L'associazione Retake Roma riqualifica il muro in via dei Sardi

L'impegno di Retake Roma non solo per la cura del decoro urbano ma anche come custodi della memoria collettiva

Lenuta, Angela, Antonella, sono solo alcuni dei nomi delle sagome che erano state dipinte con pennelli e vernice in occasione della Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne, il 25 novembre 2012. 240 stampi bianchi tutti uguali, di donne che si tengono per mano quasi a farsi forza l’un l’altra; al centro di ognuna vi è una targhetta riportante il nome della vittima e la data della morte, affinché il murale non sia solamente un ornamento per il muro di proprietà  dei Cavalieri dell’Ordine di Colombo, ma un muro della memoria dedicato al ricordo di tutte quelle vite spezzate.
Poi successe che, nemmeno un anno dopo, qualcuno decise di uccidere quelle donne una seconda volta, imbrattando con volgari disegni e scritte offensive il murale, composto all’epoca da 107 figure, e strappando le targhette dei nomi.

L’intervento di Retake Roma

Si colloca a questo punto l’intervento dell’ associazione Retake Roma, la quale ha deciso di prendersi cura di quel piccolo spazio della città  e si è messa al lavoro per riqualificarlo – cancellando le offese, ripassando con la vernice le silhouette e ricollocando le targhette identificative – e tutelare un altro tipo di bene comune, meno evidente, perché meno tangibile, ma per questo non meno importante: la memoria collettiva (leggi l’editoriale di Giuseppe Cotturri sul tema della memoria come bene comune), che in questo caso riguarda un fenomeno tutto da combattere, e riportare cosìalla mente di tutti coloro che passano in via dei Sardi una realtà  valida ancora oggi: dal 2012 le vittime di femminicidio sono in costante aumento. Ed ecco perché la prossima opera di restauro prevederà  anche la realizzazione di nuove sagome, una per ogni nuova donna uccisa, affinché il loro ricordo non vada perso.

Qui il video dell’operazione di restauro

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