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Bergamo stringe un patto con i suoi cittadini: 15 luoghi da rigenerare

Sul sito dell ' ente comunale tutti i luoghi di cui prendersi cura e le tempistiche per partecipare all ' iniziativa

Volontariato civico rivolto ai singoli cittadini e regolamento per i beni comuni, da qui parte il progetto innovativo della giunta Gori: per ogni struttura un progetto coerente e sostenibile pensato dalla comunità per garantire il buon esito di questo percorso di collaborazione.

Adottare un bene e prendersene cura per coinvolgere la cittadinanza, aprendo cosìun dialogo continuo e costante tra l’amministrazione e la comunità . E’ il progetto messo in campo dal comune di Bergamo, che pone al centro l’identificazione, la protezione e la tutela dei beni comuni presenti sul territorio.
L’assessore all’Ambiente Leyla Ciagà , ha presentato i luoghi che potranno essere oggetto di un patto di collaborazione e le tempistiche per partecipare all’iniziativa, che coinvolge tutti gli enti e le associazioni interessate a dare il proprio contributo per rendere la città migliore, a partire dall’impegno e dalla volontà di ognuno.
Così, dopo aver varato il Regolamento sui beni comuni, la giunta Gori si appresta a fare un ulteriore passo in avanti verso lo sviluppo, passando per un lavoro sinergico: patti di condivisione pensati per regolare la salvaguardia di luoghi pubblici e l’apertura di spazi altrimenti chiusi. Un esempio di cittadinanza attiva che definisce le buone prassi di comportamento, nel tentativo di sensibilizzare alla partecipazione.
Sono molti gli spazi da restituire alla collettività , da liberare e rendere fruibili, quindici in totale. Si va dall’immobile ex Gres, agli ex negozi di via San Lorenzo, passando per il padiglione nel parco Beata Cittadini di Loreto, il parco Goisis di Monterosso e il parco Baden Powell di Celadina. E poi ci sono, ancora, le aree cani di tutti i parchi della città , l’area verde di via Mozart, detta ” il bosco ” , e la pista ciclabile tra via Gavazzeni e la circonvallazione. Le schede relative alle location saranno pubblicate sul sito del Comune, insieme a tutte le informazioni utili per presentare i progetti.

Una particolare declinazione

Ripensando il modello già attivo sia a Bologna che a Torino per quanto riguarda la gestione dei beni comuni, la giunta di Bergamo lo ha declinato al proprio contesto, quello di una città di medie dimensioni, semplificando e riadattando i testi elaborati negli altri Comuni. In particolare il regolamento per i beni comuni si rivolge a enti e associazioni, e prevede la possibilità di adottare uno spazio pubblico attualmente in disuso. Per favorire ancora di più il dialogo con la cittadinanza, è stato integrato anche un regolamento sul Volontariato Civico, che si rivolge ai singoli, per disciplinare la cura e l’apertura degli spazi, le piccole manutenzioni e alcune attività lavorative in forma digitale. Molto chiare, su questo, le intenzioni del Sindaco Giorgio Gori, che ha dichiarato: “Non si chiede ai cittadini di sostituirsi all’ente comunale, diversamente, si tratta di un’aggiunta ai servizi previsti che consentirà di aprire i luoghi della città , riconoscendo a tutti il giusto valore“.
Per ogni struttura un progetto coerente e sostenibile, in questo modo i cittadini individueranno le funzioni in base alle necessità e potranno ricorrere a tutta la loro creatività per garantire il buon esito di questo percorso di collaborazione. Fino al 15 novembre sarà possibile inoltrare i progetti e spetterà , poi, a Palazzo Frizzoni analizzarli e valutarli, scegliendo i migliori.
Bergamo inizia, proprio da qui, il suo processo di cambiamento, a partire da un progetto condiviso, dall’ascolto dei cittadini e dalla partecipazione. In questo modo si realizza il rispetto dei diritti fondamentali sanciti dalla Costituzione, riconoscendo importanza agli spazi che si abitano, rigenerandoli e proteggendoli.

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