Il festival è stata l'occasione per denunciare le condizioni dell'hotspot di Pozzallo

Il tema di questa edizione è stato quello delle  “alternative mediterranee ” ed obiettivo è offrire uno spazio aperto di condivisione e riflessione delle voci del mediterraneo alla luce delle scelte politiche italiane ed europee in materia di immigrazione.
Eventi, laboratori, incontri di formazione ma anche musica e teatro hanno animato la città  di Pozzallo che, dopo Lampedusa, ha ospitato il festival.

Sabir Festival

La scelta della città  di Pozzallo come location dell’evento è emblematica della denuncia che si vuole trasmettere sulla  responsabilità  collettiva delle decisioni europee che hanno trasformato, attraverso l’istituzione degli hotspot, i luoghi di approdo (Lampedusa, Pozzallo, Trapani, Augusta, Porto Empedocle) in luoghi di detenzione, presa d’impronte forzosa e respingimenti differiti.
Il festival è stato dunque anche un occasione di denuncia per lo stato in cui volge l’hotspot di Pozzallo in cui attualmente si trovano circa 120 minori non accompagnati. La struttura che dovrebbe ospitare i migranti per massimo 72 ore, secondo quanto previsto, è diventata un luogo di reclusione per i giovani che ormai vi risiedono da più di un mese e che non possono abbandonare, data l’indisponibilità  di altri luoghi di accoglienza per minorenni nel territorio nazionale.

Il nome del festival fa invece riferimento all’idioma  Sabir,    parlato in tutti i porti del Mediterraneo dal Medioevo fino a tutto il XIX secolo. Uno strumento di comunicazione in cui confluivano parole di molte lingue del Mediterraneo (tra cui l’arabo, l’occitano, il greco, il catalano, il turco, il siciliano, il veneziano, il genovese) e che consentiva ai marinai e ai mercanti dell’area di comunicare fra loro.

Eventi principali

I partecipanti al festival sono stati oltre  1300 provenienti da 25 paesi diversi, mentre 800 sono stati gli iscritti ai diversi workshop organizzati.
Tra i numerosi eventi che hanno caratterizzato il festival,  si sottolinea il dibattito con la Presidente della Camera dei Deputati Laura Boldrini che ha incontrato il 13 Maggio  circa 300 studenti delle scuole di Pozzallo per confrontarsi con loro sull’idea di Europa, sfide e cambiamenti.
Il 13 Maggio   si è inoltre tenuto il confronto organizzato dalla Commissione Diritti Umani del Senato in collaborazione con il Comune di Pozzallo ” Città  di frontiera, Comunità  locali e Società  civili ” a cui hanno partecipato  i sindaci dei comuni di Pozzallo, Lampedusa, Riace, Ventimiglia che da anni sono impegnati nella gestione dei migranti presenti, o che transitano, nei loro territori in maniera propositiva, critica e costruttiva.
Il 15 Maggio   si è svolto l’evento conclusivo del Sabir Festival, la marcia ” No ai Muri, Si  all’Accoglienza ” manifestazione contro i muri interni ed esterni all’ Unione Europea, per la chiusura di tutti gli hotspot, per la cancellazione dell’accordo UE-Turchia e per un’accoglienza dignitosa.
La marcia partita dalla spiaggia di Pozzallo si è conclusa proprio nel centro di identificazione dei migranti per manifestare la propria solidarietà .
Questa edizione del Sabir Festival è stata  dedicata al ricercatore italiano Giulio Regeni, ucciso in Egitto,  come ha sottolineato sia la presidente dell’ Arci nazionale Francesca Chiavacci e come dimostra lo striscione di Amnesty International “Verità  per Giulio Regeni” appeso sulla facciata del municipio.

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