi può danneggiare l’intera sequenza.

La rete tiene insieme, non separa, fa opera di convergenza. E’ partendo da questa consapevolezza che Wikitalia,  l’organizzazione della società  civile nata per diffondere la cultura del governo aperto nella società , ha lanciato il progetto Protezione Civica per aiutare le popolazioni emiliane colpite dal sisma. L’idea è quella di avviare un’opera di ricostruzione partecipata e trasparente sfruttando le potenzialità  fornite da internet e dal mondo della tecnologia. Il primo passo è stato proprio l’apertura di un sito internet che non avesse struttura verticistica ma, sfruttando la piattaforma Ning, assumesse più la forma di una piazza dove parlare e confortarsi, scambiarsi opinioni e sensazioni ma anche documentare, raccogliere idee. La scelta di utilizzare la rete è stata dettata dalla necessità  di intervenire tempestivamente, di mettere in contatto nella maniera più veloce possibile cittadini lontani eppure desiderosi di intervenire.

Le applicazioni per l’emergenza

Ma il sito internet è solo il primo passo verso la ricostruzione, chiama a raccolta le idee e assume la forma del ristoro, il secondo passo verrà  mosso questa settimana, quando sarà  lanciata una versione modificata di Decoro Urbano, una piattaforma open source per garantire un dialogo trasparente con le Pubbliche Amministrazioni.

Una mappa dell’Emilia sarà  al centro dell’applicazione (disponibile anche per iPhone e Android) su cui potranno essere segnalati i danni e le richieste e offerte di aiuto, nell’idea di creare un vero e proprio network che consenta di orientarsi al meglio nella difficile situazione emergenziale.

Sabato 16 giugno si svolgerà  a Bologna una maratona di 24 ore aperta a tutti gli sviluppatori desiderosi di proporre apps utili per affrontare la situazione di straordinarietà  e anche la fase successiva, quella della delicata ricostruzione.

La struttura reticolare si muove a valanga e produce energia positiva anche su uno dei social network più frequentati al mondo: Facebook. Proprio con l’idea di sfruttare la pluralità  e pervasività  del mezzo è stato creato il gruppo “Un posto letto per la Bassa”, con l’assenso dell’assessore provinciale all’Ambiente e alla protezione civile di Modena Stefano Vaccari, nel quale sono stati offerti 8 posti letto per accogliere i cittadini rimasti privi di dimora a seguito del sisma.

Partire dalla rete dunque – intesa nella duplice accezione di internet e sistema organizzativo – superare il monismo, sembra la migliore risposta per gestire le emergenze in maniera intelligente e partecipata.



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