La disciplina della partecipazione, pur importante, non è tuttavia assimilabile ai Regolamenti di collaborazione con i cittadini diffusi nel 2014
Diritto Norme Regolamenti comunali

Roma Capitale, Municipio Roma I, Regolamento 25 luglio 2014, n. 39

Regolamento sulla partecipazione popolare e sulla istituzione del Laboratorio della cittadinanza

Il Regolamento sulla partecipazione popolare del Municipio Roma I vuole dare attuazione concreta al principio di sussidiarietà orizzontale di cui all ' art 118 u.c. della Costituzione, ma non riesce a raggiungere un rapporto paritario tra pubblica amministrazione e cittadini nel perseguimento dell ' interesse generale.

Il Consiglio del Municipio Roma I, con l’approvazione del Regolamento 25 luglio 2014, n. 39 si ispira ai principi contenuti nella Delibera del Consiglio Comunale n.57/2006 che già riconosceva formalmente nella partecipazione popolare un metodo fondamentale per la formazione delle decisioni in materia di trasformazioni urbane e per la promozione dell’inclusione sociale. Per far ciò esso disciplina percorsi partecipativi con carattere strutturale e di non occasionalità , che si distinguono quindi dalla possibilità riconosciuta a chiunque, in qualsiasi momento, di presentare osservazioni e contributi, e che dunque mirano al coinvolgimento dei cittadini rispetto a temi e a zone urbane di riferimento nelle fasi di programmazione, attuazione e verifica dell’operato dell’amministrazione locale.

Soggetti e atti della partecipazione

I soggetti della partecipazione sono le persone giuridiche o gli enti di fatto portatori d’interessi diffusi che abbiano sede od operino nel Municipio I; le aggregazioni spontanee aventi rilevanza territoriale sorte attorno a specifiche questioni o progetti d’interesse collettivo o diffuso; i cittadini residenti, domiciliati o che lavorano nel territorio del Municipio e che aderiscono, promuovono o sostengono le precedenti associazioni o aggregazioni. Per tutti è richiesta l’iscrizione ad un Registro ove si dimostri il possesso dei requisiti richiesti.
Non vengono menzionati i soggetti di natura imprenditoriale, sono escluse le aggregazioni aventi fini di lucro, e la partecipazione dei singoli cittadini è comunque condizionata ad un collegamento seppur lieve con le associazioni di rilevanza territoriale.
Anche gli atti sottoposti alla procedura partecipativa sono predeterminati: i piani, progetti, programmi ed interventi che abbiano valenza sociale, economica, culturale, ambientale o che riguardino l’organizzazione di servizi di competenza del Municipio, ovvero che vengano segnalati da almeno 500 cittadini/soggetti del territorio e le proposte ed i progetti che emergono dall’attivismo civico.
In questi casi il Municipio promuove ed organizza i processi di partecipazione rendendo disponibili materiali e documenti informativi, raccogliendo contributi consultivi e rendendo disponibile personale tecnico-amministrativo, secondo il principio della massima trasparenza e di quella che viene definita ” comunicazione tempestiva ” .

Il processo partecipativo

Il Regolamento struttura il processo partecipativo, sia esso promosso dal Municipio o dai cittadini, attraverso alcune o tutte le progressive fasi di informazione, dialogo, consultazione, collaborazione e partenariato, monitoraggio. Si prevede quindi che per alcune tipologie di azioni il processo partecipativo si arresti alle fasi iniziali, senza quindi necessariamente giungere alla fase centrale della collaborazione, definita come ” realizzazione di attività di appoggio, supporto, condivisione, messa in comune di competenze e risorse (…) da parte del Municipio e dei soggetti della partecipazione ” . Le ultime fasi infatti possono essere avviate ” tutte le volte che se ne ravvisi l’opportunità e la concreta possibilità ” .
La prima fase, quella dell’informazione, ha durata di 15 giorni e prevede la raccolta e la divulgazione a carico del Municipio delle informazioni, complete ed idonee, ai soggetti iscritti al Registro con l’indicazione del termine per la presentazione di eventuali osservazioni.
Il dialogo e la consultazione, di durata massima di 50 giorni, prevedono incontri organizzati sulla base della documentazione fornita. I risultati dei contributi raccolti riceveranno risposta motivata entro e non oltre i 20 giorni successivi, e comunque non oltre i 3 mesi dall’avvio della fase dell’informazione.
A conclusione del processo partecipativo il Responsabile del procedimento redige un verbale di rendicontazione degli esiti della partecipazione, che verrà esaminato dagli organi competenti del Municipio i quali dovranno pronunciarsi con delibera motivata entro 60 giorni dalla loro trasmissione.
Nel caso in cui il processo sia promosso dai cittadini esso segue gli stessi criteri, tempi e modalità descritti, se non per la richiesta di attivazione che deve contenere l’oggetto o la materia di interesse diffuso e gli elementi identificativi del soggetto richiedente. Tale istanza dovrà essere inoltrata alla Direzione del Municipio che la invia per una visione preventiva all’Ufficio di Presidenza del Municipio ed alla Presidenza del Consiglio municipale.

Questo Regolamento sembra scandire un processo partecipativo macchinoso e poco incentrato sugli effetti di una reale collaborazione tra soggetti di pari livello.
Ne risulta il disegno di un’amministrazione ancora legata ad atti di natura prettamente autoritativa che deve ancora dimostrare la sua capacità di aprirsi ai cittadini e che pone più attenzione sulla propria formale capacità di effettiva trasparenza, efficienza e dialogo piuttosto che sulla comprensione del valore sociale, oltre che materiale, della partecipazione dei cittadini alla tutela dell’interesse generale.
In quest’ottica l’istituzione del Laboratorio della cittadinanza, ovvero il luogo fisico permanente ove si svolgono gli incontri e le consultazioni relativi ai singoli procedimenti, seppur importante, non rimane che il tentativo dell’amministrazione di informare, o di ricevere contributi dei cittadini, in un’ottica ancora distante dalla collaborazione.

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