I fiumi, soprattutto quelli delle grandi città, hanno sempre suscitato grande diffidenza. Da un lato garantivano utilità essenziali per gli insediamenti di nuova formazione come acqua, nutrimento, trasporto di merci e persone. Tuttavia, a fronte di questi innegabili vantaggi, i fiumi, non hanno mai risparmiato le città da calamità terribili come piene ed esondazioni, inconvenienti non più tollerabili per quelle città che nei secoli sono cambiate radicalmente. Così, con il passare del tempo, i fiumi sono stati dimenticati. Sono stati relegati a mero elemento di contorno del paesaggio urbano, confinati in spazi angusti e poco accessibili, schiacciati da pesanti argini in pietra che, ancora oggi, spezzano il naturale dialogo con la città e soprattutto con i cittadini. Per questo è necessario passare dalla logica del muro – o meglio dell’argine – che separa, ad un nuovo modello di gestione dei fiumi e del loro territorio che possa ricucire quel ancestrale legame tra acqua, città e persone. Tra i vari istituti non autoritativi, espressione di questo nuovo paradigma, a disposizione dell’amministrazione e dei cittadini spiccano i Contratti di Fiume. Questi strumenti di amministrazione condivisa sono stati recentemente introdotti all’art. 68-bis del codice dell’ambiente dalla legge n. 221 del 9 dicembre 2015, quali strumenti volontari di programmazione strategica e negoziata che concorrono alla definizione e all’attuazione degli strumenti di pianificazione di distretto a livello di bacino e sottobacino idrografico. Ed è proprio grazie ad un Contratto di Fiume che a Roma il Tevere sta tornando al centro del dibattito cittadino in linea con gli obiettivi di sostenibilità che l’ONU intende raggiungere entro il 2030 quali: la gestione delle risorse idriche e la protezione dai rischi idraulici, la qualità delle acque, la qualità ambientale, l’accessibilità e la fruizione dei fiumi.
Per conoscere da vicino la storia del Contratto di Fiume Tevere da Castel Giubileo alla foce abbiamo intervistato l’Architetta Laura Clerici vicepresidente dell’associazione Agenda Tevere ETS, associazione promotrice del Contratto di fiume Tevere, e a partire dall’aprile 2025 membro esterno della Segreteria Tecnica dei Contratti di Fiume Tevere e Aniene in seno alla Città metropolitana di Roma Capitale Soggetto Responsabile della gestione ed attuazione del Contratto di Fiume Tevere dal 22 febbraio 2022.
L’origine del Contratto di Fiume Tevere

Parco di affaccio di Ponte Marconi ©Laura Clerici
Il Contratto di Fiume Tevere ha avuto origine a seguito di un processo partecipativo, nato nel 2016, promosso da Agenda Tevere ETS, “un’associazione indipendente, catalizzatore civico per la rigenerazione e valorizzazione del tratto urbano del fiume Tevere, un bene comune collettivo la cui tutela e rigenerazione è una responsabilità condivisa”. Tutto è iniziato con l’approvazione, nel 2017, del Manifesto d’Intenti, sottoscritto da Agenda Tevere ETS, Pubbliche Amministrazioni, Università, Istituti di Ricerca, Ordini Professionali, Imprenditori e Associazioni territoriali.
Il “corso” del Contratto di Fiume Tevere si è articolato in quattro fasi principali. A partire dal 2018, in una prima fase del processo del Contratto di Fiume Tevere, il Comitato dei Promotori ha definito e formalizzato la struttura e le regole di governance del processo del Contratto con la costituzione di due organi interni: il Comitato interistituzionale e la Segreteria Tecnica. Successivamente la Segreteria ha istituito i Tavoli di Lavoro. In questa fase, prettamente documentale e di ricerca, i Tavoli di Lavoro si sono occupati di studiare i dati disponibili; implementare l’Analisi Conoscitiva; definire i valori e le questioni critiche; sviluppare gli obiettivi specifici predefiniti nel Manifesto di Intenti e impostare le linee strategiche fino alla definizione del Documento Programmatico del Contratto di Fiume Tevere. Si tratta di un documento strategico, sottoscritto nel 2018 dai soggetti già aderenti al Manifesto di Intenti, in cui sono programmate le decisioni, le priorità e gli obiettivi del formalizzando Contratto di Fiume Tevere.
