Nel Comune di San Cesario sul Panaro è stato pubblicato un avviso volto a individuare uno o più partner, anche in forma aggregata, per attivare un partenariato speciale pubblico-privato, ai sensi dell’art. 134, comma 2, del d.lgs. 36/2023, finalizzato alla valorizzazione e alla gestione strategica del complesso monumentale di Villa Boschetti.

La cornice, presentata anche nella notizia sul sito comunale, è quella di un patrimonio pubblico già largamente recuperato, 3 ettari di parco monumentale e circa 3.000 mq in gran parte restaurati, che il Comune mette a disposizione a canone zero, chiedendo una regia progettuale e gestionale capace di far vivere gli spazi come infrastruttura culturale collettiva, con continuità e riconoscibilità.

L’avviso prevede la configurazione del rapporto nei termini di un contratto a titolo gratuito per l’Amministrazione, espressamente non riconducibile agli schemi dell’appalto o della concessione, nell’ambito del quale non è previsto alcun canone. Naturalmente si tratta di un rapporto differente rispetto al rapporto che si instaura tramite i patti di collaborazione, nella misura in cui si procederebbe alla selezione del partner a seguito di un’apposita procedura valutativa, sul quale ricadrà la responsabilità gestionale continuativa del bene, nonché gli oneri connessi alla realizzazione di una serie di investimenti strategici finalizzati alla valorizzazione del bene. Nella gestione del bene, dunque, l’apporto dell’amministrazione comunale si limiterebbe prevalentemente alla concessione gratuita del bene e all’eventuale riconoscimento di una contribuzione pubblica.

La scelta di attivare un partenariato speciale viene motivata dall’esigenza di superare una condizione tipica di molti luoghi della cultura, nei quali prevale la frammentazione, in assenza di un disegno unitario che trasformi il bene in un presidio quotidiano e accogliente. Come si evince dalla notizia condivisa dal Comune, la Villa non deve essere un semplice insieme di spazi, ma un polo culturale vivo, continuo e riconoscibile, integrando la biblioteca, spazi espositivi, il parco ed eventi. L’avviso collega esplicitamente questa traiettoria a un lavoro di ascolto e partecipazione territoriale e alla prospettiva della Convenzione di Faro, richiamando l’idea di una comunità che non si pone solo come un pubblico destinatario, ma parte attiva nella produzione di significato e nell’uso responsabile del patrimonio.

Per ulteriori informazioni, consulta l’avviso pubblico e la pagina informativa del Comune.

Immagine di copertina: Vardan Papikyan su Unsplash