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Fare del bene fa star bene: ma possiamo fare di più?

Dalla pandemia all'avvenire. Nel corso della 36° Giornata Internazionale del Volontariato, tenutasi a Roma, si è parlato di cos'è oggi il volontariato e di come migliorarlo per il prossimo futuro

volontariato

Il volontariato «è una straordinaria energia civile che aiuta le comunità ad affrontare le sfide del tempo e le sue difficoltà». Così si è espresso il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, il 5 dicembre in occasione della Giornata internazionale del Volontariato. Per celebrarla si è tenuto presso il teatro Sala Umberto a Roma l’evento “Volontari ora, per un futuro condiviso. Dall’emergenza alle sfide per la ripresa”, organizzato da CSVnet, Forum nazionale Terzo Settore e Caritas Italiana, col fine di fare il punto sul volontariato di oggi e pensare cosa migliorare domani.

Il volontariato va riconosciuto e premiato

Il talk introduttivo ha dato modo ai rappresentanti delle organizzazioni di fissare i nodi su cui concentrare la discussione, primo fra tutti la necessità di colmare il gap fra riconoscimento teorico e reale accessibilità al volontariato, così come suggerisce Vanessa Pallucchi, portavoce di Forum Terzo Settore. A seguire l’augurio del presidente di CSVnet, Chiara Tommasini, per una partecipazione attiva della comunità e Don Andrea La Regina, responsabile nazionale dei macro progetti della Caritas Italiana, che sottolinea il fatto che il volontariato non deve identificarsi semplicemente come «ammortizzatore sociale», ma elevarsi a molto di più, a vero e proprio polo di riferimento per la nostra comunità. Numerose le testimonianze dell’impegno che è stato necessario ai volontari italiani per poter continuare la loro opera durante la pandemia, di cui emblema può diventare la città di Bergamo: tramite un breve video è stato lo stesso sindaco della città, Giorgio Gori, ad annunciare che sarà nominata prima città italiana del volontariato nel 2022.

Sindaco della città di Bergamo Giorgio Gori, durante il video messaggio per la Giornata Internazionale del volontariato (fonte: Autrice)

Il volontariato del futuro

Si è riflettuto assieme agli esperti Luca Gori, giurista dell’Università Sant’Anna di Pisa, e Linda Laura Sabbadini, statistica dell’Istat, su quali siano stati gli effetti della pandemia sul volontariato presente e futuro, partendo dall’incremento delle disuguaglianze. Si contano circa un milione di poveri in più, con un ulteriore aggravarsi della situazione del divario di genere. Le donne sono state quelle più colpite lavorativamente parlando, partendo già, in molti casi, da una situazione precaria. Si è proseguito poi ponendo l’accento sulla transizione informatica e sul coinvolgimento attivo dei giovani: il sostegno informatico permette una capillarità al volontariato che è stata quanto mai essenziale in questi mesi di norme per il distanziamento sociale, ma come rendere queste organizzazioni più attrattive per i più giovani? La chiave di volta la troviamo in una delle componenti del volontariato stesso, la fiducia. Lasciare spazio e permettere di andare oltre la semplice quanto importante manovalanza, e dare l’opportunità di entrare attivamente nella «dimensione del pensare», nei settori decisionali di queste organizzazioni. Combinare freschezza e innovazione è l’avvenire: il futuro del volontariato e il volontariato del futuro.

Beni comuni: la società della cura

Molto importanti il senso di consapevolezza e quello di orgoglio trasmessi dal Presidente emerito dell’Associazione Labsus, Gregorio Arena: il volontariato italiano è l’unico a disporre di un riferimento costituzionale, all’articolo 118 col principio di sussidiarietà, la cui applicabilità concreta costituisce uno degli obiettivi principali della sua organizzazione. Ma c’è di più. La filiera a cui siamo tradizionalmente abituati è volontariato−persone−beni: prendendoci cura delle persone talvolta ci prendiamo cura di conseguenza di Beni comuni, che sono nell’interesse dell’intera comunità comunità (beni immateriali come la salute pubblica, ad esempio. Allora quale sarebbe l’elemento novità? La filiera può essere invertita in volontariato−beni−persone, perché i Beni comuni non hanno senso in sé, ma lo acquistano in virtù di come poi possono essere funzionalmente utilizzati dai cittadini. La loro cura va considerata come fondamentale nel settore del volontariato, perché fondamentalmente dietro i beni ci sono le persone; ed ecco la novità: la circolarità degli effetti della cura. Emblematico è l’esempio delle mura scolastiche ridipinte dai genitori degli alunni: il presidente si fa testimone del fatto che quelle mura, una volta ridipinte, poi non siano mai più state sporcate…ecco che quindi il Bene comune diventa anche mezzo di educazione civica. Migliorare la qualità dei beni migliora la qualità della vita, dando impulso al senso civico e al senso di appartenenza ad una comunità, assolutamente da ripristinare a pieno titolo in questa epoca storica.

Gregorio Arena, Presidente emerito Associazione Labsus (fonte: Autrice)

Altruismo e autorealizzazione: possiamo fare di più

Costruire una società fondata sulla responsabilizzazione, sul prendersi cura di, sull’empatia e sulla solidarietà è politica, «la forma più alta di carità è la politica» ci fa riflettere Don Andrea. Il volontariato diventa polo indiscusso di questo tipo di struttura, polo dell’interesse generale, espressione che, come l’articolo 118 della nostra costituzione suggerisce, indica il pieno sviluppo della persona. La riflessione del presidente Arena pone senz’altro un accento innovativo alla tradizionale visione del volontariato: prendersi cura di un Bene comune è una scelta libera, che nel momento in cui viene presa reca di conseguenza benessere all’altro, ma anche (e all’inizio forse soprattutto) un benessere alla propria persona. Ricorre quindi quell’interesse generale costituzionalmente definito: il volontariato è un atto di solidarietà e di altruismo, ma con una componente di realizzazione personale notevole. In conclusione della 36° Giornata Internazionale del volontariato, Gregorio Arena ha affermato con forza che «fare del bene fa star bene», perciò alla fine possiamo fare di più.

Foto di copertina: Palco del teatro Sala Umberto , Roma, 5 dicembre 2021 Giornata Internazionale del Volontariato (Credits: Federica Ferraiuolo)