La seconda fase del processo del CdF Tevere è stata avviata con la strutturazione del Primo Programma Triennale di Azione al quale hanno contribuito i Tavoli di Lavoro coordinati dalla Segreteria Tecnica, programma che individua le linee guida per le azioni e definisce le strategie comuni, gli assi strategici, le macro azioni e le possibili tipologie di azione.
Nella terza fase che va dal 2020 al 2022, la Segreteria Tecnica del CdF Tevere ha recepito gli esiti delle attività e i documenti dei Tavoli di Lavoro; ha strutturato e formalizzato gli assi strategici, le tipologie di azione, gli obiettivi specifici, il corpo delle azioni del primo programma triennale di azione 2022-2025; ha inquadrato la fattibilità tecnico-economica ed il relativo Quadro Economico ed ha elaborato il Quadro Sinottico alla luce del Documento Programmatico e del Programma Triennale di Azione.
La quarta fase ha conciso con la firma dell’Atto di Impegno del Contratto di Fiume Tevere il 22 febbraio 2022 presso la Regione Lazio. In questa occasione le adesioni al Contratto hanno raggiunto quota 86 sottoscrittori di cui 55 associazioni, con un quadro economico complessivo del valore di circa 79 milioni di euro ed una copertura finanziaria del 98%.
Dal febbraio 2022, Città metropolitana di Roma Capitale è il Soggetto Responsabile della gestione ed attuazione del Contratto di fiume Tevere.
Come è nato e chi sono le parti del Contratto di Fiume Tevere?

Oasi Naturalistica di Ponte Milvio © Laura Clerici
Il Contratto di Fiume Tevere è un’anomalia nel sistema dei Contratti di Fiume, perché è uno di quei pochi casi a livello nazionale, ma anche nel panorama europeo, di Contratto di Fiume promosso completamente dal basso; quindi costruito e portato fino alla firma dell’Accordo di programmazione negoziata da volontari di un’associazione senza scopo di lucro come Agenda Tevere ETS. Dopo la firma dell’Atto di impegno, nell’ottobre dello stesso anno Città metropolitana di Roma Capitale è diventata il Soggetto responsabile della gestione e dell’attuazione. Tuttavia Agenda Tevere ETS tramite un protocollo d’intesa ha continuato a supportare Città metropolitana nell’attuazione fino alla istituzione della Segreteria Tecnica Scientifica dei Contratti di Fiume presso la Città metropolitana di Roma Capitale avvenuta ad aprile del 2025.
Negli anni 2022-2025, la compagine contrattuale è cresciuta sempre di più. I sottoscrittori del Contratto di Fiume Tevere hanno raggiunto quota 92 (in origine 86), sono aumentate anche le azioni del Primo Programma Triennale di Azione a quota 66 (in origine 49) con 44 Soggetti Responsabili di Azione (in origine 31). Accanto alla componente istituzionale, nel rapporto tra le parti, essendoci una sostanziale prevalenza numerica del mondo associativo, culturale, dei dipartimenti di Università, la dimensione “negoziata” è molto sentita. Tra le associazioni si è formata una rete solida che è stata la spinta e il motore propulsivo in ogni fase del processo del Contratto di Fiume ed anche nella sua attuazione. Le associazioni che vivono il territorio del fiume Tevere compiono azioni in termini di partecipazione attiva e di conoscenza offrendo un bagaglio di competenze e di conoscenza profonda del territorio millimetro per millimetro. Ed è proprio questo patrimonio di competenze che ha fatto la differenza quando Roma Capitale, alla fine del 2023, ha deciso di realizzare i Parchi di affaccio sul Tevere concertandoli come azioni nell’Accordo di Programmazione Negoziata Contratto di Fiume Tevere; in questo modo, l’Amministrazione comunale, dalla sinergia ed il confronto con le associazioni, ha potuto anche acquisire la conoscenza diretta e diffusa dei luoghi, il bagaglio esperienziale delle realtà territoriali per poi trasferirli nelle progettualità traendone anche un vantaggio in termini di ottimizzazione dei tempi della “conoscenza dei luoghi” e definizione degli interventi.
