Sarantaporo

Costruire comunità di beni comuni a Sarantaporo (Grecia)

- 22 febbraio 2016

In Grecia la disoccupazione raggiunge il 30% e tra i giovani supera il 50%, motivo per cui, questi ultimi, sono migrati nelle grandi città o all’estero. Trovare una soluzione immediata per le questioni sociali è, dunque, più che urgente.
La città di Sarantaporo, così come i villaggi limitrofi, è situata in Elassona, una delle più grandi province della Grecia. Si tratta di un’area duramente colpita dalla crisi degli ultimi anni, in cui le principali forme di sostentamento sono, da sempre, l’agricoltura e l’allevamento e verso cui l’attenzione da parte dello Stato è sempre stata scarsa. Gli abitanti sono stati a lungo isolati e privati dei servizi di base; tra questi, una rete che permettesse loro di usufruire di una connessione internet e, conseguentemente, di realizzare il piccolo sogno di un sito web per collegare i paesi che si susseguono, numerosi, tra le montagne poco ad ovest del Monte Olimpo.
Come afferma Ilias Marmaras, che a questa storia di risolutezza ha deciso di dedicare un documentario, “in alcuni paesi del sud dell’Europa, come la Grecia, la carenza da parte delle istituzioni, la riluttanza di collaborare con esse, l’onnipresenza oppressiva da parte dello Stato e, soprattutto, l’emergenza di intraprendere azioni dirette nel campo del sociale, danno vita a nuove prospettive ed approcci”. E il regista aggiunge: “Le comunità che producono beni cognitivi e culturali, combinandoli con beni comuni materiali, spuntano in diverse regioni. Allarmate dalle difficoltà dovute al modo in cui la tecnologia impatta, oggi, sul mondo e cercando risposte ai problemi causati dalla crisi, producono e condividono conoscenza”.

Il bene comune, ritratto perfetto dell’agire

Documentario SarantaporoEd è questo l’esempio di alcuni abitanti di Sarantaporo, che qualche anno fa hanno deciso di creare il sito internet http://www.sarantaporo.gr, approfittando di un’iniziativa promossa dall’organizzazione non-profit Greek Free/Open Source Society e costruendo, in piena autonomia, la prima rete internet della città.
L’idea ha destato sin da subito l’interesse dei residenti dei paesi vicini, che hanno preso contatti con i promotori e hanno preso parte al gruppo. Marmaras parla di un forte coinvolgimento da parte della maggioranza dei cittadini ed è, questo, uno degli aspetti decisivi, che rende differente questo, da altri progetti. Lo intuiamo che non si tratta solo di portare Internet in aree remote. “I locali”, afferma il regista, “stanno già prendendo parte al progetto, offrendo le proprie case per il dispiegamento dell’infrastruttura. Si tratta, piuttosto, di un’occasione in cui attori diversi si riuniscono e agiscono per la creazione di un bene comune”.
È a questo punto che chiediamo cosa siano, per Marmaras, i beni comuni e capiamo, dalla sua risposta, il suo acceso interesse nei confronti della tematica. “I beni comuni hanno una lunga presenza nella storia e l’attenzione per le risorse è sempre stata una delle priorità dell’uomo. Nonostante essi siano, poi, passati in secondo piano, tale attenzione sta fiorendo nuovamente nell’era digitale. Quello dei beni comuni è il diritto di beneficiare di qualcosa assieme a qualcun altro, concetto che potrebbe essere espresso con la frase ‘non ho il diritto di usufruire di un bene, se gli altri non hanno lo stesso diritto’. Il concetto di bene comune, in altre parole, non ha a che fare né con il possederlo né con l’esserlo. È il ritratto perfetto dell’agire. Solamente da un’azione comune può derivare quello che percepiamo come bene comune”.

