Lo stato di salute degli edifici e dei servizi offerti nelle scuole italiane

I comuni del nord e del centro investono più del doppio a edificio rispetto alle regioni del sud, dove invece si registra una maggiore necessità  di interventi legati alla fragilità  del territorio, al rischio idrogeologico, sismico e vulcanico

A guidare la graduatoria della qualità  dell’edilizia scolastica anche quest’anno sono sempre le città  del Nord, con Trento in prima posizione seguita da Pordenone e Forlì. Unica eccezione è la città  di Prato in quarta posizione, seguita da altre città  del Nord: Reggio Emilia, Piacenza, Sondrio, Bergamo, Verbania e Bolzano. Il Sud rimane ancora indietro e compare solo a metà  classifica con Lecce, al 21esimo posto. Tra le novità  di quest’anno, c’è da segnalare il ritorno in graduatoria di Roma (che ha fornito dati sufficienti per essere inserita in graduatoria, al 66esimo posto) e di Verona. C’è poi il nuovo ingresso di Aosta che per la prima volta ha partecipato all’indagine di Legambiente.

Servizi per la scuola e buone pratiche ambientali

Ecosistema scuola consegna dei dati positivi che confermano i trend del 2012 sulla raccolta differenziata: plastica (76,8%), alluminio (57,8%), organico (67,9%), pile (58%), carta (83,4%), toner (64,4%), unica eccezione il vetro che con il 68,8% risulta in calo rispetto all’anno precedente (73,3%); crescono il numero di edifici dotati di strutture per lo sport, dal 52,2% del 2012 al 60% del 2013. D’altra parte, diminuiscono i pasti interamente biologici  offerti  (4,8% contro l’8,5% del 2012) e si nota un peggioramento dell’offerta di servizi, causa crisi e minore disponibilità  economica dei comuni: le scuole con aree verdi o giardini sono il 742,4%, le biblioteche per ragazzi all’interno delle scuole sono al 34,7% sul totale; calano i servizi scuolabus dal 30% del 2012 al 22,5% del 2013. L’approvvigionamento da fonti energetiche rinnovabili rimane invece stabile a 13,6%, derivato soprattutto da impianti fotovoltaici (78,1%), e cresce il consumo da fonti rinnovabili che nel totale coprono il 42,3% del fabbisogno energetico. Sono sempre monitorati i casi di esposizione a rischio ambientale indoor e outdoor ma diminuiscono gli interventi di bonifica.

Edifici e sicurezza

Il 32,5% degli edifici necessita di interventi urgenti di manutenzione, oltre il 58% delle scuole è stato costruito prima della entrata in vigore della normativa antisismica del 1974 e ben il 41,2% si trova in aree a rischio sismico, mentre solo il 22% sul totale delle strutture scolastiche ha verificato la vulnerabilità  fisica delle strutture all’evento sismico. Viene sottolineata la difficoltà  finanziaria di effettuare interventi di manutenzione (ordinaria e straordinaria) cosìcome si registra il calo dell’offerta dei servizi (scuolabus e pedibus). La condizione economica e finanziaria più difficile coinvolge tutte le scuole secondarie di primo grado, gli istituti superiori per intenderci, la cui disponibilità  finanziaria e conseguente offerta di servizi dipende dalle province e non dai comuni, difficoltà  imposta da vincoli relativi al sempre citato Patto di stabilità . In tal senso, Legambiente chiede che lo stesso percorso previsto per i comuni vada esteso anche alle province, che devono avere la possibilità  di sbloccare le risorse disponibili uscendo dal Patto.

Le proposte per il futuro

Sono stati individuati come nodi particolarmente irrisolti la sicurezza degli edifici scolastici e la loro riqualificazione energetica. In proposito  Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale Legambiente, sostiene che “questi devono essere uno degli obiettivi prioritari per fare uscire l’Italia dalla situazione di emergenza”, auspicando che il Governo Renzi, nel prossimo finanziamento alle amministrazioni, dia forte impulso ” a progetti che uniscano messa in sicurezza e abbattimento dei consumi energetici ” .
Ricordiamo, tra le iniziative che promuovono la miglioria dell’ecosistema scuola, il  progetto Rock your School, la “scuola di manutenzione civica” che si propone di realizzare nelle scuole un’esperienza di cura condivisa degli ambienti scolastici coinvolgendo vari soggetti: gli  studenti  e gli  insegnanti  direttamente interessati alla bellezza e funzionalità  del luogo formativo; le  amministrazioni pubbliche  preposte alla manutenzione; gli  abitanti e gli imprenditori del quartiere  che riconoscono nella scuola una risorsa di tutti.

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