"Anche un orto urbano può servire per creare aggregazione, per riqualificare un territorio."
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Porto L ‘ Orto a Lampedusa, per coltivare il futuro

La riqualificazione dell ' isola tra agricoltura e coesione sociale

Terra! Onlus ed il Circolo Legambiente " Esther Ada " lanciano il progetto " Porto L ' Orto a Lampedusa " : l ' obiettivo è riqualificare le aree abbandonate dell ' isola e favorire l ' agricoltura e la coesione sociale. Il progetto è patrocinato da Roma Capitale insieme al comune di Lampedusa.

Terra di mezzo: questo è, nell’immaginario collettivo, l’isola di Lampedusa. E’ la porta d’ingresso italiana del continente africano, luogo di meraviglie naturali e di storie che si intrecciano tra speranza e disperazione. ” Porto L’Orto a Lampedusa ” è il progetto patrocinato da Roma Capitale con il comune di Lampedusa, ideato da “Terra! Onlus” in collaborazione con il circolo Legambiente di Lampedusa “Esther Ada”. Obiettivo dell’iniziativa è quello di riqualificare aree abbandonate attraverso la promozione di una nuova forma di coesione sociale che si realizza tramite il ritorno all’agricoltura, una delle attività prevalenti nell’isola, minacciata dallo sfrenato processo di cementificazione. ” Anche un orto urbano può servire per creare aggregazione, per riqualificare un territorio e per fermare la speculazione edilizia – ha detto Fabio Ciconte, presidente di Terra!Onlus – a Lampedusa c’è una comunità che ha fatto tanto in un contesto sociale complesso, crediamo che tutti noi siamo chiamati a dare un riconoscimento all’isola e ai suoi abitanti ”

Al via la raccolta fondi

Il 13 aprile a Roma, presso i Fori Imperiali, si terrà una manifestazione con l’obiettivo di raccogliere i fondi che garantiscano la piena realizzazione del progetto. “Con questo lavoro vogliamo mandare un segnale distinto di quanto Roma sia una città inclusiva, accogliente e che cambia disegno rispetto al passato – ha dichiarato Gianluca Peciola, capogruppo di Sel – il valore del progetto è concreto per creare un ponte con Lampedusa che è una comunità e una casa, un territorio che deve essere vissuto come tale”. Cosìla ” guardiana d’Europa ” , come la chiama Giusi Nicolini, sindaco di Lampedusa, potrà forse tornare al suo talvolta celato splendore.

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