" Si è perso il fervore dell ' operare, la nostra è divenuta una società più sciapa, una società di malcontenti "
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47° Rapporto Censis sulla situazione sociale del Paese

A Roma uno sguardo sulla situazione dell ' Italia del 2013

Venerdì6 dicembre si è tenuta a Roma, presso la sede del Cnel (Consiglio nazionale dell ' economia e del lavoro), la presentazione del Rapporto Censis 2013 sulla situazione sociale del paese, giunto alla 47esima edizione. All'evento hanno preso parte il direttore generale del Censis Giuseppe Roma ed il presidente Giuseppe De Rita.

” Interpretare la società italiana, questo è il compito del Censis ” : esordisce cosìil presidente del Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro Antonio Marzano in occasione della presentazione del 47 ° Rapporto sulla situazione sociale del Paese che si è tenuta il 6 dicembre a Roma presso la sala Parlamentino della sede del Cnel in viale David Lubin 2.
Attraverso un’accurata ed attenta analisi dei più rilevanti fenomeni socio-economici italiani il Rapporto mira ad individuare i reali processi di trasformazione della società , in particolar modo alla luce della difficile e lunga crisi che stiamo attraversando.
Le Considerazioni generali introducono quindi il Rapporto che si sofferma poi sulla ” società italiana al 2013 ” attraverso l’analisi dei principali temi emersi nel corso dell’anno: la faticosa tenuta del sistema tra famiglia e impresa, le soggettualità emergenti, gli spazi semivuoti e le energie affioranti, l’avvitamento della politica e le nuove tendenze valoriali.
Nella terza e quarta parte si presentano le analisi per settori: la formazione, il lavoro, il welfare e la sanità , il territorio e le reti, i soggetti e i processi economici, i media e la comunicazione, il governo pubblico, la sicurezza e la cittadinanza.

Il forte istinto della sopravvivenza

Giuseppe Roma direttore generale del Censis, intervenuto al convegno, ha sottolineato che ” è stato un anno difficile, ma anche un anno importante; noi siamo interpreti della società , del territorio, quindi non parleremo di politica, ma cercheremo di capire cosa ha arginato lo scivolamento della società ” .
Ad essere supportata è la tesi secondo cui il crollo non c’è stato poiché milioni di italiani si sono organizzati con l’intento di perseguire un unico obiettivo: la sopravvivenza. Il Rapporto precisa però che quest’ultima deve essere superata e per farlo occorre puntare sulle cosiddette ” energie affioranti ” : le donne, gli stranieri, i giovani. Dai dati raccolti emerge infatti che le donne fanno più impresa degli uomini (nel 2013 sono sorte cinquemila nuove imprese gestite da donne) ed il 47% dei professionisti scritti all’ordine sono donne. Affiora oggi anche un mondo dell’imprenditoria immigrata che svolge una sorta di compensazione rispetto al calo dell’azienda italiana attraverso una sorta di integrazione nel mondo dell’impresa. Ed ancora i giovani, ” navigatori di un mondo globale ” : emerge che oltre un milione di famiglie hanno un congiunto che va all’estero mentre il 45% di questi vi risiede stabilmente per motivi di studio o di lavoro. Occorre quindi creare le condizioni affinché questi giovani possano tornare. Famiglie, imprese, energie affioranti: ecco il muro di contenimento dello scivolamento.

L’importanza della connettività

” Perché la crisi è cosìgrave? Cosa la distingue dalle precedenti? ” : Antonio Marzano ci pone davanti ad una triplice crisi, del mercato a forti dosi speculative, dello Stato e della classe politica. Per affrontarla occorre un progetto che si fondi sull’innovazione intesa anche come innovazione sociale, occorre innovare i meccanismi di funzionamento della società . Giuseppe De Rita, presidente del Censis, sottolinea come in questi anni si sia perso il fervore dell’operare e che la nostra è divenuta una società più sciapa, una ” società di malcontenti ” : diviene quindi essenziale ritrovare quella spinta che risiede ancora nella famiglia, nella solidarietà localistica, nei giovani, nelle donne, nelle imprese legate al territorio, negli stranieri. Ed ancora nelle nuove sfide, insiste De Rita, in un contesto in cui la coesione sociale cede il posto alla connettività che emerge forte nel suo carattere orizzontale: è una connettività che si fa giorno per giorno ovvero nell’organizzare insieme, nella crescita complessiva.

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