Qual è il modello giuridico del Contratto di Fiume Tevere?

© Laura Clerici
Da un punto di vista giuridico il modello amministrativo è quello degli accordi di programmazione negoziata ai sensi dell’art. 2, comma 203, lett. a) della legge n. 662 del 23 dicembre 1996 tra vari soggetti pubblici e privati.
Il Contratto di Fiume ha una gerarchia a due livelli: una gerarchia verticale che è relativa all’ambito di competenza e coinvolge gli enti sovraordinati (dal Ministero dell’Ambiente, alla Regione, alla Città metropolitana, ai municipi, alle sovrintendenze); vi è poi una gerarchia orizzontale che riguarda tutti i soggetti che hanno aderito all’accordo che sono di fatto su un pari livello. Dal punto di vista dell’impegno non cambiano i pesi, tuttavia, dato che l’accordo è tra pubblico e privati ci sono una serie di ambiti di intervento dove solamente la Pubblica Amministrazione può operare. È il caso, ad esempio, della pulizia delle sponde e del rischio idraulico, di competenza regionale; mentre Acea Ato 2 è responsabile delle immissioni delle acque reflue; così come Roma Capitale si occupa degli ambiti di fruizione e accessibilità, ecc.
Per quanto riguarda i finanziamenti, ogni soggetto responsabile che propone un’attività da mettere nel Programma di Azione è responsabile in prima persona della sua attuazione, quindi anche della fattibilità economica e del relativo recepimento delle risorse. È evidente che nel caso di un’associazione che decide di realizzare un evento oppure progetti di educazione ambientale nelle scuole, ci saranno più difficoltà in tema di risorse finanziarie anche se le varie azioni possono trovare copertura con bandi europei e nazionali in ambito ambientale.
Quali azioni e risultati concreti sono stati raggiunti tramite il Contratto di Fiume?

Sopralluogo partecipato al parco di affaccio Tiberis © Laura Clerici
Per quanto riguarda le azioni del Contratto di Fiume queste sono contenute nel Primo Programma Triennale di Azione 2022-2025 che prevede: 49 azioni di diversa tipologia (attività, progetti, interventi) declinate su sei assi strategici (aggiornamento e sviluppo del quadro conoscitivo, sicurezza idraulica, qualità delle acque, biodiversità e funzionalità ecologica, fruizione integrata, partecipazione attiva); sei obiettivi specifici (gestione risorse idriche e protezione dai rischi idraulici, qualità delle acque, qualità ambientale, accessibilità e fruizione: Tevere spazio pubblico, valorizzazione e promozione delle progettualità esistenti, diffusione della conoscenza e della partecipazione attiva) e 5 tipologie di azione (conoscenza, sicurezza, interventi, comunicazione, monitoraggio).
Un risultato concreto che può essere preso a modello per far capire la logica sottesa ai Contratti di Fiume è stato quello di “ottenere” che Roma Capitale, in quanto Soggetto pubblico sottoscrittore, decidesse di inserire tra le azioni del Contratto di Fiume la realizzazione dei parchi d’affaccio sul Tevere. Bisogna segnalare che in questa occasione l’Amministrazione comunale ha utilizzato al meglio lo strumento del Contratto organizzando in fase progettuale sopralluoghi partecipati nelle aree che sarebbero diventate parchi d’affaccio (Oasi Naturalistica tra ponte Milvio e ponte Flaminio, Parco di affaccio “Foro Italico”, Parco d’affaccio su Lungotevere delle Navi, Parco d’affaccio tra via del Foro Italico e dell’Acqua Acetosa, Parco d’affaccio Ostia antica, Parco Tiberis), cosa mai accaduta prima!
