Studiata una mappa di comunità per trovare insieme punti di forza e criticità
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Patto di comunità in linea con il progetto FAGUS

Nel Parco Nazionale del Gran Sasso e dei Monti della Laga si pensa ad un metodo di sviluppo e tutela collettiva del territorio

Sulla scia del progetto FAGUS, in Abruzzo si lavora ad un patto di comunità come modello di gestione condivisa del territorio. Il progetto è stato promosso all'interno del Parco Nazionale del Gran Sasso e dei Monti della Laga con lo scopo di salvaguardare e al contempo sviluppare il territorio, in collaborazione con la comunità locale.

Progetto Fagus

Lo scorso dicembre si è compiuto un passo in avanti nella stipulazione di un patto di comunità all’interno del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga.
Il Parco ha partecipato al quarto appuntamento per la realizzazione del progetto FAGUS, avviato nel 2013, con lo scopo di assicurare la conservazione a lungo termine degli habitat in alcuni parchi nazionali italiani.
Il progetto ” Forests of the Apennines: Good practices to coniugate Use and Sustainability ” (FAGUS) ha lo scopo di contribuire all’attuazione della politica e della normativa comunitaria in materia di natura e biodiversità , in particolare della direttiva concernente la conservazione degli uccelli selvatici e di quella relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali, della flora e della fauna selvatiche contribuendo alla costituzione del network europeo di aree protette Rete Natura 2000.
Il punto di forza del progetto sta nella collaborazione di più enti ed associazioni nello sviluppo di aree di patrimonio del Parco Nazionale, che permette ai singoli cittadini di far presente quelle che sono le prime necessità e di individuare una strada comune per il progresso e la conservazione dell’ambiente naturale.
Nell’ultimo appuntamento si è discusso, appunto, dell’approvazione di un patto di comunità che valga come protocollo di buone pratiche, per coniugare nel giusto modo l’utilizzo, e al contempo la sostenibilità , del patrimonio forestale del Parco.
Le zone interessate si estendono nei comuni di Pietracamela e Crognatelo (TE), piccoli comuni abruzzesi con un’evoluzione demografica in calo, che necessitano di collaborazione e partecipazione attiva per salvaguardare l’ambiente circostante.

Una mappa di comunità che evidenzia le singole criticità

All’incontro hanno partecipato: tutti gli enti locali, l’ente Parco, l’Amministrazione Separata dei Beni di Uso Civico di Intermesoli e Pietracamela, l’Ufficio Territoriale per la Biodiversità del corpo forestale, la Pro Loco e la comunità locale. Il vero successo dell’incontro è stato la grande presenza di giovani, motivati a dare un contributo per la tutela del proprio territorio, cercando insieme una soluzione per nuove opportunità di lavoro e arginando l’inevitabile fenomeno di spopolamento.
Negli incontri precedenti era stata studiata e creata una mappa di comunità utile a far emergere criticità su cui operare, con urgenze e punti di forza sui quali spingere per lo sviluppo ambientale, sociale, turistico e culturale. Tra gli elementi da valorizzare sono emersi: il Bosco vetusto di Fonte Novello, le feste della tradizione e la pastorizia, siti archeologici e beni architettonici, elementi culturali legati al dialetto e alla cultura materiale, ma anche turistici, come gli impianti sciistici di Prati di Tivo e Prato Selva. Tra le criticità emerse: il problema dei cinghiali, l’insufficienza di abbeveratoi per il bestiame, la sentieristica e la mancanza di prospettive occupazionali per i giovani residenti.

Un altro obiettivo, prospettato all’incontro, sarà quello di creare un processo di rivitalizzazione di un percorso sul sentiero “Fonte vecchia”, che l’amministrazione si è impegnata ad affidare con un regolamento per i beni comuni. In questo processo è richiesta una forte collaborazione da parte degli abitanti dell’area.
Inoltre, al Parco è stato chiesto di fornire sostegno nella progettazione di laboratori di educazione alla sostenibilità ambientale, mentre all’Ufficio Territoriale per la Biodiversità , di estendere ai collaboratori tutto il background di conoscenze necessarie per una riqualificazione ed un rilancio del percorso naturalistico.
Si tratta di un patto per la natura e per la cura del proprio territorio, che si offre come modello replicabile dinamico ed aperto a nuove prospettive, obiettivi e partecipazioni.

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