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SOS, la prima Scuola Open Source nata a Bari, è pronta ad aprire i battenti

A seguito dei tre laboratori XYZ realizzati nel luglio 2016, in autunno partiranno le attività  della prima Scuola Open Source

Incontro, socializzazione, collaborazione in un costante divenire, un continuo work in progress.  E' questo l'obiettivo di SOS, la Scuola Open Source, la prima dedicata all'innovazione sociale e tecnologica e alla condivisione della conoscenza, dello spazio e dei valori; una community di artigiani digitali, maker, artisti, designer, programmatori, hacker, progettisti, insegnanti, sognatori e innovatori che agiscono assieme, sperimentando nuovi modelli e pratiche di ricerca, didattica, mentoring e co-living.  

La Scuola Open Source nasce come disegno educativo del gruppo barese di designer e grafici FF3300 formatosi dentro e intorno al Politecnico di Bari, al quale si sono via via aggiunti i ragazzi di XYLAB, il laboratorio di ricerca e co-progettazione nato nell’ambito dell’iniziativa ” Laboratori dal Basso ” promossa dalla Regione Puglia.
Si ispira ad esempi illustri, come la Bauhaus di Walter Gropius, la fabbrica di Adriano Olivetti o la comunità  scacchistica di Roycroft, proponendosi come ” Istituto Didattico, Centro di Ricerca e Consulenza, Artistica e Tecnologica, per l’Industria, il Commercio e l’Artigianato (digitale e non) ” per il pubblico e il privato, per ragazzi, adulti, professionisti e manager.
La metodologia didattica adottata è quella di XYLAB in cui i partecipanti lavorano assieme ai docenti e ai tutor su progetti di ricerca, condividendo conoscenza e competenze, per rendere più efficienti segmenti produttivi già  esistenti, abbassando i costi di produzione, stimolando l’autoproduzione come forma di auto-imprenditorialità  e sviluppando capacità  progettuali ibride, frutto della contaminazione fra diverse professioni.

Tre laboratori, ventiquattro docenti, sessanta partecipanti

sos_2Costruita la comunità  SOS, che ha permesso alla Scuola di candidarsi al Bando #Chefare3 nel 2015, aggiudicandosi il podio, la fase successiva ha visto la realizzazione, nel luglio 2016, dei tre laboratori X – Identity, Y – Tools e Z – Processes  utili a strutturare operativamente, in maniera orizzontale e cooperativa, identità , strumenti e processi di funzionamento della Scuola, che aprirà  i battenti in autunno.
Dal 18 al 30 luglio 2016, infatti, ventiquattro docenti e tutor di fama internazionale,  quali i direttori di cheFare, Bertram Niessen, e dell’Isia di Urbino, Luciano Perondi; Giovanni Lussu e Giovanni Anceschi, tra i massimi teorici italiani di design; Giacomo Leonzi, cofondatore del primo FabLab italiano a Torino;  Salvatore Iaconesi, hacker e progettista,  assieme a sessanta partecipanti selezionati fra 199 richieste dall’Italia e dall’estero si sono dati appuntamento tutti i giorni dalle 9.30 alle 19.30 nella Sala Murat, messa a disposizione da Impact Hub Bari, e nel vicino Isolato 47 in Strada Lamberti, dove la SOS avrà  sede.
Dodici giorni di full immersion a base di multidisciplinarietà , condivisione, interconnessione, collaborazione, per conoscersi e conoscere.
Rete è, dunque, la parola d’ordine che ha permesso di aprire le porte della Scuola Open Source: rete di saperi, di idee, di strumenti, di approcci per un nuovo modello educativo in una scuola sempre aperta e innovativa.

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