Sempre in tema di misure concrete bisogna dire che l’intensa attività e impegno sul territorio, di lavoro e di pressione sull’Amministrazione ha contribuito a far decidere alla politica di investire in termini di ambiente sul Fiume Tevere. Già la Giunta Raggi aveva iniziato questo percorso con l’istituzione di un ufficio preposto (Ufficio Valorizzazione del Tevere) ed è stata la prima ad aver bonificato l’area sotto ponte Marconi nel 2018 facendone un parco d’affaccio temporaneo chiamato Tiberis. Ebbene grazie al costante impegno di Agenda Tevere dal 2018 e all’attività del Contratto di Fiume Tevere è stato raggiunto l’obiettivo di rendere permanente il parco d’affaccio Tiberis con Roma Capitale che l’ha finanziato ed inserito nel Programma Triennale di Azione 2022-2025 ed anche nel costruendo Programma 2026-2029.
Un’altra parte fondamentale delle attività in ambito Contratto di Fiume Tevere ha riguardato la campagna d’informazione e comunicazione che, nella fase del processo del Contratto, è stata realizzata (dal 2020 fino al gennaio del 2022) tramite la newsletter mensile del Contratto di Fiume, in cui accanto all’approfondimento di una tematica specifica – top news – veniva restituito un aggiornamento dei principali fatti e notizie riguardanti il fiume Tevere ed il suo territorio.
Tuttora, nella fase di attuazione del Contratto di Fiume Tevere (2022-2025 e 2026-2029) prosegue la fondamentale attività di comunicazione ed informazione con la Newsletter del Contratto di Fiume Tevere, a cadenza bimensile, redatta a cura della Segreteria Tecnica Scientifica per il Contratto di Fiume Tevere (arch. Elisa Avellini, arch. Laura Clerici, arch. Romina D’Ascanio) in Città metropolitana di Roma Capitale.
La storia del Contratto di Fiume Tevere è una scrittura continua

Parco di affaccio di Ostia Antica © Laura Clerici
È importante evidenziare che la dinamica del Contratto di Fiume Tevere non si è esaurita con la sottoscrizione di un Atto di Impegno formale (un contratto di fiume non è un fine ma uno strumento!) si tratta piuttosto di un procedimento dinamico, che da poco più di un anno si è ulteriormente strutturato negli uffici dell’Amministrazione, infatti, a partire dal 29 aprile 2025, come si legge nel sito di Città metropolitana di Roma Capitale, è stata costituita la Segreteria Tecnica dei Contratti di Fiume «al fine di creare sinergia e dare maggiore impulso alle attività dei Contratti di Fiume, sia per implementarne i Programmi d’Azione, sia per garantire una governance efficace nell’attuazione delle azioni previste». Il gruppo di lavoro è costituito da personale interno e da cinque esperti esterni nella specifica materia. Città metropolitana, a partire dai dati a disposizione raccolti nelle fasi precedenti, ha poi implementato la piattaforma informatica SIITA Sistema Informativo Integrato Tevere e Aniene e una piattaforma WebGIS.
Ad oggi, è in fase di costruzione il nuovo Programma Triennale di Azione 2026-2029: le proposte di azione finora pervenute testimoniano il rinnovato e costante impegno delle realtà aderenti al Contratto di Fiume Tevere, evidenziando in particolare il significativo prevalente contributo delle associazioni e dei soggetti attivi sul territorio che ottemperano agli impegni sottoscritti con l’Accordo, proponendo e realizzando iniziative e progettualità coerenti con gli obiettivi condivisi del Contratto.
Tra le Amministrazioni Pubbliche, Roma Capitale Dipartimento Tutela Ambientale è in fase di perfezionamento tecnico-compilativo di due proprie proposte, dimostrando il rinnovato impegno nel percorso attuativo del Contratto di Fiume e nella costruzione condivisa del nuovo Programma Triennale di Azione. Analogamente, Città metropolitana di Roma Capitale conferma il proprio contributo nel PTA 2026-2029 finanziando l’implementazione e la gestione del Sistema Informativo Integrato Tevere e Aniene – SIITA.
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Immagine di copertina: Laura Clerici
