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Studiare, proteggere, valorizzare e sfruttare al meglio le potenzialità  e le opportunità  offerte dalle aree rurali
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Il progetto C-BIRD e lo sviluppo rurale in Europa

Tra ricerca, innovazione e tradizione

In che modo in Europa la pluralità  di soggetti coinvolti nel settore dello sviluppo ambientale e dell'innovazione rurale contribuiscono ad accrescerlo ed incrementarne le prospettive di espansione, rispondendo alle esigenze del territorio e dei cambiamenti sociali, economici ed ambientali? Questo l'oggetto di studio del progetto europeo "C-BIRD, Cooperative, business and innovative rural development: synergies between commercial and academic partners".

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C-BIRD ha lo scopo di promuovere la conoscenza dello sviluppo rurale sostenibile e di fornire soluzioni ad hoc ai bisogni di ciascuna area analizzata. Il progetto  coinvolge diversi paesi europei, alcuni tramite partners accademici: l’Italia, ad esempio, mediante Euricse, o la Spagna e l’Irlanda mediante i settori di ricerca delle loro università ; altri, come Serbia e Bulgaria, attraverso partners commerciali, associazioni e organizzazioni di produttori, organizzazioni non governative, imprese sociali ed enti di ricerca del settore agricolo ed ambientale.
In particolare, il progetto prevede lo scambio e l’interazione tra due figure, ricercatori ed operatori del settore, per studiare il ruolo di cooperative, associazioni ed istituzioni ad esse correlate, all’interno dei processi di innovazione e sviluppo rurale.
Allo stesso tempo, il programma si pone l’obiettivo di creare ed incrementare lo sviluppo rurale cooperativo, attraverso la diffusione di conoscenze e know-how, accompagnate dalla divulgazione di pratiche sostenibili. Il tutto alla luce dei continui e repentini cambiamenti verificatisi negli ultimi anni, ed ancora in corso, nell’economia, nella società  e nel territorio europeo, anche in seguito ai mutati scenari politici, che hanno portato alla nascita di provvedimenti e normative incisive nel settore agricolo.
E dunque, ci si chiede in che modo le istituzioni, gli enti, le cooperative siano in grado di gestire tali cambiamenti, di affrontarli e fornire soluzioni atte a garantire un progresso sostenibile; mediante quali azioni e modelli di organizzazione della produzione questi soggetti riescano ad incidere e contribuire alle economie locali.
I riflettori dell’iniziativa europea sono puntati soprattutto sull’organizzazione in forma cooperativa: sulle potenzialità  e criticità  di questo tipo di organismi, sia negli aspetti prettamente gestionali e sulle strategie messe in atto per competere sui mercati nazionali ed internazionali, sia riguardo la capacità  di influenzare vaste aree rurali, direttamente proporzionale al legame col territorio che tali forme organizzative riescono a raggiungere.
Il risultato atteso è di individuare i soggetti che si trovano effettivamente alla guida dei mutamenti rurali, di esplorare le attività  economiche e produttive che accrescono la sostenibilità  economica, sociale ed ambientale, di supportare le best practices delle aree rurali più attive e vivaci, in particolare, ma non solo, nel settore agricolo. Infine si vuole identificare mediante analisi e ricerche le caratteristiche chiave dello sviluppo in tali territori rurali, esaminando le ragioni dell’esistenza di differenti modelli di organizzazione di enti e strutture che operano in questo settore (ad esempio, movimenti cooperativi o organizzazioni di produttori).

Il caso di Almerìa

Almerìa è una delle province spagnole coinvolte nel progetto. Contraddistinta dal dualismo geografico costa – zone interne, è stata oggetto di studi e ricerche da parte di Jacopo Sforzi, ricercatore Euricse, che nell’ottica del progetto C-BIRD ha analizzato le caratteristiche fondamentali dell’economia e dei modelli organizzativi di produzione del territorio. Dall’indagine è emerso che il motore trainante dell’economia almeriense è l’agricoltura intensiva praticata nelle zone costiere, mentre nelle aree interne, grazie all’azione di gruppi di sviluppo rurale che coinvolgono attori pubblici e privati, si stanno man mano affievolendo i fenomeni di degrado ed abbandono del territorio, dovuti soprattutto alla quasi totale assenza di servizi.
Insomma, studiare, proteggere, valorizzare e sfruttare al meglio le potenzialità  e le opportunità  offerte dalle aree rurali, in maniera cooperativa, con politiche ad hoc ma allo stesso tempo integrate e definite a livello europeo è un buon modo di occuparsi dell’ambiente.

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