Per la prima volta i cittadini si alleano con le amministrazioni per la cura dei beni comuni urbani

Un regolamento che sprigiona energie semplificando la burocrazia

Prima se un cittadino si azzardava a pulire un’aiuola, a riverniciare i portici o una panchina del proprio quartiere fioccava una multa, quindi nessuno si azzardava. Ora c’è un regolamento che permette ai cittadini, d’intesa con il proprio Comune, di prendersi cura e far rivivere gli spazi abbandonati delle città .
A Bologna è stato applicato il primo Regolamento comunale sull’amministrazione condivisa che permette di facilitare l’impegno dei cittadini che vogliono dare il proprio contributo per migliorare le strade, i muri, i giardini del proprio quartiere.
L’Italia è piena di persone disposte a prendersi cura dei luoghi ma il diritto amministrativo li considera solo “utenti” mentre molti di loro vorrebbero diventare “cittadini attivi”. Da questa considerazione nasce il regolamento che contiene tutto quello che serve per diventare cittadini attivi e migliorare la qualità  della vita dell’intera comunità .
Il testo del regolamento è la “traduzione” mai realizzata in Italia del principio costituzionale di sussidiarietà  (articolo 118) in norme che gli enti locali potranno utilizzare per dare il via a rapporti di collaborazione con i cittadini.
I Comuni italiani potranno utilizzarlo adattandolo ed integrandolo secondo le loro esigenze.

A TG1 – Fa’ la cosa giusta, in studio con la giornalista Giovanna Rossiello, il prof. Gregorio Arena, presidente di Labsus, ha illustrato la rivoluzione civica per la cura dei beni comuni italiani.

Guarda il video integrale della giornata di presentazione a Bologna.

Leggi la rassegna stampa del progetto   ” Le città  come beni comuni ” .

Guarda il video sintesi ” Un tesoro nascosto ” .

Scarica il Regolamento.



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