Ad oggi si registra la chiusura e lo stato di abbandono di circa 40 cinema a Roma e di altri 20 nel resto della regione
Notizie Notizie

Roma sarà ancora la città dei cinema?

Dibattito pubblico sul futuro delle sale cinematografiche

Il prossimo 13 novembre dalle ore 9.30 alle 13.30, a Roma presso il Maxxi (Museo nazionale delle arti del XXI secolo) in via Guido Reni 4A, si terrà un appuntamento pubblico per discutere in merito a modelli, strumenti e regole per il recupero e la riqualificazione dei cinema chiusi ed il sostegno ai cinema aperti. Parteciperanno al dibattito Paolo Ferrari (presidente del Festival internazionale del film di Roma), Giorgio Ferrero (presidente ANEC Lazio), Flavia Barca (assessore alla Cultura, Creatività e Promozione artistica Roma capitale), Lidia Ravera (assessore alla Cultura, Politiche giovanili regione Lazio) e Silvano Curcio (docente facoltà di Architettura Sapienza università di Roma) che presenterà in anteprima il docufilm " Fantasmi urbani " .

Storicamente Roma è la capitale del cinema e dei cinema, sia in riferimento all’orizzonte artistico e culturale sia rispetto alla componente produttiva e distributiva. Roma ed il Lazio infatti sono la città e la regione col più alto numero di cinema, presenze ed incassi in Italia; i luoghi della capitale deputati al consumo dei film hanno rappresentato da sempre delle avanguardie a livello tecnologico in questo settore.

I dati degli ultimi venti anni delineano però un quadro particolarmente sconfortante, nonostante la proliferazione degli schermi (dovuta anche all’apertura dei grandi multiplex nei centri commerciali) il mercato del Lazio è rimasto immobile in termini di presenze e di incassi. Ad oggi inoltre si registra la chiusura e lo stato di abbandono di circa 40 cinema a Roma e di altri 20 nel resto della regione.

Il dibattito in programma la prossima settimana, oltre a costituire un tassello indispensabile per il recupero di spazi preposti alla promozione ed alla diffusione della cultura, riteniamo debba affrontare una questione fino a questo momento trascurata: la gestione ed il recupero partecipato delle sale cinematografiche.

Quando abbiamo dato notizia di questi nuovi ” fantasmi urbani ” , da studiare anche sotto il profilo architettonico, abbiamo cercato di porre l’attenzione sulle modalità con le quali i cittadini stanno trovando e progettando soluzioni condivise per la riqualificazione di questi immobili. La chiusura ed il degrado di molte sale rappresenta in modo inequivocabile un impoverimento dell’intera comunità , la scomparsa di un polo culturale, di un punto di riferimento per la collettività . Se in alcuni casi, comitati, associazioni e cittadini non vanno oltre la legittima opposizione a possibili nuove speculazioni edilizie (cambi di destinazione d’uso) e la denuncia della mancanza di spazi di aggregazione, stanno aumentando le esperienze di auto recupero attraverso modelli sostenibili.

Agli esempi del cinema America, del cinema Palazzo e del cinema teatro Volturno possiamo aggiungere l’iniziativa dei residenti del quartiere di Torpignattara che da mesi stanno promuovendo un confronto sul destino del cinema Impero (che ha un ” gemello ” in Eritrea perfettamente funzionante).

Seguiremo con interesse questo dibattito poiché riteniamo che quello delle sale cinematografiche, e più in generale degli spazi culturali pubblici, debba essere uno dei terreni in cui la nuova amministrazione capitolina possa mettere in pratica una reale amministrazione condivisa.

LEGGI ANCHE:



Lascia un commento