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"Sono solo i cittadini in grado di esercitare e mantenere concretamente l ' azione di cambiamento di cui si fanno promotori " .
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A Quarto Oggiaro (MI) i cittadini si riappropriano degli spazi comuni

Per Labsus abbiamo intervistato l'Assessore ai Lavori Pubblici e al Decoro Urbano di Milano, Carmela Rozza

Il 28 settembre scorso, il senso civico sempre più diffuso nella comunità  di Quarto Oggiaro ha prodotto un nuovo impegno contro il degrado urbano: ripulire i muri del quartiere da tag e restituire i colori originari a mille metri di muratura in via Pascarella, con il sostegno ricevuto dal Comune di Milano e dai vigili del NUIR, cosìcome dal Consiglio di Zona 8, dallo Spazio Agorà  Acli, Villaperta, Ambiente Acqua onlus, Comitato Inquilini via Pascarella e Arci.

La società  civile, impegnata per il recupero dei luoghi e per la valorizzazione della vita all’interno del quartiere, è sempre più numerosa e crescono le iniziative per rilanciare i momenti di contatto tra gli abitanti, come la messa a punto degli orti urbani condominiali.
Una zona periferica e difficile Quarto Oggiaro (MI), luogo noto per lo più per brutti episodi di cronaca e per le vicende della piccola criminalità  (spaccio di droga, furti, occupazioni edilizie). Ma i 32 mila cittadini del luogo, di cui almeno 7mila stranieri, non ci stanno a lasciarsi passivamente etichettare come residenti di un quartiere pericoloso e degradato.

La riappropriazione degli spazi comuni

Alle iniziative dei cittadini attivi della zona si affiancano le azioni di sostegno che provengono dal mondo istituzionale. E il 28 settembre a Quarto l’appoggio dalle istituzioni istituzioni si è manifestato con la partecipazione di più amministratori pubblici alla attività  di volontariato per il recupero dello spazio pubblico in via Pascarella. Risalta il coinvolgimento dell’Assessore ai lavori pubblici e al decoro urbano Carmela Rozza, che abbiamo intervistato. Innanzitutto, l’assessore ha voluto sottolineare che ha partecipato in qualità  di volontario, di cittadino attivo, e, d’altro canto, ha voluto dare il segnale di sorreggere la volontà  di una comunità  che desidera recuperare i luoghi in degrado, a afferma nitidamente che “solo i cittadini sono in grado di esercitare e mantenere concretamente l’azione di cambiamento di cui si fanno promotori ” . Certamente il sostegno della amministrazione pubblica è necessario, tuttavia sono i cittadini che si rendono promotori dell’azione che possono renderla viva nel tempo e darle un lungo respiro, perché se sono gli stessi abitanti ad attuarla sarà  una azione rispettata all’interno del contesto.

La ripresa del vivere civile

La lettura della partecipazione attiva a Quarto Oggiaro è certamente più ampia e da distinguere rispetto alle sempre più diffuse azioni di cittadinanza attiva per il recupero del decoro urbano che verifichiamo sul territorio italiano. Intervenire nel contesto di via Pascarella e nelle zone di piazzetta Capuana, luogo di spaccio e di delinquenza, è un gesto denso di significato: i cittadini occupano gli spazi comuni, conferendo ai luoghi pubblici  quell’intrinseco valore di bene comune da condividere. A Quarto Oggiaro via della Pascarella e Piazzetta Capuana, dove sorge Spazio agorà , il fiore all’occhiello della partecipazione civile nel quartiere,  sono il ” simbolo di ripresa della legalità  e del vivere civile ” .

Una strategia ampia

Una società  civile sempre più numerosa che recupera gli spazi dal vandalismo e dalla delinquenza, rilanciando la possibilità  di vivere gli spazi comuni, sorretti da un’amministrazione presente e in forte connessione con la cittadinanza attiva del quartiere: questo è l’obiettivo che il mondo dell’associazionismo può prefigurarsi in luoghi dove le comunità  vengono minacciate dalla delinquenza. Il settore del volontariato e del no profit ha la possibilità  di creare una sfera di raccordo tra le necessità  dei cittadini e il settore pubblico, mettendo a punto una serie di attività  e servizi da destinare alla comunità , in cui rileviamo però una sfida fondamentale e ancora aperta: come evitare di drenare dal settore pubblico risorse e credibilità ?

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