Il ruolo decisivo della società civile

Dando per scontato che Marmaras sia nato a Sarantaporo, veniamo smentiti quando ci confida di esser nato ad Atene e di non aver mai avuto con la città alcun legame. Il primo contatto con alcuni membri della comunità è avvenuto durante le riprese del precedente documentario “La conoscenza come bene comune. Le comunità di produzione e condivisione in Grecia”. È in un incontro successivo, durante la seconda edizione del CommonsFest, che il regista realizza il vero significato del progetto e il ruolo che esso riveste. “Non si tratta solo dell’impatto immediato a livello locale”, ci spiega, “ma anche di quello generale, che riguarda i nostri tempi; tempi in cui paradigmi crescenti di questo tipo hanno bisogno di tutta la visibilità e tutto il supporto che la società civile possa offrire”.
Marmaras ha deciso così di mettere la sua professione a servizio di questa storia, esplorando in profondità, con il collettivo di arti multimediali Personal Cinema, il viaggio della comunità di Sarantaporo. Con il documentario “Costruendo comunità di beni comuni in Grecia. Un documentario sulle reti internet nell’area di Sarantaporo”, il regista indaga la nascita, il contesto, le aspirazioni, i diversi aspetti che l’associazione promuove, che riguardano la vita sociale, le nuove tecnologie, il tentativo di avvicinamento tra i giovani e gli anziani, tra gli stessi abitanti e, non meno importante, tra questi ultimi e quanti fanno parte di altre comunità, sono migrati o vivono all’estero. “Durante le ricerche”, ci racconta, “non ho incontrato nessuno che si opponesse all’iniziativa”.
L’entusiasmo è ben espresso anche nelle parole di Achille, membro della comunità. “Questa”, sostiene, “è una delle scommesse: aprire un dialogo con strutture sociali che operano in modo diverso dal nostro” e, nel dire questo, porta l’esempio della possibilità di contattare la prefettura del paese limitrofo. “Il potenziale, tanto della rete wireless, quanto della rete di persone, è rappresentato dall’espansione dell’economia produttiva della regione, in altre reti produttive. Potrebbe trattarsi di una cooperativa, non intendendo, con questo, che sarebbe creata dalla stessa rete internet; piuttosto, che quest’ultima, attraverso la diffusione d’informazione e conoscenza, potrebbe contribuire a come meglio organizzarla. In gioco c’è la possibilità, per gli abitanti della regione, di passare ad uno step successivo, in cui non tutto sia organizzato da una struttura centralizzata; al contrario, in cui gli stessi cittadini prendano in mano le questioni che li riguardano e giochino un ruolo attivo”.

La campagna di crowdfunding

Campagna di crowdfunding per il documentario di SarantaporoSe iniziative come quella della rete di Sarantaporo.gr”, conclude Marmaras, “avranno successo nel superare problemi politici, economici e sociali, diventando autosufficienti a lungo termine come i beni comuni, è da vedere. Una cosa, però, è certa: la più che essenziale necessità, per gli abitanti di Sarantaporo, di essere connessi tra loro e con il resto del mondo”.
Un documentario che, anche per la fase di produzione, si è avvalso dello spirito comunitario di condivisione. Molte sono state, infatti, le spese sostenute per i ripetuti trasferimenti durante le riprese e, in una fase successiva, per il lavoro di traduzione, sottotitolazione e ideazione delle colonne sonore. È stata lanciata, per questo, una campagna di finanziamento per supportare l’iniziativa, conclusasi lo scorso gennaio con risultati al di sopra delle aspettative: un ricavato di più di seimila euro da parte di ottantotto co-finanziatori.

Il documentario è, attualmente, nella fase di postproduzione e in programma, per la prossima primavera, ci sono proiezioni e dibattiti nell’area in cui è stato girato. Non ci resta che sperare che un giorno verrà tradotto in italiano!

Per vedere il trailer del documentario “Costruendo comunità di beni comuni in Grecia. Un documentario sulle reti internet nell’area di Sarantaporo”: https://www.youtube.com/watch?v=J5VQR2TVKl8

Per vedere il documentario “La conoscenza come bene comune. Le comunità di produzione e condivisione in Grecia” nella versione integrale: https://www.youtube.com/watch?v=8iCZgZEYm0w


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