" Abbiamo avuto grandi benefici in termini di ordine pubblico con il coinvolgimento degli Hope nei dormitori "
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Fareassieme: da senza dimora a consulenti comunali

A Trento si sperimenta la collaborazione tra amministrazione locale e gli Hope

Il Comune di Trento punta sulla collaborazione dei senza dimora per la progettazione e la gestione dei dormitori. Nascono cosìgli Hope (Homeless Peers) un gruppo di persone perlopiù  migranti e rifugiati ex senza fissa dimora i quali, per la loro diretta conoscenza del problema, hanno cominciato a collaborare con l'amministrazione comunale nella gestione di servizi rivolti ai senza tetto.

E’ stato denominato Fareassieme  il progetto lanciato dal servizio attività  sociali del comune di Trento nel 2011, anno in cui si decise di sperimentare, congiuntamente all’Università  di Trento, interventi in favore dei senza tetto. Il programma cerca di portare alla luce la realtà  della vita di persone senza fissa dimora, combattendo i pregiudizi ed evidenziando quali siano gli aiuti e i servizi messi a loro disposizione.  Quest’anno nell’ambito del progetto è stata prevista la realizzazione, proprio con l’aiuto dei meno fortunati, di dormitori pubblici.

La creazione di dormitori

Il coinvolgimento dei senza fissa dimora, in particolare rifugiati e migranti, si è reso indispensabile per la soluzione del problema proprio con chi lo ha affrontato personalmente.   ” Abbiamo avuto grandi benefici in termini di ordine pubblico con il coinvolgimento degli hope nei dormitori ” , sostiene il capoufficio dei servizi sociali del comune di Trento  Nicola Pedergnana, fautore del primo esperimento di impiego dei senza fissa dimora per coordinare e amministrare il primo dormitorio pubblico nei pressi della stazione di Trento lo scorso febbraio.  La partecipazione degli hope si è rivelata la scelta più idonea per costruire dormitori in linea con le necessità  e i bisogni dei senza tetto. ” Gli hope – spiega Pedergnana – ci hanno detto che la cosa più importante era fare nuove docce, sapendo di cosa parlavano ” .  La decisione di aprire un dialogo con i senza fissa dimora è maturata, però, con la volontà  di elaborare soluzioni comuni per tentare di eliminare definitivamente il problema del vagabondaggio.

La notte dei senza dimora

La città  di Trento non è nuova a interventi in favore dei senza tetto. Nello scorso mese di ottobre diverse associazioni, assieme alla Caritas, hanno organizzato la ” notte dei senza dimora ” , manifestazione per sensibilizzare la cittadinanza sulla delicata questione.  Gruppi di cittadini e volontari hanno trascorso la notte in piazza Dante dormendo nei sacchi a pelo insieme a coloro che una casa non la hanno, cercando di provare a vivere, anche se soltanto per poche ore, la vita in strada.  Nel corso della serata Marco Iazzolino, segretario generale della Federazione Italiana degli organismi per le persone senza dimora, ha illustrato con dati alla mano il profilo generale dei senza fissa dimora, evidenziando come la vita in strada sia un’esperienza di grande sofferenza, che mina profondamente l’animo delle persone che non hanno un tetto, impedendo loro di tentare di trovare la giusta stabilità . Con la manifestazione si è cercato di mettere in luce come esperienze che sembrano cosìlontane dalla realtà  siano purtroppo, soprattutto con la crisi economica in atto, cosìpericolosamente vicine alla vita di ognuno.

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