La grande partecipazione è segno di quanto i corsi d'acqua siano vissuti come ricchi di risorse ed opportunità 
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Verso il contratto di fiume per la Media valle del Tevere

Un piccolo passo in avanti verso il primo contratto di fiume, sul Tevere, del Lazio

Sabato 23 maggio, presso la sede della Riserva naturale Tevere - Farfa a Nazzano (Roma), si è svolto il primo incontro aperto sulla stipulazione del contratto di fiume per la Media valle del Tevere, che si estende da Orte alla Riserva naturale Tevere - Farfa.

L’iniziativa è stata promossa da Legambiente Bassasabina per coordinare associazioni, volontari ed in generale soggetti portatori di interessi pubblici e privati, con lo scopo di creare un comitato promotore e rappresentativo in grado di raccogliere le istanze di tutti gli individui coinvolti e collaborare con le pubbliche amministrazioni nella stipulazione del primo contratto di fiume per il Tevere nella regione Lazio.

Nel Lazio da tempo si parla di contratti di fiume, e da poco sono sorti i primi comitati rappresentativi di cittadini, enti ed autorità  interessati alla gestione del fiume Tevere e del territorio che esso attraversa. L’incontro del 23 maggio, in particolare, ha cercato di aprire, a seguito del già  sottoscritto manifesto di intenti (firmato il 22 ottobre 2014 dai comuni coinvolti nel progetto: Civita Castellana, Gallese, Magliano Sabina e Otricoli, Orte, Collevecchio, Stimigliano, Forano, Poggio Mirteto e Torrita Tiberina), un tavolo di discussione per la definizione dei contenuti di questo primo contratto di fiume della regione, la validità  del quale, su proposta della stessa Legambiente Bassasabina, vorrebbe essere estesa al bacino del fiume Farfa.

Risultato dell’evento è stata la creazione di un comitato unico, che parteciperà  ai futuri incontri (due dei quali previsti per il 3 ed il 6   giugno) a cui prenderanno parte anche le pubbliche amministrazioni e che porteranno alla definizione puntuale e condivisa dei punti e degli interessi da tutelare nel contratto.

La partecipazione al dibattito è stata importante: ad intervenire, infatti, oltre ai rappresentanti delle istituzioni locali, sono state molte associazioni e cittadini interessati a far sìche il contratto di fiume sia sottoscritto e che siano quindi posti in essere sul territorio interventi vantaggiosi per l’intera collettività . Questo è segno di quanto i corsi d’acqua siano vissuti come ricchi di risorse e di opportunità  da sfruttare, e di quanto sia viva tra i cittadini la voglia di attivarsi per il bene comune. Anche per questo motivo Sandro Mancini, responsabile di Legambiente Bassasabina, nonostante le difficoltà  che si prospettano, si dice ottimista riguardo la realizzazione del progetto.

Cos’è il contratto di fiume?

Il contratto di fiume consiste in una serie di norme, nazionali ed europee, che mirano alla riqualificazione di corsi fluviali e, più in generale, di bacini idrogeologici nel loro complesso, non soltanto in termini di salvaguardia ambientale, ma anche in termini di sviluppo economico e sociale, raggiungibile mediante attività  materiali e mediante, altresà¬, la creazione di certezze programmatiche di azioni future. E’ uno strumento in più di partecipazione dal basso sempre più diffuso: contratti di fiume sono già  stati stipulati in Lombardia, Piemonte, Veneto, Emilia Romagna, Toscana, Umbria e Puglia.

Chiunque volesse prendere visione dell’evento, degli interventi e dei dettagli delle proposte discusse, può farlo dalla pagina youtube di Legambiente Bassasabina (clicca qui).

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