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Biodistretto Val di Vara: partecipazione e agricoltura biologica

Valorizzazione del territorio con aziende, cittadini e amministrazioni comunali

Il biodistretto della Val di Vara è la soluzione ideata da sette Comuni montani della provincia di La Spezia, per arginare il fenomeno dell'abbandono e del declino delle zone rurali e per la promozione di pratiche ecosostenibili per le attività agricole.

Sono Varese ligure, Maissana, Carro, Carrodano, Zignago, Sesta Godano e Rocchetta Vara i sette Comuni a costituire il biodistretto della Val di Vara. La realtà che si è andata a consolidare all’interno della valle appenninica è innovativa e sigificativa. Si tratta, infatti, di un esperimento riuscito, concepito da pubbliche amministrazioni, imprese agricole e associazioni di operatori biologici.
Lo scopo principale è quello di promuovere metodi di agricoltura e allevamento biologici, intervenendo su una gestione sostenibile delle risorse. Lo possiamo intendere come un vero e proprio patto di cooperazione tra i Comuni della Val di Vara e i consorzi di oltre cento imprese e organizzazioni, tra aziende, cooperative zootecniche, fattorie, agriturismi e ristoranti. La varietà di attori che il biodistretto riesce a mettere in contatto è un elemento centrale, non solo per la commercializzazione dei prodotti locali e la convergenza di interessi pubblici e privati all’interno della Val di Vara. L’azione partecipata dei soggetti coinvolti permette, infatti, una reale opera di promozione del territorio: si punta, infatti, alla valorizzazione dei borghi antichi e delle risorse naturali e paesaggistiche, come pure all’incentivazione del volontariato e dell’associazionismo.

La storia

Il percorso del biodistretto trova le sue radici nell’operato dell’ex sindaco di Varese Ligure, Maurizio Caranza, scomparso nel 2007. Negli anni Novanta ottenne, sia un piano di riconversione delle aree rurali dalla regione Liguria, sia la certificazione di qualità ambientale dalla comunità europea. La vallata più estesa della Liguria è stata, così, oggetto di una conversione al biologico che agiva su almeno due aspetti principali: la cooperazione fra le istituzioni comunali e le aziende agricole per la promozione dei metodi di agricoltura biologici e l’instaurazione di una rete interattiva di relazioni economiche, commerciali e sociali fra le cittadine della Val di Vara e altri centri urbani della regione, primi fra tutti quelli delle Cinque Terre. Questo progetto è stato supportato dall’Associazione italiana per l’agricoltura biologica (Aiab) e da Aiab Liguria, che hanno facilitato il coinvolgimento delle aziende agricole interessate. Grazie alla legge regionale n.66 del 2009 sono stati identificati i criteri per il riconoscimento di un territorio come biodistretto (qui l’elenco). Il riconoscimento formale della nascita del biodistretto Val di Vara è arrivato nel 2013 con delibera della giunta regionale della Liguria. L’anno successivo, il 23 marzo 2014, è stato firmato l’atto costitutivo del biodistretto fra le varie realtà del territorio (qui l’elenco dei soci fondatori).

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