Un decreto innovativo sul patrimonio e le attività artistiche, culturali e turistiche
Costituzione e leggi statali Diritto Norme

Legge 29 luglio 2014, n. 106

La legge è stata promulgata allo scopo di introdurre misure urgenti volte a reperire risorse finanziarie in tre settori strategici per la ripresa dell'economia dell'Italia, vale a dire la tutela del patrimonio culturale, lo sviluppo delle attività culturali e il rilancio dell'industria turistica.

Delle disposizioni contenute in questa legge destano particolare interesse quelle che cercano di valorizzare al massimo l’impiego delle risorse economiche, umane, relazionali e imprenditoriali già presenti sul territorio nazionale. La legge ha infatti il pregio di incentivare i cittadini a sostenere, in vario modo, i beni, le attività e gli enti culturali, ad esempio riconoscendo ai soggetti che vogliano fare donazioni liberali un bonus fiscale, oppure incentivando attività promozionali svolte nell’ambito del servizio civile nazionale, al quale si conferisce in questo modo anche un nuovo e importante impulso. Infine il nostro ordinamento si apre anche a forme sostenibile di turismo come lo sono gli alberghi diffusi e i condhotel, in cui i cittadini, mettendo a disposizione le proprie abitazioni, consentono ai turisti di immergersi completamente nella conoscenza delle tradizioni del territorio.
Analizzando più nel dettaglio le misure cui si è accennato, in primo luogo troviamo il cosiddetto ” art bonus ” (art. 1): si tratta di in un credito d’imposta per favorire le erogazioni liberali a sostegno della cultura che sarà valido per i tre periodi d’imposta a partire dal 1 gennaio 2014. Le erogazioni liberali prese in considerazione sono solo quelle destinate a realizzare interventi di manutenzione, protezione e restauro di beni culturali pubblici, oppure a sostenere gli istituti e i luoghi di cultura di appartenenza pubblica, le fondazioni lirico-sinfoniche e i teatri di tradizione. Sono inoltre considerate le donazioni finalizzate alla realizzazione di nuove strutture ovvero per il restauro e il potenziamento di quelle esistenti di enti o istituzioni pubbliche che, senza scopo di lucro, svolgono esclusivamente attività nello spettacolo. Le norme si applicano, infine, anche alle erogazioni liberali in denaro destinate direttamente ai soggetti concessionari o affidatari di beni culturali pubblici affinché siano effettuati interventi di manutenzione, protezione e restauro. Tutti i soggetti beneficiari dovranno comunicare mensilmente al Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo l’ammontare delle erogazioni liberali ricevute nel mese di riferimento e darne comunicazione nel proprio sito web istituzionale e in un apposito portale web gestito dal Ministero stesso. Inoltre si prevede che il nuovo regolamento di organizzazione del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo debba individuare apposite strutture appositamente dedicate proprio a favorire le elargizioni liberali dei privati e la raccolta di fondi tra il pubblico.
Un’altra disposizione molto interessante riguarda il rilancio del ruolo svolto dal servizio civile nazionale allo scopo di migliorare le attività di valorizzazione dei beni culturali. L’art. 8, c. 3 prevede, a questo scopo, che giovani professionisti di età non superiore ai ventinove anni possano presentare, per il tramite degli uffici amministrativi competenti, anche su richiesta degli enti pubblici territoriali, apposite iniziative nell’ambito del suddetto servizio civile nazionale, aventi l’obiettivo di valorizzare il settore del patrimonio artistico e culturale.
Infine, nuove misure di sostegno arrivano anche per particolari strutture ricettive come condhotel e alberghi diffusi, che vengono incluse tra quelle in grado di accrescere la competitività delle nostre destinazioni turistiche, promuovere l’adozione e la diffusione della ” progettazione universale ” e l’incremento dell’efficienza energetica. L’art. 10, c. 3, stabilisce che il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, con proprio decreto, dovrà aggiornare gli standard minimi, uniformi in tutto il territorio nazionale, dei servizi e delle dotazioni per la classificazione delle strutture ricettive e delle imprese turistiche, includendovi anche condhotel e alberghi diffusi. Nel fare ciò si dovrà tener conto delle specifiche esigenze connesse alla capacità ricettiva e di fruizione dei contesti territoriali e dei sistemi di classificazione alberghiera adottati a livello europeo e internazionale.

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