"I giovani devono comprendere che le loro azioni possono avere un grandissimo effetto"
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Retake Roma… dal degrado

Il movimento è riuscito nell ' intento di riqualificare importanti spazi urbani

Retake Roma nasce nel 2010 dalla volontà di Rebecca Spitzmiller, docente di diritto comparato presso l ' università degli studi Roma Tre. L ' obiettivo del movimento è combattere il vandalismo che imperversa nelle aree urbane. Nel 2011 Retake Roma è stato partner del progetto "Rock your School" Scuola di manutenzione civica dei beni comuni, ideato da Labsus.

Abbiamo contattato telefonicamente la professoressa Rebecca Spitzmiller, che ci ha raccontato i recenti progetti realizzati dal movimento di cui è cofondatrice.

Cos’è il movimento ” Retake Roma ” e come è nato?

Retake Roma è un movimento dal basso, senza alcuna struttura gerarchica e organizzazioni istituzionali. Il concetto può essere espresso con il termine ” empowerment ” , che rappresenta un processo di crescita. Il movimento è nato con lo scopo di ristabilire il decoro urbano, con il sostegno della fondazione Giuseppe Garibaldi.

Quali sono le motivazioni che l’hanno indotta a fondare il movimento?

Il senso di voler cambiare le cose e lottare contro il vandalismo. In particolare, ho deciso di fondare il movimento per combattere contro il vandalismo all’interno del mio condominio, su cui serpeggiavano numerosi graffiti. Mi sono dunque informata sul modo più efficace per rimuovere le scritte di vernice dal travertino ed ho sostenuto autonomamente le spese necessarie.

” Retake Roma ” si basa su autofinanziamenti o può contare su aiuti comunali, provinciali o regionali?

In passato abbiamo ricevuto aiuti concreti da parte del comune, dei municipi e dell’Ama, ma con la nuova amministrazione le strategie di collaborazione sono ancora in via di definizione.

Può citare qualche iniziativa da voi portata a termine?

Numerose sono le iniziative intraprese. In particolar modo, in occasione della ricorrenza della giornata della terra, tramite l’ambasciata americana abbiamo organizzato diversi clean-up day. Varie iniziative si sono svolte a Trastevere, a Ponte Milvio e anche sulla Cassia.

C’è stata un’iniziativa che l’ha coinvolta maggiormente?

Un’iniziativa che mi ha colpita è stata una delle ultime. Siamo stati contattati dai condomini di un palazzo situato nei pressi della stazione della metro Laurentina, dopo aver visto uno spot in tv. Tramite l’autofinanziamento dei condomini siamo riusciti a riqualificare l’ambiente, con l’azione di un grande artista retaker, Alessandro Sabong, che ha lavorato per circa tre settimane. I risultati raggiunti sono stati ottenuti soprattutto grazie alla creazione di movimenti simili, in particolare di un’organizzazione milanese, il Movimento antigraffiti.

Ha riscontrato una partecipazione attiva da parte della cittadinanza?

Sì, i cittadini hanno partecipato attivamente alle nostre giornate. C’era il proposito di presentare i progetti all’interno delle scuole, perché è necessaria l’educazione civica dei giovani. Bisogna instillare nelle loro menti la soddisfazione e la consapevolezza di aver compiuto un’opera a vantaggio dell’intera collettività . Il nostro obiettivo è sostituire il vandalismo con l’arte.

Le iniziative da voi lanciate si sono protratte nel corso del tempo?

In generale ci sono stati successivi interventi di pulizia sulle opere riqualificate ma abbiamo assistito anche a casi di rivandalizzazione, come ad esempio sull’Ostiense, nello spazio adiacente la chiesa di San Paolo.

Vorrebbe fare un appello ai giovani romani?

Assolutamente! I giovani devono comprendere che le loro azioni possono avere un grandissimo effetto. Se si pensa di avere un grande talento artistico da esprimere, ci contattino direttamente e potranno aiutarci a lottare contro il degrado, esprimendo la loro arte.

Associazione nazionale antigraffiti e Milano muri puliti

Un esempio di giovani che hanno utilizzato la loro arte per la riqualificazione di importanti spazi urbani è quello di Pavel, writer milanese di 25 anni. In un Clean-up day, Pavel si è messo dalla parte dei cittadini e degli attivisti dei comitati antigraffiti, coprendo le scritte che imbrattavano i muri della città . Pavel si è voluto esporre per porre un freno all’imperversare di scritte dei giovani graffitari. ” L’unico modo per disincentivarle è ripulirle continuamente ” dice. Il giovane artista ritiene che gli artisti di quartiere dovrebbero poter proporre bozze di disegni da poter concordare con i residenti e gli amministratori di zona. Le idee di Pavel hanno trovato l’appoggio di associazioni e comitati ad hoc, come l’Associazione nazionale antigraffiti e Milano muri puliti, grazie alle quali sono state rimosse oltre 350 scritte. ” Vogliamo creare degli esempi virtuosi, con un’azione dal basso che s’ispira a una cultura del fare e di rendere il cittadino protagonista nella lotta contro il degrado ” .

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