Il principio di sussidiarietà è un criterio ispiratore dei rapporti con i cittadini e con le loro formazioni sociali in ordine alle funzioni pubbliche locali.
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Orvieto guarda al Regolamento per l ‘ amministrazione condivisa

Intervista al consigliere che ha presentato la relativa mozione, Paolo Maurizio Talanti

L ' effetto domino innescato dalla prima adozione del Regolamento per l ' amministrazione condivisa dei beni comuni a Bologna continua senza sosta coinvolgendo anche il Comune di Orvieto che ha manifestato la volontà di adottare il testo. Abbiamo intervistato il consigliere Paolo Maurizio Talanti che l'8 settembre ha proposto l'acquisizione del Regolamento per un ' amministrazione condivisa dei beni comuni tra amministrazione e cittadini.

Talanti ha progetti ambiziosi per la sua città : la richiesta di adesione al regolamento, infatti, integra la volontà di inserire il comune di Orvieto nella rete europea nell’ambito della Convenzione di Faro (vedi allegato). Quest’ultima, entrata in vigore nel 2011, vuole essere uno strumento integrativo nel quadro delle politiche europee volto a spronare le amministrazioni a svolgere un ruolo attivo nel riconoscimento dei valori dell’eredità culturale, promuovendo processi partecipativi di valorizzazione che nascano dalla collaborazione tra pubbliche istituzioni e cittadini.

Perché secondo lei è importante per il suo Comune adottare il Regolamento sulla collaborazione tra cittadini e amministrazione per la cura e la rigenerazione dei beni comuni urbani? Come pensa che cambieranno i rapporti tra amministrazione e cittadini?
Sono convinto che l’adozione di un Regolamento sia fondamentale per il Comune di Orvieto.
La Città vanta, infatti, un’importante tradizione di civismo e numerose esperienze di azione diretta dei cittadini, singoli o associati, caratterizzate dalla medesima volontà di valorizzare il territorio comunale. L’approvazione di un Regolamento significherebbe, dunque, riconoscere formalmente e dare maggiore dignità a questo impegno e alle pratiche di democrazia partecipativa.
Le amministrazioni comunali devono poter dimostrare di essere coraggiose e lungimiranti e credo che il mettere in discussione il paradigma su cui si è tradizionalmente fondato il rapporto tra istituzioni e cittadini, in favore di una soluzione che dia spazio alla partecipazione e allo scambio, non possa che avere ricadute positive per una comunità che, come tante altre, ha bisogno di ritrovarsi e di sentirsi protagonista.

Avete già in mente qualche zona critica del suo Comune che necessiterebbe di un intervento urgente e che costituirebbe una concreta prima possibilità di mettere in moto la sinergia tra cittadinanza attiva e amministrazione locale?
Se penso all’amministrazione condivisa in relazione ad alcune delle problematiche della nostra realtà , affiorano alla mia mente due temi principali: il rapporto del centro con le periferie e quello della rigenerazione urbana attraverso i beni comuni immateriali.
Sono profondamente convinto che entrambe le criticità possano trovare soluzione nell’adozione di pratiche di democrazia partecipativa capillari.
La prima questione riguarda i borghi periferici, il territorio paesaggistico e la gestione degli spazi verdi, dove l’intervento di piccole ” cooperative di cittadini ” integrato con la manutenzione ordinaria garantita dal Comune migliorerebbe gli standard di qualità degli spazi assicurandone la fruibilità collettiva.
Il secondo punto riguarda, invece, il tema della rigenerazione delle frazioni urbane. Orvieto è una città di cultura e la cultura, intesa come bene comune, può e deve essere lo strumento con il quale affrontare e risolvere alcune situazioni. Le istituzioni della cultura, gli operatori del settore, le associazioni e le scuole devono essere messe nelle condizioni di poter creare patti di collaborazione per svolgere la loro attività culturale attraverso progetti ponte, anche nelle frazioni. Tutto ciò con uno sguardo privilegiato alle zone più difficili della città , come Orvieto Scalo che vive con urgenza sia il problema dell’integrazione sociale che quello del decoro urbano.

Come avete intenzione di realizzare e promuovere l’innovazione digitale nel comune di Orvieto? C’è già una piattaforma online o un account nei principali social network attraverso i quali i cittadini possono comunicare con l’amministrazione ed eventualmente iniziare ad avanzare proposte di rigenerazione urbana?
Avete previsto degli strumenti particolari al fine di agevolare l’attuazione del Regolamento ed incentivare la partecipazione dei cittadini?
Il tema dell’innovazione digitale è un tema che sta a cuore all’intero Consiglio comunale di Orvieto, che durante l’adunanza dell’8 settembre ha accolto all’unanimità la mia proposta di sperimentazione dei sistemi open source per la pubblica amministrazione.
L’innovazione ovviamente non passa solo per il software libero ma, come scriveva il ministro Patroni Griffi nel Vademecum pubblica amministrazione del 2011, gli spazi di social networking rappresentano una grande opportunità per la PA, non solo per informare, comunicare in maniera efficace e promuovere la partecipazione, ma anche per costruire una relazione di fiducia.
Come amministrazione stiamo lavorando per poter efficacemente implementare, all’interno di una rinnovata piattaforma online, una serie di meccanismi che vadano in questa direzione ed oltre.
In campagna elettorale, ad esempio, abbiamo utilizzato la tecnologia Ushahidi del ” crowdmap ” per creare la piattaforma ” SEGNALA A GERMANI ” dove tutti i cittadini, anche attraverso Twitter, potevano inviare segnalazioni sui problemi e buone idee per il territorio all’allora candidato Sindaco. Vogliamo poter riproporre una soluzione simile e migliorata anche per l’amministrazione comunale.

Come pensa di coinvolgere le scuole del suo Comune nella promozione del principio di sussidiarietà ?
Credo che la scuola sia il luogo naturale dove promuovere i principi costituzionali fondamentali e quindi anche il principio di sussidiarietà .
Questo può e deve essere realizzato aprendo gli istituti scolastici al dibattito con il mondo che li circonda e contribuendo ad accrescere negli studenti, nei docenti e nelle famiglie la consapevolezza di essere parte di un progetto di società comune che guarda in avanti e dalla gestione del quale dipende il futuro della nostra città e dei nostri ragazzi.
E’ necessario e fondamentale lasciare spazio alla partecipazione delle associazioni locali per sviluppare l’offerta formativa delle scuole, oggi spesso in sofferenza, e dare ai giovani esperienza diretta di gestione condivisa già dai banchi di scuola.

C’è a suo avviso qualche aspetto migliorabile nel regolamento? Avete apportato qualche modifica durante la fase di approvazione?
Tecnicamente un Regolamento ad Orvieto non è stato ancora approvato, ma lo sarà a breve.
Il Consiglio comunale ha impegnato, con voto unanime alla mozione da me presentata, la Seconda Commissione consiliare alla redazione di un testo specifico per la nostra città .
Il punto di partenza, ovviamente, sarà il ” Regolamento sulla collaborazione tra cittadini e amministrazione per la cura e la rigenerazione dei beni comuni urbani ” . Ma abbiamo la necessità e la volontà di coinvolgere i consigli di zona, le associazioni di volontariato, le associazioni di promozione culturale, il terzo settore ed i cittadini nell’adattamento del ” Regolamento di Bologna ” alle dimensioni e alle caratteristiche peculiari di Orvieto.
Credo di poter dire, senza cadere in errore, che il regolamento di Orvieto potrebbe somigliare a quello da poco approvato ad Ivrea, una realtà , che almeno per dimensioni, è più facilmente paragonabile alla nostra.

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